Agenzia Ansia: le sparate migliori della settimana

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui
Yaya Tourè: se lo picchi, non si nota

Yaya Tourè (qui a gomito alto): se lo picchi, non si nota

A rigor di logica. Vincenzo Montella, allenatore del Milan, dopo Roma – Milan (1 – 0, rigore sbagliato da M’Baye Niang, il secondo consecutivo dopo Crotone, sullo 0 – 0) ha poche idee, ma confuse: “Prima della partita avevo ribadito alla squadra che il rigorista sarebbe stato ancora lui, perché secondo me è quello che li tira meglio, il secondo è Lapadula. Ma dopo questo errore forse devo migliorare le mie capacità di giudizio. Ma i rigori si sbagliano. Il prossimo chi lo tirerà? C’è tempo, vediamo”. L’ex Aeroplanino, atterrato quest’anno sulla panchina rossonera, dimostra di avere ben saldo il polso della situazione e, confortato dai numeri, affida a Niang il delicato compito di rigorista. In carriera, l’ineffabile cecchino francosenegalese, ha calciato sette rigori (“Secondo me è quello che li tira meglio”), fallendone quattro.

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Fuori i secondi. A Gianluca Lapadula, detto il secondo è Lapadula, è andata meglio, ma più per demeriti dell’avversario: in quasi dieci anni di onorato servizio dalla Lega Pro alla Serie A ha tirato sei rigori, sbagliandone due, tra cui l’ultimo, nel maggio 2015 in Lega Pro, neutralizzato da Riccardo Ragni, detto Riccardo Ragni.

Ubriaco a sua insaputa. Ho sempre rifiutato l’alcol, e per me era importante far sapere al giudice di non aver consumato alcol intenzionalmente“. Yayà Tourè, calciatore del Manchester City, era stato arrestato lo scorso 28 novembre per guida in stato di ebrezza. Ritirata la patente per 18 mesi, è stato appena condannato dal giudice a pagare una multa da 54mila sterline. Il centrocampista liquoriano (è nato a Bouakè, Costa d’Avorio) di fede islamica (che bandisce il consumo di alcol e carne di maiale) ha deciso di non presentare ricorso, dichiarandosi soddisfatto della sentenza in cui un giudice avvinazzato ha ammesso come plausibile la sua involontarietà. Sobri (severamente banditi liquidi come acqua, gazzosa e spremute) i festeggiamenti svoltisi a Roma, nella casa di Claudio Scajola con una tipica cena a base di cotechino.

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Oltre alle tette c’è di più. “Sin tetas no hay paraíso”. “Senza le tette non hai il paradiso”. La cattedrata Wanda Nara, durante l’annuale cena di Natale della seconda squadra di Milano, ha postato su instagram un’immagine insieme alla signora Medel che a stento conteneva le uniche Coppe che possono vincere quest’anno, scatenando gli istinti di liceali, preti e renziani. L’illuminato pensiero della latteria ha gettato nel panico i cattolici Solange, Malgioglio e Ronaldo.

Giramento di Palloni. Mario Balotelli: “Se sto bene posso vincere il Pallone d’Oro”; Cristiano Ronaldo: “Se avessi giocato con Messi adesso avrei vinto più Palloni d’Oro”; Robert Lewandowski (sedicesimo nella classifica di France Football), commenta così la rivista: “Le cabaret”. Come rimpiangere il Ramarro Pancev (1992): “Macché Papin, il vero Pallone d’Oro sono io”.

Saggezza Autonoma Veneta. Sentita allo stadio di Vigonza (Padova) durante un match di serie D, da parte di una distinta signora in tribuna, elegantemente vestita: “Picchia il negro che tanto i segni non si notano sulla pelle!” (libera traduzione dal veneto).

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Altro sport, altra classe.Se Renzi perde (il referendum sulla riforma costituzionale, ndr) e se ne va e lascia la politica, lei lascia la politica o no?”.Si, si perché ovviamente è un lavoro che abbiamo fatto insieme e quindi ci assumiamo insieme le responsabilità di un progetto politico al quale abbiamo creduto e lavorato per tanto tempo”. Maria Elena Boschi (PD, Poltrone e Divani), ex Ministro per le Riforme Costituzionali, appena promossa sottosegretario al governo Gentiloni.

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