A che serve la Confederations Cup?

Pubblicato il autore: Marco Roberti

Confederations CupLa Germania va contro la Confederations Cup: sono recenti le parole di Reinhardt Grinder, numero uno della federcalcio tedesca, contro la competizione della Fifa a cui proprio la Germania parteciperà, nel giugno del 2017, in qualità di campione del mondo in carica. “E’ anacronistica e dannosa e anche i top club si lamentano di dover concedere i loro giocatori per troppe partite. Chiederemo l’intervento della Fifa perché si accollino i costi delle varie federazioni”: chiaro e conciso, il presidente ha ben centrato il punto. A cosa serve la Confederations Cup?

CONFEDERATIONS CUP COME “MONDIALINO”

Le prime due edizioni furono “clandestine” e non riconosciute a livello ufficiali. Nel 1992 e nel 1995 il nome era coppa del Re Fahd, si giocava in Arabia Saudita ed era un torneo amichevole a inviti. La svolta arriva nel 1997 quando la competizione passa sotto al patrocinio della massima organizzazione mondiale di calcio, ossia la FIFA . Quello stesso anno c’è anche la prima vittoria del Brasile, attuale detentore del trofeo, e nazionale con più titoli in bacheca(ben 4). Nel 2001 si gioca per la prima volta nella nazione che ospiterà i mondiali l’anno successivo. Tocca infatti alla Corea del Sud ospitare la Confederations Cup, in una sorta di prova generale dell’organizzazione e delle strutture. Un compito questo che diventerà sempre più esplicito quando, dall’edizione del 2005, il torneo sarà a cadenza quadriennale, come il Mondiale per l’appunto, ma un anno prima. L’edizione del 2009 segna l’esordio anche dell’Italia che si guadagna il diritto a partecipare alla Confederations Cup in quanto vincitrice dei campionati del mondo in Germania nel 2006. La spedizione è decisamente poco fortunata e gli uomini di Marcello Lippi si fermano addirittura ai gironi a causa della differenza reti(favorevole invece agli USA). Gli azzurri partecipano anche all’edizione del 2013, guidati da Cesare Prandelli, arrivando fino alla semifinale dove sono battuti dalla Spagna. In quel caso l’Italia partecipò anche da vicecampione d’Europa perché, fatto unico nella storia, la Spagna era sia campione del mondo in carica e sia campione d’Europa. Le partecipanti della Confederations Cup sono infatti i sei campioni delle federazioni continentali (UEFA, CAF ,CONMEBOL, AFC, OFC e CONCACAF), i campioni mondiali in carica e la nazionale del paese ospitante la successiva Coppa del Mondo. Insomma, come voleva Blatter, una sorta di “mondialino” a cavallo tra le due manifestazioni.

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LA CONFEDERATIONS CUP COME VETRINA SBIADITA

E proprio questo è il punto: la Confederations Cup è una competizione a cavallo tra due mondiali e con poca ragione di esistere. Gli impegni delle nazionali sono giusti e santi ma non devono diventare un ennesimo carrozzone per far soldi. Che senso ha riunire i sei campioni delle federazioni continentali e i campioni del mondo e il paese ospitante in un torneo estivo senza alcun fondamento? In più sempre nel già citato intervento del presidente della federazione tedesca, da cui siamo partiti, dice che le società non vedono di buon occhio il concedere i propri giocatori per impegni del genere, stancanti e che prolungano la stagione oltre il dovuto. Low probabilmente in Russia per la Confederation Cup porterà alcuni giovani per fare alcuni esperimenti. E va da sé che la coppa perderebbe molto del suo interesse, in mancanza i campioni. Certo, l’estate si sente quasi l’astinenza dal calcio giocato, ma drogarsi in questo modo non è sano. Esiste il Mondiale, ed è uno spettacolo e si gioca ogni quattro anni, emozionando dal 1930 interi continenti e facendo sognare intere nazioni. Una competizione per nazionali sempre più seguita e che non può lasciare indifferenti. E non ha bisogno né di maldestre imitazioni, né di sbiadite vetrine.

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