Perilli estremo difensore della Reggiana: ora in porta sono più sbruffone

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti

6c9bbda5a3e9264f97e7d0f76c2f2a31-08508-1452615727“Dovremo essere primi a giugno, a novembre non conta nulla. Cambia poco esserlo adesso”. Non si fa distrarre dalla classifica – che vede la Reggiana al primo posto del girone B di Lega Pro – Simone Perilli, 21enne portiere granata, che guarda alla partita di Gubbio come una “gara normale” di questa stagione. “Domeniche ne rigiocheremo un’altra e lì si rivedrà se saremo primi o meno”, è il commento secco del numero uno, che lascia trapelare la lacuna per non dire l’assoluta assenza di celebrazioni per il primato.
Come avete accolto la prima posizione nello spogliatoio?
“Siamo stati contenti, ma dovremo esserlo quando serve. Ora è tutto relativo”.
Se lo aspettava di essere in questa posizione, oppure la Reggiana sta andando oltre le sue aspettative?
“Vedendo le altre squadre non mi aspettavo di essere primo, però in effetti pensavo di potermela giocare. Lo dico anche valutando la forza e la bravura dei miei compagni”.
Due trasferte importanti ora, Gubbio e Forlì.
“Speriamo di affrontarle da squadra matura. Poi prenderemo ciò che arriverà”.
Ha parlato di maturità, che cosa manca a questa squadra per esserlo?
“Alcuni atteggiamenti: ad esempio essere gli stessi di quando giochiamo in casa, perché il campo è sempre verde e ha due porte. E’ solo un fattore mentale, non so dire altro sul perché fatichiamo fuori casa: dobbiamo solo avere maggiore convinzione dei nostri mezzi e trovare in noi stessi sicurezze, anche perché qualche risultato sfavorevole ci ha tolto un po’ di fiducia”.
Potrebbe essere un fattore ambientale, ma i tifosi granata vi hanno sempre seguito anche in trasferta.
“In effetti guardando i numeri relativi ai nostri supporter è come se giocassimo in casa anche quando giochiamo in trasferta. Non possiamo dire nulla al riguardo: dovunque si vada la maggioranza dei tifosi è sempre la nostra”.
Il Gubbio fatica in casa, voi avete difficoltà in trasferta…
“Speriamo bene per noi e di metterli ancora di più in difficoltà”.
Rispetto al campionato scorso quali differenze trova?
“Ho preso più sicurezza nello stare in porta, adesso sono molto più sicuro e ‘sbruffone’. Mi trovo bene con mister Rossi, così come con Simonelli (il preparatore dei portieri dello scorso anno ndr): mi sento più sicuro anche nella gestione dei piedi, e questo mi dà fiducia e mi mette tranquillità. Poi tutta la squadra mi aiuta, visto che gli attaccanti sono i primi difensori…”
Si aspettava le difficoltà della vostra storica rivale Parma?
“No, ma credo siano passeggere. Dovremo stare attenti nei derby, spesso in queste partite si tira fuori sempre il meglio”.
Il suo rapporto con la città di Reggio Emilia?
“Bello, non mi posso lamentare. Anzi, qualcuno comincia a riconoscermi per strada. Prima sembravo ‘Invisibile” come il programma di Enrico Ruggeri, ora le persone mi salutano. E sul mio tavolo non mancano mai gnocco ed erbazzone: il cibo è sempre la prima cosa”.
Che cosa le manca della sua Roma?
“Tempo e clima. Poi ogni tanto il ricordo di casa, visto che è da sei hanno che ho lasciato la mia città per inseguire e contribuire alla mia carriera calcistica, ma adesso sono felice qui alla Reggiana”.

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