Pioli e Candreva, dalla fascia “maledetta” allo scherzo del destino

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

Dopo tante polemiche, ecco che i due si ritrovano nella stessa squadra

Pioli e Candreva che esultano ai tempi della Lazio. Li rivedremo così anche con addosso i colori nerazzurri?

Pioli e Candreva che esultano ai tempi della Lazio. Li rivedremo così anche con addosso i colori nerazzurri?


Pioli e Candreva
. Si è detto e scritto tanto in questi giorni su questo tema. Ora però è ufficiale: I due, dopo mesi di polemiche e frecciate dirette e indirette, si ritroveranno assieme all’Inter. L’emiliano è infatti il nuovo allenatore dei nerazzurri, dopo l’addio di De Boer e dopo giornate tanto frenetiche quanto pieno di riflessioni. E chissà l’esterno della Nazionale cosa avrà pensato una volta appresa la notizia. Difficile saperlo, ovviamente. Lo si può solo immaginare. Ciò che è certo è che la storia tra i due è la classica rappresentazione del tanto romanzato dualismo tra amore e odio. Perché amore? La risposta è fin troppo semplice: Lazio, stagione 2014/2015. Basterebbe davvero solo questo per spiegare. I biancocelesti conquistano il terzo posto e l’accesso ai preliminari di Champions League graziee un campionato meraviglioso e a una cavalcata avvincente e spettacolare. E tra i grandi protagonisti ci sono loro due: Pioli e Candreva. Il mister costruisce un gruppo granitico e indistruttibile, mentre l’esterno romano si carica sulle spalle la squadra e ne diventa l’emblema e il simbolo a suon di gol, assist, e sgroppate sulla fascia. Sembra l’inizio di un ciclo. E l’abbraccio all’inizio del ritiro sembra testimoniare un legame forte e vero.

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MALEDETTA FASCIA… – Ma, a volte, si sa, ci vuole tanto per costruire e nulla per distruggere. In casa Lazio è bastata una fascia. Inutile entrare nel merito della questione. Lo hanno fatto già in tanti, anzi, in troppi. Il legame si rompe e con esso tutto l’incantesimo e il giocattolo biancoceleste. Sarebbe stupido e poco intelligente però dare le colpe di tutto a due singole persone. Le responsabilità, in questi casi, vanno sempre suddivise equamente. Ma, una volta lasciata la Lazio e approdato all’Inter, Candreva ha come voluto levarsi qualche sassolino dalle scarpe. Queste le sue parole in un’intervista rilasciata a Radiosei: “Io volevo diventare un punto di riferimento, ma non me lo hanno mai permesso. Non ho mai nascosto di esserci rimasto male per la fascia, perché pensavo di meritarmela. C’erano delle altre persone per anzianità, ma quando mi hanno detto che era Biglia il capitano ho rifiutato il ruolo del vicecapitano. Non voglio far polemica, ma il mister ha pensato di fare bene dando la fascia a Lucas e lo spogliatoio non ha avuto niente da ridire. Eravamo in ritiro in Germania e mi prese da parte dicendo che voleva che facessi il vicecapitano, ma io non me la sono sentita e mi sono rifiutato. Magari non è stata una scelta solo sua. Forse ha scelto qualcun altro e lui si è preso tutta la responsabilità”. Parole forti e frecciate nemmeno troppo velate. 

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ANCORA TU… – E ora ecco il destino, che si manifesta nel modo più beffardo: Pioli e Candreva si ritrovano all’Inter. Davvero lecito chiedersi cosa accadrà tra i due. Perché, aldilà delle battute, dell’ironia e delle presunte accuse, vi è un qualcosa che non può esser negato: Pioli ha dato tanto a Candreva e Candreva ha dato tanto a Pioli. Forse basterà un semplice sguardo per ricordarsene e per dimenticare tutta la negatività. Si è gente di campo sì, ma si è anche uomini e quindi si provano sentimenti, anche quelli più bui. Guai a scordarsi di tutto questo.

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