Palermo, cambio in panchina dopo la sconfitta in Coppa Italia?

Pubblicato il autore: Fausto Leone

de zerbi
Lo Spezia colleziona un altro scalpo in Coppa Italia: dopo Frosinone e soprattutto Roma nella scorsa stagione, quest’anno è toccato al Palermo di Roberto De Zerbi. Ancora ai calci di rigore, la squadra ligure, allenata da Mimmo Di Carlo, ha regalato l’ennesima delusione di una stagione davvero terribile per i rosanero. Il bilancio stagionale è impietoso: ultimo posto in campionato a pari merito con il Crotone con 6 punti raccolti in quattordici giornate, 1 vittoria, 3 pareggi e 10 sconfitte, 10 soli gol segnati (secondo peggior attacco dopo l’Empoli, fermo a 7 gol) e 27 subiti (seconda peggior difesa dopo il Cagliari, che ne ha già subiti 31 ma almeno veleggia tranquillo a metà classifica). E oggi la sconfitta ai rigori contro lo Spezia, squadra di Serie B.
Un ruolino di marcia davvero imbarazzante, che ha spinto mister De Zerbi ha dichiarare in conferenza stampa che non si dimetterà, anche se è dura metterci la faccia dopo ogni sconfitta. Ad ogni modo, la situazione del Palermo sorprende per almeno due motivi: anzitutto la piazza è blasonata, ha sfiorato la qualificazione alla Champions League non più tardi di sei anni fa e nello scorso decennio ha sempre lottato per andare in Coppa UEFA, e soprattutto ha cresciuto numerosi giovani talenti, da Javier Pastore a Dybala fino a Franco Vazquez, passato in estate al Siviglia di Sampaoli. L’altra sorpresa, invero inaspettata, è la pazienza di Maurizio Zamparini, che in tredici anni da patron del Palermo ha cambiato ben trentuno (31!) allenatori. Ancora l’anno scorso, Iachini fu esonerato dopo dodici giornate, dopo la vittoria casalinga contro il Chievo Verona (1-0): i rosanero avevano 14 punti, 8 in più della coppia Carpi e Verona ferme a 6 punti, e non sembravano rischiare più di tanto, almeno in quelle prime battute di campionato. “Non c’era più la giusta intesa con Iachini, mi dispiace averlo mandato via ma volevo approfittare della sosta” spiegò Zamparini. Fu l’inizio della fine: la gestione Ballardini terminò con l’”esonero” da parte del capitano e portiere Stefano Sorrentino, che dopo la vittoria per 1-0 contro il Verona del 10 gennaio sparò a zero sul mister accusandolo di aver abbandonato la squadra. “Ballardini non ha mai parlato con noi. Né prima, né dopo la partita. Quanto successo ha dell’incredibile. La squadra ha giocato e vinto da sola”. Poi ancora l’affaire Schelotto, che non ottenne mai il patentino UEFA e, stufo di essere affiancato, se ne tornò in Argentina, il Iachini-bis e da ultimo Walter Novellino, che guidò la squadra ad una salvezza insperata.
Un anno dopo, Zamparini sembra aver fatto tesoro delle tribolazioni della scorsa stagione: il credito avanzato verso l’esordiente Roberto De Zerbi, che lo scorso anno guidò il Foggia fino alla finale playoff di Lega Pro, poi persa contro il Pisa di Gattuso, ricorda in parte quello con Francesco Guidolin, che Zamparini considera il miglior tecnico mai avuto. Due giorni fa, in un comunicato stampa, il focoso presidente ha confermato la sua fiducia al tecnico bresciano. Non è un mistero, però, che alla base di questa decisione ci sia anche la scarsa convinzione verso le due alternative, e cioè Ballardini e Eugenio Corini. Chissà se la sconfitta di stasera cambierà qualcosa nella mente di Zamparini: a quattro giorni dalla sfida con la Fiorentina, c’è tutto il tempo per un altro ribaltone nella panchina del Palermo.

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