Milan Inter, Gustavo Gomez è tutto qui?

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

milan inter
Il pareggio alla fine è stato il risultato più giusto. Milan Inter è stata una bella partita, tutto sommato. Certo, prendere gol all’ultimo minuto non è cosa che fa sorridere allenatori, giocatori e tifosi, soprattutto in una partita del genere. Ma a bocce ferme, il 2-2 maturato in Milan Inter di ieri sera ci sta tutto. Ci sta per quello che si è visto nei 90 minuti, per la voglia che le due squadre hanno messo in campo, spartendosi la gara in un tempo a testa. Stefano Pioli è stato ripagato per l’audacia messa nel rettangolo di gioco soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, Vincenzo Montella ha pagato il “serrate i ranghi” iniziato con troppo anticipo, forse anche per la stanchezza subentrata.

La vigilia di Milan Inter era stata scandita da diversi temi. I nerazzurri mettevano in campo una nuova formazione guidata da un nuovo allenatore. I rossoneri tra le incertezze del closing (non se ne può più!) e l’assenza più importante, Alessio Romagnoli, leader della difesa del Diavolo e ora anche della nazionale maggiore. Già, quella nazionale che gli ha fatto saltare il derby a causa di un problema muscolare accusato durante l’amichevole contro la Germania, proprio a San Siro tra l’altro. Ed è così che la sfortuna nazionale ha portato via al Milan prima Montolivo e poi Romagnoli, anche se quest’ultimo a differenza del capitano rossonero che si è rotto i legamenti del ginocchio, rientrerà in fretta.

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Si è detto sin troppo spesso, a ragione, che il Milan non ha i rincalzi giusti. 11 buoni giocatori, un grande tecnico, ma la panchina è corta. Verissimo. Milan Inter ha dimostrato proprio questo. Fatta eccezione per l’estro di Giacomo Bonaventura e Suso (mamma mia che partita Suso!), il centrocampo non è stato aiutato da chi di solito è il più abile a far partire l’azione con un mancino delicato. Proprio quel Romagnoli che, anche quando è costretto a lanciare lungo lo fa con ottimo calibro.

Chi ha giocato al suo posto in Milan Inter? Gustavo Gomez. Per carità, il ragazzo di testa le prende quasi tutte, anche se in un paio di occasioni ieri sera ha fatto tremare tutta la linea difensiva rossonera e anche i seggiolini della curva sud. Ciò che davvero gli manca è il piede.

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Il paraguaiano è il classico difensore sudamericano, tanto fisico, tanta forza, ottimo colpo di testa. Ma niente più. Tutte le volte che ha provato ad impostare, con movenze goffe e legnose, il risultato è stata una palla persa, una ripartenza nerazzurra, un pericolo. San Siro mormorava come quando Dida si preparava a  ricevere un retropassaggio. La cosa è molto semplice. Se il tuo avversario sa che con i piedi non ci sai proprio fare, cerca di aggredirti alto. Prima o poi l’errore lo farai. E Pioli ha giocato d’astuzia proprio sul centrale ex Lanus.

Complessivamente Gustavo Gomez non ha giocato un Milan Inter osceno, certo. Ma tra lui e Romagnoli c’è più di una categoria di differenza. Pagato 8 milioni di dollari, pagato quanto Kakà. Montella ha preferito lui a Zapata, reduce da un lungo infortunio. Senza Romagnoli il Milan ha sempre subito una media di due reti a partita. Cosa che si è ripetuta anche ieri sera.

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Si sente spesso dire dagli addetti ai lavori, che un giovane difensore cresce bene al fianco di un ottimo compagno. Per intenderci, Thiago Silva non sarebbe diventato così forte se non avesse giocato al fianco di Nesta. Che Gustavo Gomez possa diventare un ottimo centrale al fianco di Romagnoli? Credo si farebbe prima a cercare un nuovo centrale, che sappia giocare la palla così come piace a Montella, nel mercato di gennaio. Il ragazzo si impegna, questo è fuori da ogni dubbio. Ma la sensazione è che gli manchi sempre qualcosa.

Adesso però Gustavo, smentiscimi.

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