Museo Fifa, storia di un insuccesso

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Gli interni del (fu?) Museo Fifa di Zurigo

Gli interni del (fu?) Museo Fifa di Zurigo

Febbraio 2016: il Museo Fifa viene inaugurato in pompa magna a Zurigo, città sede del massimo ente internazionale che governa il calcio, alla presenza dell’allora neoeletto presidente della Federazione Gianni Infantino. Novembre 2016: il Museo Fifa potrebbe chiudere dopo neppure un anno. Come è stata possibile una tale inversione di marcia così clamorosa?

Nascita e declino del Museo Fifa

Voluto fortemente dall’indimenticabile (soprattutto per le procure) ex presidente Sepp Blatter, il World Football Museum della Fifa è stato progettato con l’intento di diventare il fulcro di tutto ciò che appartiene al calcio mondiale e alla sua memoria collettiva: documenti, memorabilia, testimonianze, oggetti storici tali da attrarre qualsiasi tifoso o appassionato in tutto il Mondo.
Con ben tremila metri quadrati distribuiti su tre piani, il Museo Fifa ospita (ospitava?) cimeli come ad esempio le maglie di tutte e 209 le nazionali rappresentate dalla Federazione, gli scarpini dagli anni Trenta ad oggi, la storia del Mondiale raccontata dagli oggetti storici (come l’originale della Coppa Rimet, ma c’è anche la pipa di Enzo Bearzot e gli occhiali di Marcello Lippi usati durante Germania 2006), ospita esposizioni temporanee (se faranno in tempo ad essere allestite), postazioni multimediali, il negozio ufficiale, bar, ristoranti, sale conferenze, biblioteca ed infine la sezione L’arbitro sei tu, in cui ci si può calare nei panni del giudice di gara e riscrivere partite storiche.
Sicuramente un menù ricco ed interessante ma non abbastanza da attrarre a sufficienza i tifosi, che non hanno certo Zurigo in cima alla lista dei loro pellegrinaggi sportivi rivolti ad esempio verso altri lidi come Manchester, Londra, Barcellona o Madrid, dove in alcune di queste città si possono trovare musei a tema con memorabilia unici.
Quella del Museo Fifa era insomma una missione ambiziosa che si riflette anche nei costi: 140 milioni di franchi svizzeri (ovvero 128 milioni di euro) per la realizzazione dell’opera – ristrutturazione dell’edifico che lo ospita, l’Haus zur Enge, compresa – che in base alle previsioni avrebbe dovuto attrarre un volume di circa 250.000 visitatori l’anno. Peccato però che fino abbiamo staccato il biglietto “solo” 132.000 tifosi (una media di 11.000 al mese), meno della metà delle previsioni. Molti visitatori, inoltre, criticano il prezzo del biglietto di ingresso che può arrivare a costare 24 franchi svizzeri (circa 22 euro al cambio attuale), ma non solo: la Federazione guidata da Infantino sta riscontrando più di una difficoltà nell’affittare gli appartamenti di lusso presenti nei tre piani superiori dell’edificio che ospita il Museo Fifa.

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Museo Fifa: si corre ai ripari?

Gli interni del (fu?) Museo Fifa di Zurigo

Gli interni del (fu?) Museo Fifa di Zurigo

Il presidente Gianni Infantino aveva messo in chiaro come il suo mandato sarebbe stato all’insegna del risparmio e di una maggiore attenzione (leggi: sovvenzioni) alle varie federazioni, oltre alla necessità di fare degli investimenti sul fronte dello sviluppo: di conseguenza, di fronte a delle perdite del Museo Fifa l’orientamento sarebbe quello di chiudere definitivamente la struttura per tamponare il salasso. “Stiamo facendo delle valutazioni per verificare la situazione, ma certamente così non si può andare avanti”, dichiara la portavoce del Museo Delia Fisher, mentre il direttore, curatore ed amministratore delegato Stefan Jost, che si è dimesso dal suo ruolo a fine ottobre per divergenze di vedute con la Fifa sul futuro dell’opera, è stato più esplicito, annunciando l’imminente chiusura che alcune fonti danno per maggio 2017.
Al momento nessuna conferma dalla Fifa, ma martedì il vicesegretario generale Zvonimir Boban ha convocato una riunione con i dipendenti della struttura (circa un centinaio) per prepararli al peggio. L’ex Milan presiede anche, per volontà della Fifa, un gruppo di lavoro per cercare di attuare un modello sostenibile per la struttura, e non si esclude, come ha sostenuto la federazione guidata da Infantino ai microfoni dell’Afp, “un completo cambiamento di organizzazione fisica del museo Fifa“, il cui contratto di affitto scade nel 2055. In questo gruppo di lavoro (che presenterà le proprie proposte al Consiglio Fifa del prossimo gennaio) c’è anche l’italiana Evelina Christillin, neomembro del Consiglio in quota Uefa e con alle spalle l’esperienza di presidente della Fondazione Museo Egizio di Torino.
Basterà per salvare il salvabile o il Museo Fifa può essere dato per drammaticamente spacciato?

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