Stadio Bosnia Croazia, lo strano caso del Partizan Kostajnica: il confine nazionale passa per il campo. “Quando i palloni finiscono nell’UE, i raccattapalle si portano il passaporto”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
Lo stadio del Partizan Kostajnica, la maggior parte è in Bosnia Erzegovina, ma una parte si trova in Croazia

Lo stadio del Partizan Kostajnica, la maggior parte è in Bosnia Erzegovina, ma una parte si trova in Croazia

Stadio Bosnia Croazia, il Partizan Kostajnica (squadra bosniaca) ha un campo per tre quarti in Bosnia Erzegovina e per un quarto in Croazia

Lo strano caso del Partizan Kostajnica: lo stadio della squadra bosniaca è attraversato dal confine nazionale. Infatti tre quarti del campo si trovano in Bosnia Erzegovina, mentre il restante quarto si trova in Croazia.

Il presidente del club, Zoran Avramovic sostiene: “Questa situazione è figlia della dissoluzione della Jugoslavia. Quando la palla finisce sul territorio croato (ovvero in Unione Europa, ndr), chi è deputato a riprenderla si porta il passaporto in forma precauzionale. La polizia di frontiera croata non ha ancora chiesto il passaporto ai calciatori, ma l’ha fatto a dei contadini vicini al campo da gioco“.

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I calciatori durante una partita cambiano nazionale in continuazione, mentre chi osserva la partita dalla panchina rimane in Croazia. “Questa situazione è figlia della dissoluzione della Jugoslavia – sostiene il presidente Avramovic – I giocatori però non giocano con il passaporto nei calzoncini. Prima della divisione dei Balcani in singoli Stati nazionali  giocavamo nella Lega Regionale di Zagabria, contro squadre come lo Slaven Belupo. Questo ci ha permesso di avere buone relazioni con la Croazia e i croati. Ne abbiamo avuti tanti nel nostro club, e occasionalmente anche alcuni tifosi vengono a vederci“.

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