In Guatemala c’è una squadra di calcio che gioca “in gonna”, portando avanti i valori dello sport, tra storia, identità e tradizione.

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

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In Guatemala, nel villaggio di Xejuyup, la squadra di calcio locale ha deciso di scendere in campo indossando gli indumenti storici e tipici del proprio popolo, suscitando, di fatto, la curiosità e l’attenzione della stampa internazionale. I giocatori del Social Club Deportivo Xejuyup, infatti, sono soliti giocare a calcio indossando la cosiddetta “Coxtar“, una sorta di gonna per gli uomini con alcune immagini in bianco e nero che raffigurano la “Ajaw Ak’abal“, cioè, l’alba e il tramonto, la luce e le tenebre. Nella parte superiore del corpo, invece, gli atleti di questo piccolo villaggio, indossano il “Kutin“, cioè una sorta di camicia la cui colorazione richiama la natura che circonda la regione: i quattro colori principali rappresentano il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua, che sono, di fatto, gli elementi vitali della visione del mondo per la cultura e la tradizione dei Maya. Infine, come ultimo accessorio, c’è il “Pas“, una vera e propria cintura, che viene usata per sostenere il “Coxtar” e rappresenta il cosiddetto “Nawal Khan“, che è, in pratica, l’energia della Madre Terra e la spirale che detiene il codice genetico: una sorta di memoria collettiva dell’umanità.

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L’allenatore di questa piccola realtà è Miguel Perechu, un insegnante di educazione fisica in una piccola scuola del luogo. Miguel racconta che la sua squadra vuole per trasmettere un messaggio di identità e di rispetto attraverso il suo costume, unitamente ai valori sportivi tradizionali.

Come raccontato dall’agenzia di stampa “EFE”, che ha recentemente inviato alcuni suoi collaboratori in Guatemala per descrivere più dettagliatamente questa storia, il Social Club Deportivo Xejuyup ha più di trentaquattro anni di storia ed è l’unico club attivo nella regione. Il fondatore di questa compagine sportiva, nel 1982, è stato il padre di Miguel, Antonio Perechu e la prima partita giocata dalla stessa squadra avvenne contro un team di under 20 austriaci, di cui però nessuno ricorda il nome.

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Questa squadra austriaca giocò, a quel tempo, contro il Deportivo Suchitepequez, la squadra attualmente campione del Guatemala, -ricorda con un po’ di gioia e di orgoglio Antonio Perechu, che è stato anche il portiere ed il capitano di questa squadra – e successivamente alcuni dirigenti mi chiesero di creare una squadra per organizzare una sfida amichevole con la loro formazione giovanile. Ho quindi radunato i migliori giocatori di Xejuyup e siamo riusciti anche a vincere per quattro a due“.

Attualmente il figlio di Antonio, Miguel, oltre ad essere l’allenatore è anche il capitano e di questa squadra composta esclusivamente da membri della comunità locale. La maggior parte di loro parla la lingua Quiché, ma alcuni riescono anche a comunicare nel più comune spagnolo.

“Noi non siamo di certo il Real Madrid o il Barcellona, ma ogni partita l’affrontiamo con coraggio e umiltà.” – spiega lo stesso Miguel, mentre è in corso il consueto allenamento davanti a decine di spettatori, nonostante la pioggia battente –  “Anche se la squadra è amatoriale e, attualmente, non fa parte di alcuna divisione del Guatemala, le comunità vicine ci invitano spessi a partecipare ad alcuni tornei, a sfide amichevoli e a delle fiere. La gente è sempre felice di assistere alle nostre partite e quando queste finiscono vengono sempre tutti a congratularsi con noi, sia se vinciamo e sia se perdiamo”.

Preservare la propria tradizione e la propria storia è la cosa più importante per questa squadra e anche se la loro divisa non ha di certo la comodità dei capi sportivi moderni, i giocatori del Social Club Deportivo Xejuyup non hanno la minima intenzione di cambiare l’abbigliamento di gioco, anche perché, a loro modo di vedere, il “Kutin” ha molto più valore, sopratutto dal punto di visto simbolico e culturale, rispetto a qualsiasi altra casacca firmata Adidas o Nike.

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