Ventura su Italia-Germania: “Non è una partita fra amici. Da verificare Candreva ed Eder

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Vigilia di partitissima per gli azzurri di Ventura. Sarà Italia-Germania, ma guai a parlare di amichevole quando si affrontano i teutonici, che ci hanno fatto piangere in estate, a causa della maledetta lotteria dei rigori, che ha visto proprio i tedeschi vincitori. Ci saranno dei cambi, ma non verrà stravolta la formazione, perchè l’obiettivo è vincere e immagazzinare fiducia nel gruppo.
Ecco le parole in conferenza stampa di Giampiero Ventura:

Sulla gara: “Sarebbe stato meglio avere una partita meno impegnativa, così è più complicato proseguire. Anche se è un’amichevole in realtà è una partita di cartello, Italia-Germania è pur sempre Italia-Germania. Non c’è bisogno di grandi stimoli. Alla fine di questa partita dovremo fare verifiche su tanti aspetti. Interpretazione, personalità… incontriamo i campioni del mondo, è vero che c’è qualche giovane ma sono figli di una programmazione decennale, avere A o B cambia poco in quel contesto. Gara difficile, che va interpretata. Giocando con la Germania avrei voluto uno o due giorni in più, ieri pomeriggio chi ha giocato non si è allenato: 24 ore non sono molte. So che in Italia il risultato conta e inciderà nei giudizi”.

Sulla passaggio da allenatore a selezionatore:”Io sono orgoglioso di essere qui, ma capisco i predecessori che dicono che manca il campo. Da un lato il bilancio, non parlo di risultati perché se avessimo vinto con la Spagna sarebbe stato il top. Israele le ha vinte tutte, ha perso solo contro di noi. Per l’esperienza sono soddisfatto. Si è creato una grande voglia di crescere e partecipare. Barzagli parla pochissimo ma è un esempio straordinario per i giovani. Grande disponibilità da parte loro, ma anche da chi arriva. Qui c’è gente che ha voglia, nessuno ha detto “io sono” ma tutti vogliono diventare. Gli stage servono perché alcuni giovani non sono pronti. In questo lavoro bisogna andare avanti. Belotti gioca”.

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Sui cambi: “Faremo al momento, ma giocheremo con quelli che danno maggiori garanzie. Non è una partita fra amici. Non ci sarà uno stravolgimento. Se schiero una difesa a tre è ovvio dover cambiare, qualche cosa ci sarà, ma è finalizzato a come ci si schiera in campo.

Sei sostituzioni?: “Non dico le faremo tutte, poi vedremo cosa la gara ci offrirà”.

Sul 4-1 già subito e su un’eventuale batosta: “Non ho nessuna paura, uno gioca a calcio e cerca di vincere tutte le partite. Bisogna vedere cosa fai e cosa no. Se io inizio un percorso, di qualsiasi genere, perché in questi quattro giorni abbiamo incominciato a cambiare il modulo. Nella partita di Vaduz abbiamo dimostrato di poterlo fare, meglio, contro avversari diversi. Trovo difficoltà… non se vinco o no, ma devo capire l’aspetto psicologico e la convinzione di fare le cose. Le prime sfide le fai contro le squadre di C, lo fai perché almeno puoi avere una fiducia differente”.

Sulla ricerca della quadratura: “Da un lato manteniamo la stessa struttura, dall’altro ci sono i giovani, poi c’è da vincere con la Germania… è un’amichevole di grande fascino, importanza e spessore, ma rimane un’amichevole. In un discorso di crescita e programmazione è importante ciò che ci dice la gara. Questa è la nazionale più organizzata di tutte, bisogna fare delle verifiche sotto questo aspetto”.

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Sull’esperienza attuale: “Sono trent’anni che sono in questo mondo e conosco il meccanismo. Appena sono arrivato sono partiti i confronti, non sono mai simpatici ma vanno accettati. Nel momento dei paragoni tocca farli nella maniera corretta. Ora è roba del passato, spero, se mi confronti l’Europeo con la qualificazione non c’è correttezza. Il calcio è nel mio dna, dovunque sono andato c’erano momenti particolari, dovevi ricostruire per un motivo o nell’altro. Mi trovo a casa mia, nel calcio contano i risultati. Nel club sono sportivi ed economici”.

Ancora sull’inizio anticipato: “La mia era una battuta. Quando ero dall’altra parte non avevo ben chiaro le difficoltà che si incontrano da questa parte. Ho trovato grande disponibilità da parte di tutti, allenatori o presidenti, non ho da dire una sola parola. L’unica cosa erano i tempi, sinceramente c’è una totale assenza di tempo. Quando sei dall’altra parte non hai problemi e non metti a fuoco. Quando noi parliamo di anticipare… credo che sia obiettivamente difficile. Ci sono problemi e interessi da gestire, quello sarebbe solo una piccola goccia in un mare. La programmazione o va fatta a 360 gradi o vai avanti a spizzichi e bocconi. Per raggiungere grandissimi obiettivi devi farlo. Fa parte del sistema, non si tratta di una persona. Servirebbero tre giorni per parlarne”.

Sul sistema di gioco e la rivincita: “Sul chi schiero l’ho appena detto, facciamo allenamento. Qualche cosa può cambiare. Rivincita? Non è stato dimostrato a parole, ma dentro di loro sì, è abbastanza evidente. Anche chi non ha giocato l’Europeo… ci sono davanti i campioni del mondo. Così questo è l’ultimo dei problemi”.

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Sugli esperimenti: “La prima gara che ho fatto in nazionale abbiamo giocato con la Francia, 48 ore prima non avevo ancora parlato con nessun giocatore. Non è stato tenuto conto di niente, abbiamo perso 3-1, si è parlato di disastro in una situazione ad armi pari, con tre gol bizzarri per come sono venuti. Il problema è tutelare i giovani, non è lanciandoli senza rete. Funziona così, la realtà è questa. Non mi piace, ma non si potrà mai cambiare. Inutile entrare nel merito. Se Romagnoli avesse toppato con la Spagna non sarebbe quello di ora, perché avrebbe avuto una situazione psicologica diversa da quella attuale. Le cose non vengono per caso”.

Sul campionato in anticipo: “L’ho già chiesto, egoisticamente dico che due gare non erano molte, la differenza di gamba fra noi e la Francia era evidente. Le grandi hanno bisogno dei loro tempi, questo è un problema. Almeno due è già stato chiesto. In un momento di follia ho chiesto tre domeniche, ma mi han chiesto se non ero da ricoverare. Tredici agosto? Sì, ma sì, giocano tutti. Perché no”.

Su Verratti, Bernardeschi e Zaza: “Non credo giochino tutti e tre, prima facciamo allenamento. Dobbiamo verificare Candreva, Eder, diversi giocatori con piccoli problemi.

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