Scudetto 1915, Mignogna: “I prossimi mesi saranno decisivi”. Il terzo scudetto della Lazio non è più così utopico?

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

L’avvocato continua a guidare la battaglia dell’ambiente laziale per quel tricolore ormai tanto discusso

Lazio scudetto 1915

Non si ferma la battaglia dell’ambiente laziale per lo scudetto del 1915.

Una battaglia storica per il riconoscimento di un titolo e di un tricolore che si ritiene esser stato negato: è sulla base di questo che l’avvocato Mignogna, sostenuto da gran parte dell’ambiente laziale e dal presidente Claudio Lotito, ha richiesto l’assegnazione dello scudetto del 1915 alla Lazio in coabitazione con il Genoa. La strada è stata molto lungo e tortuosa, ma ora l’obiettivo non sembra essere poi così lontano. Queste le sue parole, attraverso cui viene fatto il punto della situazione, ai microfoni di Radiosei: “Il passaggio fondamentale è stata la nomina della Commissione dei Saggi, con a capo il Presidente del Consiglio di Stato. La Commissione si è espressa, come tutti abbiamo saputo dai media, affermando come l’ex aequo sia l’unico modo per riaffermare i diritti negati della Lazio. La Commissione ha detto sì e questo è un particolare che viene sin troppo sottovalutato. D’altronde, essendo chiamata la Federazione ad esprimersi per la prima volta su un caso di questo tipo, è normale che ci siano tempi tecnici che non vanno assolutamente forzati. Dopo una mia memoria difensiva sulla questione, lo stesso Tavecchio ha confermato come la competenza per la decisione sia pienamente del Consiglio Federale. Adesso sta anche all’ambiente laziale sostenere al massimo questa rivendicazione che non è certo uno scherzo, ma ha bisogno di tutto il sostegno possibile perché potrebbe portare all’ottenimento di qualcosa di storico”.

Ma come andarono realmente le cose? E da cosa nasce questa richiesta? Cerchiamo di capirlo. All’epoca la formula prevedeva tre gironi: Nord, Centro e Sud. La prima classificata del primo raggruppamento giocava la finale scudetto contro la vincente dello spareggio tra prima del Centro e prima del Sud. Il Genoa supera la prima fase e arriva al girone finale insieme a Torino, Inter e Milan. Prima dell’ultima sfida con il Torino, i rossoblù hanno due punti di vantaggio proprio sui granata che, in caso di vittoria, li aggancerebbero in vetta. La partita però, in programma il 23 maggio, non viene disputata, perché tre giorni prima il Parlamento ha votato l’ingresso in guerra. I liguri mantengono così il primato, pur avendo perso 6-1 nella prima partita del girone con i piemontesi.

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Intanto nel girone Centro, la Lazio chiude in testa e guadagna lo spareggio contro il Napoli. I campani però vengono squalificati per irregolarità nei tesseramenti e quindi i biancocelesti volano in finale scudetto. Quest’ultima però, per ovvi ed evidenti motivi, non si giocherà mai. Cosa accade? Dopo la fine del conflitto, la Figc, tenendo probabilmente conto della superiorità delle squadre del Nord, decide di assegnare lo scudetto al Genoa. Il resto è storia dei giorni nostri. La Lazio decide di presentare il ricorso e di chiedere l’assegnazione ex aequo, forte della qualificazione all’atto conclusivo ottenuta sul campo. Va detto che la Federazione ha già respinto i ricorsi di Torino e Inter. Ora resta da capire cosa accadrà. Ma il terzo scudetto nella storia biancoceleste non è poi una così grande utopia.

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