Avanti tutta con il Milan dei giovani

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

MilanTra il serio e il faceto l’attuale, ancora per poco, patron del Milan, Silvio Berlusconi disse a fine novembre che in caso fosse saltato il closing si sarebbe ripreso il Milan, volentieri, ma cambiando linea: adottandone cioè una che vorrebbe privilegiare un Milan giovane e italiano sulla falsa riga dei primi mesi di questa stagione. Infatti Vincenzo Montella da buon aereoplanino sta facendo volare i rossoneri grazie a un folto gruppo azzurro, di buone speranze e con un ottimo futuro in prospettiva. La supercoppa italiana conquistata sotto Natale a Doha contro la Juventus ha dato la riprova di come questo progetto per il Milan possa essere di ampio respiro e vincente.

Un dato emerge dalla partita dello scorso venerdì pomeriggio: tra i 14 giocatori schierati in campo tra le fila meneghine(tra titolari e subentrati) ben 10 sono italiani, 6 nati negli anni ’90, 3 di loro addirittura ancora in età per l’under 21(Romagnoli, Locatelli e Donnarumma). L’abbrivio sembra essere stato lanciato e la spinta propulsiva c’è. Sbirciando sull’altra sponda del Naviglio i cambi di proprietà, e in particolare l’ultimo, non sembrano aver portato né un vento nuovo né giocatori per puntare in alto. Mancano programmazione e lucidità, manca continuità. I cinesi portano soldi liquidi da investire, ma non garantiscono conoscenza calcistica per costruire una squadra forte. Così la provocazione novembrina di Berlusconi, da classica battuta instilla un tarlo nell’orecchio dei tifosi del Milan, una strisciante speranza in alcuni casi neanche troppo sottaciuta: e se si deve per forza cambiare l’assetto societario, almeno non si smantelli, con zelanti uffici di trafficanti e mercanti senza scrupoli, la squadra attuale. Donnarumma si sta sempre più affermando a soli 17 anni come portiere titolare e dalle grandi capacità: sue sono state le mani sul rigore decisivo di Dybala e quindi sulla coppa. Al netto delle avances bianconere bisogna tentare in ogni modo di farlo rimanere a Milanello. In difesa Romagnoli sta acquisendo sempre più sicurezza, De Sciglio sta finalmente disputando una buona stagione, mentre Calabria è ancora da testare sul lungo periodo. A centrocampo Manuel Locatelli sta trovando spazio inaspettato: l’infortunio a Montolivo a inizio anno è stato, per lui, provvidenziale; ma anche a Montella vanno riconosciuti i giusti meriti per aver puntato su di lui preferendolo al trentenne Sosa. Bertolacci ha avuto moltissimi problemi fisici nella scorsa stagione e anche quest’anno è stato pesantemente condizionato per la prima parte dell’anno. È inutile invece sottolineare quanto sia decisivo il contributo di Giacomo Bonaventura. Centrocampista eclettico e tuttofare, possiede un dribbling che pochi in Italia hanno(anche se molto spesso viene spttovalutato) e si sacrifica per la squadra; gol e assist e profusione. Il suo vero ruolo ancora non si è capito, ma tutto quello che fa gli riesce straordinariamente bene. Il volto nuovo dell’attacco si chiama invece Gianluca Lapadula. Via attaccanti indolenti come Menez e Balotelli, in rossonero è arrivato a 26 anni un attaccante che non molla mai un centimetro. Non è un fenomeno e la tarda esplosione lo dimostra, ma è uno di quei classici giocatori che col tempo migliorano grazie alla dedizione in allenamento e spesso possono risultare decisivi. Già 4 gol per lui in campionato, e tutti pesanti. Mette in difficoltà le difese avversarie e insidia Bacca per il ruolo di prima punta. Perché il colombiano è in vantaggio, ma Lapadula punta a recuperarlo. Come questo Milan giovane che punta a ridurre il gap con le grandi d’Italia. E, cinesi o non cinesi, la strada imboccata sembra quella giusta. Sarebbe un peccato cambiarla.

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