La battaglia di Eva Carneiro: “E’ ora di lottare anche contro i sessisti”

Pubblicato il autore: marco.stiletti
carneiroMinacce di morte, insulti sessisti, una vita professionale da ricominciare. Eva Carneiro, 43 anni, originaria di Gibilterra, figlia unica di Lourdes e Antonio Carneiro, per cinque anni responsabile del settore sanitario del Chelsea, ha raccontato al Daily Telegraph i quindici mesi vissuti dal fattaccio dell’8 agosto 2015, quando dopo la partita pareggiata 2-2 dai Blues con lo Swansea fu accusata da Josè Mourinho di essere “ingenua” e di non capire un tubo di calcio.
Eva era entrata in campo nei minuti finali, su invito dello stesso arbitro, per soccorrere Hazard. In quel momento, il Chelsea era in inferiorità numerica per l’espulsione di Courtois e con l’uscita da regolamento del belga i Blues si ritrovarono con due uomini in meno per qualche istante. Mou scatenò la sua rabbia contro la Carneiro nelle conferenze post gara e cominciò un caso finito in tribunale, che ha appassionato la Gran Bretagna e si è concluso con le scuse del club dopo il rifiuto, da parte della dottoressa, di un risarcimento di 1,5 milioni di euro.
Non sono stati quindici mesi facili quelli vissuti da Eva. Dopo essere stata allontanata dalla prima squadra e con la decisione presa dalla dottoressa il 23 settembre 2015 di chiudere il suo rapporto con il Chelsea, è iniziata la parte più difficle le udienze in tribunale e la gogna sui social, dove accanto a manifestazioni di solidarietà sono apparse minacce di morte e accuse sessiste. “Ho visto il peggio del calcio e di un ambiente che fatica ad accettare la presenza di una donna nelle strutture sanitarie. Nei miei anni di studio non avevo mai pensato di fare i conti con la discriminazione sessuale. All’università di Nottingham più della metà degli studenti era composto da ragazze. Solo quando ho cercato di avvicinarmi allo sport, e in particolare al calcio, sono cominciati i problemi. Nel calcio sono condannati gli episodi di discriminazione di tutti i generi. E’ ora di lottare anche contro i sessisti“.
Sull’episodio Hazard, la Carneiro ha le idee chiare: “La mia priorità è sempre stata la salute e questo principio dovrebbe essere condiviso anche dagli allenatori. La sicurezza viene prima di ogni altra cosa. Anche dei risultati”.
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