Gonzalo, Un Coro per Higuain! Tanti Auguri PIPITA

Pubblicato il autore: fabio felicetti Segui

maxresdefaultNel mondo dello sport molto spesso capita che agli atleti vengono attribuiti dei nomignoli o soprannomi, in particolar modo in ambito calcistico, lo si da prettamente per meriti sportivi o per varie ragioni, per qualità fisiche, tecniche o comportamentali o magari per fatti realmente accaduti nella vita del calciatore, nascono cosi per caso, si manifestano con un coro dei tifosi o dalla telecronaca di un cronista, altre volte invece si ereditano dalla famiglia come nel caso di Gonzalo Higuain detto “EL PIPITA”, nomignolo simpatico che sembra voler specificare un ragazzino astuto e vivace, ma non in questa circostanza a Gonzalo gli è stato dato unicamente per una questione ereditaria, il padre Jorge anch’egli calciatore veniva soprannominato “EL PIPA” a causa del suo naso un po troppo pronunciato, cosi al figlio è stato donato la versione più graziosa di questo titolo.
Cresciuto in una famiglia agiata nato il 10 Dicembre 1987 in Bretagna, in Francia a Brest per l’esattezza, dal padre Jorge Higuain e dalla pittrice Zacarias, il piccolo Gonzalo nei suoi primi mesi di vita riesce a superare una meningite fulminante grazie alle tempestive cure, la sua carriera calcistica inizia nel 2005 debuttando nel suo Club Atlético River Plate allo stadio Monumental contro il Gimnasia dopo aver effettuato la trafila nelle giovanili del club argentino che lo ingaggia all’età di 10 anni, Gonzalo si fa conoscere e diventa decisivo nella finale vinta 3-2 in Coppa Libertadores realizzando una doppietta ai danni del Corinthians, Gonzalo riesce a farsi amare dalla folla, la folla vuole lui, lo acclama e lo adora, la folla vuole lui! Cominciano a interessarsi gli scout dei top Club europei, riceve molte offerte e molto allettanti, ma Gonzalo non è solo la solita riproduzione del talento argentino, il ragazzino da sfruttare con investimenti economici etichettandolo come il nuovo crack del calcio mondiale, magari ci è andato addirittura vicino ad esserlo e magari è stato ugualmente utilizzato come strumento di denaro costoso, d’altronde non è stato il primo e non sarà l’ultimo in questo sport, ma in tutta onestà come afferma il poeta e filosofo tedesco Friedrich Schiller “L’uomo è pienamente tale solo quando gioca” definizione mai più azzeccata per Gonzalo lo testimonia il suo passaggio al Real Madrid, avvenuto quasi per caso, una fortuita coincidenza su indicazione dell’allenatore Fabio Capello che in una sua recente intervista ha espresso la sua soddisfazione manifestando queste parole :”Lo volli io al Real Madrid e non me ne sono mai pentito naturalmente“, trasferimento collegato del tutto in un giro di affari più o meno legale, operazioni di denaro e calciatori con squadre sudamericane con problemi finanziari eseguiti dalla società HAZ (al centro di un inchiesta giudiziaria sull’evasione fiscale nel mondo del calcio), il viaggio verso Madrid del giovane Gonzalo subisce un itinerario alquanto singolare, facendo tappa a Locarno (squadra della serie B svizzera) acquista il cartellino per 6 milioni dal River Plate soldi finanziati dall’HAZ, fatto sta che Gonzalo la maglia della società elvetica non la vestirà mai perchè dopo pochi giorni viene rivenduto alle Merengues per 13 milioni effettuando una vera e propria speculazione finanziaria incassando il profitto dell’operazione dalla stessa società HAZ, giochino intrapreso da altre società nello “smercio” di giocatori sudamericani in campionati europei. Tuttavia l’approdo al Santiago Beranabeu non viene compromesso da questi movimenti, e l’allora presidente del Real Madrid lo elogia dichiarando: “il suo talento è grande quasi quanto la sua umiltà“, d’altra parte non è facile diventare idolo dei Blancos abituati dalla tradizione raffinata di investimenti milionari, lo stesso Gonzalo dichiarò una volta sbarcato a Napoli “A Madrid nessuno mi aveva dedicato un coro” ad ogni modo lui segna, tanto, ma spesso e volentieri entrando dalla panchina, a gara già risolta ma nonostante ciò il rapporto con il Real Madrid non è mai decollato del tutto ovviamente per una questione esclusivamente “politica”, Gonzalo non faceva parte dei discendenti dei Di Stefano, dei Zidane o di Ronaldo il fenomeno e neanche delle presentazioni faraoniche di Kakà e Ronaldo, Cristiano, semplicemente non è un “galactico” semplicemente Gonzalo è “soltando” un calciatore forte lui non è UN CHICO DE POSTER e non fa gossip, le sue maglie non fanno merchandising lui fa gol e basta. Eppure la sua permanenza nel Real Madrid non è del tutto negativa, anzi le strade tra lui e il club si dividono dopo aver siglato 107 gol in 191 partite, ma soprattutto con la certezza assoluta di non essere il solito talento sprecato, nell’estate 2013 si apre una spietata gara per aggiudicarsi il cartellino del PIPITA, tra cui la Juventus, ma Gonzalo si espone in modo esplicito affermando “Un vero argentino non gioca a Torino” anche il calciomercato fa storia, chiamatelo scherzo del destino ma lui aveva scelto Napoli, IL Napoli sbarcando nella città partenopea per la cifra record di 40 milioni con il quale ha firmato un quinquennale con bonus riguardanti i diritti d’immagine scegliendo la maglia numero 9, tanto cosi vicino a quel 10 del suo più grande idolo Diego Armando Maradona, al suo arrivo in ogni vicolo della città non si sentiva parlare d’altro EL PIPITA, i napoletani a differenza degli argentini identificavano il suo soprannome all’equivalente dello “Scugnizzo partenopeo” incoronandolo come nuovo idolo di Napoli. La prima stagione è buona un po altalenante condite da notevoli prestazioni e gol con lo sfondo della mancata qualificazione agli ottavi di Champions League rischiando di compiere un vero miracolo sportivo contro l’Arsenal di quel Wenger  che tanto lo desiderava nei Gunners, ma il calcio è infame e crudele, il Napoli esce a testa alta dalla Champions League e li che accade un evento che nessun tifoso dimenticherà mai, Higuain crolla in un pianto che dimostra l’attaccamento a quella città che non è riuscito a ripagare con un sogno chiamato Europa ma che gli è valso il privilegio di entrare di diritto nel cuore dei tifosi, sull’ultima definizione non scommetteteci, ma di certo la gente amava davvero Gonzalo e lui lo percepiva tant’è che gioiscono insieme a maggio 2014 battendo in finale di Coppa Italia la fiorentina per 3-1. Successivamente sempre in quell’anno il 22 Dicembre arriva il secondo trionfo aggiudicandosi la Supercoppa Italiana superando ai calci di rigore quella Juventus che un vero argentino non poteva giocarci. Il napoli sogna, una città è in festa, la seconda stagione sembra far presagire solo cose belle lui segna e fa segnare, la sua maglia è ovunque, è una squadra con tante speranze ma purtroppo con poche certezze infatti vengono eliminati nei preliminari di Champions League dal Bilbao, una delusione assai amara da digerire ma si può puntare all’Europa League, e invece no anche quella va male eliminati dal Dnipro in semifinale.
Gonzalo sa di non essere più il ragazzino prodigio dei Millionarios, sa di essere amato, la gente lo adora è un amore sconfinato è una naturale conseguenza per chi ha versato lacrime e passione, a Napoli qualcuno è pronto per dedicargli un coro che non ha mai avuto. Arriva la stagione 2015/16 dove raggiunge dei traguardi non poco importanti, entra nella top10 dei migliori marcatori della storia del Napoli, toccando quota 70 reti concludendo la cavalcata della sua squadra centrando le 100 presenze in Serie A e realizzando 36 gol in 35 partite eguagliando e superando il record assoluto fino ad allora detenuto da Gunnar Nordahl, eletto come maggior antagonista della Juventus vincitrice del campionato, a volte un solo scugnizzo non basta.
La stagione si è appena conclusa e tutti pensano al futuro, tutti sono convinti che Higuain rimarrà a Napoli e tornerà più carico che mai, ma il 26 Luglio la Juventus annuncia l’acquisto di un argentino, si proprio lui un vero argentino, pagando la clausola rescissoria di 90 milioni di euro diventando il trasferimento più costoso della storia nella Serie A, in città si grida al tradimento in particolar modo si riferiscono alle sue affermazioni quando arrivò a Napoli ma in sua difesa e rispettando i colori del tifo napoletano dovremmo ricordare che il calcio è anche questo, ironicamente possiamo associare la sua frase ad una interpretazione diversa, si può incolpare Gonzalo di non essere un vero argentino, in realtà ufficialmente non lo è stato essendo in possesso del passaporto francese e quello argentino, ovvio che è un vero Albiceleste ma ci sono state due proposte ufficiali dalla Francia per convocarlo nella nazionale transalpina ricevendo come da copione altrettanti secchi NO del PIPITA ma c’è stato un momento dove ha seriamente valutato l’opzione Francia, fino al 2009 quando l’allora CT dell’Argentina Maradona lo convoca facendolo debuttare contro il Perù a 21 anni segnando una rete all’esordio, affermando nel post gara “ci serviva uno cosi“, in nazionale detiene il record eguagliando Guillermo Stábile e Gabriel Batistuta ad aver segnato una tripletta in una partita dei Mondiali, e finora è il sesto miglior marcatore di sempre nella storia dell’Argentina marcando il proprio nome sul tabellino per ben 31 volte. Numeri stratosferici di un calciatore da tutti considerato come il centravanti più forte, “il miglior realizzatore al mondo” disse Pavel Nedved, tutti in coro dai suoi ex allenatori Benitez, Sarri e Mourinho fino ad arrivare al resto degli addetti al lavoro: GONZALO HIGUAIN è un campione! forse quel coro che tanto desiderava arriva proprio dalle opinioni più significative che tutti i suoi estimatori gli hanno riservato.
Buon Compleanno Gonzalo e Tanti di questi GOL!

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