Presentato il libro su Giuliano Taccola. Parlano in esclusiva a SN Franco Cordova e l’autore Morassut

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui
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Giuliano Taccola

Si è svolta ieri sera, lunedì 14 novembre, a Roma al teatro Don Bosco la serata dedicata la presentazione del libro “Giuliano Taccola: La punta spezzata” scritto da Roberto Morassut, senatore del PD ed ex assessore di Roma Capitale.
Un volume dedicato appunto a Giuliano Taccola, attaccante nativo di Uliveto Terme (Pisa), cresciuto calcisticamente nel Genoa e approdato alla Roma di Herrera nel 1967. Con la squadra giallorossa gioca 41 partite mettendo a segno ben 18 reti, prima di perdere la vita il 2 marzo del 1969 per insufficienza cardio respiratoria a soli venticinque anni in una maledetta domenica negli spogliatoi dello stadio di Cagliari.

SuperNews
era presente alla presentazione del libro ed ha intervistato Franco Cordova, storica bandiera della Roma e all’epoca grande amico di Taccola nonché suo compagno di squadra durante le varie trasferte e ritiri giallorossi. Vediamo cosa ci ha detto: “Ho partecipato a questo libro attraverso qualche intervista con l’autore Roberto Morassut, mi ha fatto molto piacere farlo perché il testo dice molte verità non dette da tempo: è un libro fatto bene. Mi dispiace ovviamente per Giuliano Taccola che era un mio grandissimo amico, stavamo sempre insieme, dormivamo insieme quando andavamo fuori in trasferta. Era un ragazzo perbene, tranquillo, generoso: aveva tutte le caratteristiche per diventare un grande. E poi era un centravanti che agevolava la manovra e favoriva pure chi come me giocava più indietro, sapeva sempre dove mettere la palla, sapeva sempre dove andare ed era facile giocare con lui. Un po’ come oggi fa Dzeko”

SuperNews ha anche avvicinato l’autore del libro, ovvero Roberto Morassut, ecco cosa ci ha detto: “Io ho conosciuto più da vicino la storia di Giuliano Taccola scrivendo il libro, ma c’era una reminiscenza d’infanzia con il suo nome che campeggiava in uno striscione in Curva Nord quando io ho cominciato a frequentare lo Stadio Olimpico. C’era appunto un ritratto di Taccola, non una fotografia, era piuttosto suggestivo. Noi ragazzini chiedevamo chi fosse e ci veniva risposto che era morto in circostanze misteriose, qualcuno addirittura diceva che era morto per una bibita gelata e con noi bambini questo funzionava. Poi più di recente ho visto il programma “Sfide” di Raitre che parlava di Giuliano Taccola e ho voluto provare a vedere qual era la sua storia. Mi sono documentato sugli atti della procura di Cagliari e l’ho ricostruita anche sullo sfondo  della città di Roma e della Roma degli anni Sessanta. Intanto viene fuori l’immagine di un calciatore di grande capacità e di assoluto livello, che se avesse potuto continuare a giocare sarebbe sicuramente arrivato in Nazionale, e poi la sua storia triste che leggendo atti e testimonianze possiamo conoscere meglio. L’utilità del libro vuol essere intanto per i ragazzi che fanno attività sportiva agonistica che devono essere tutelati nella salute, accompagnati e seguiti per fare sport in sicurezza. Infine forse la storia giudiziaria del caso Taccola non è stata proprio lineare, anche se ormai sono passati quasi cinquant’anni e forse è stato giusto ricostruire un profilo di giustizia per questa storia”.

Attualmente sono dedicati alla memoria di Giuliano Taccola un club di tifosi del Genoa a Nervi, lo stadio del suo paese natale nel pisano Uliveto Terme e una strada della Capitale, in zona Trigoria, nei pressi della sede dell’AS Roma.

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