La “Pisa” liberata

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

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LA “PISA” LIBERATA

A Pisa, dopo il 16 Giugno, giorno di San Ranieri, presto si festeggerà anche la data del 22/12/2016, ricorrenza di una liberazione attesa per cinque lunghissimi mesi e che sembrava non poter arrivare mai. Se è vero infatti che nella città del campanile più famoso al mondo il calcio conta quasi più del patrono o della stessa Torre pendente, il 22 dicembre del 2016 verrà ricordato come una giornata storica, una festa che vale quasi come una promozione. Anzi, di più, dal momento che il vero campionato di Serie B per il Pisa inizierà domani all’ora di pranzo in una Arena Garibaldi stracolma e che si prepara a ricevere l’avversaria di turno, lo Spezia, in una bolgia incandescente e decisamente inospitale. Il clima sarà rovente, nonostante le basse temperature di queste ultime settimane perché Pisa è libera.
I suoi desideri di  tornare a parlare soltanto di calcio giocato e sognare in grande sono stati finalmente esauditi.

 

CRONACA DI UNA NOTTATA DI ORDINARIA FOLLIA  

Solo Dio sa quante peripezie questa piazza abbia dovuto affrontare prima del soffertissimo passaggio di proprietà dalla Carrara Hooding al gruppo Ma.Gi.Co guidato da Giuseppe Corrado. Ma il climax di questa vicenda assai grottesca e surreale è stato raggiunto non prima della tarda serata di ieri, quando sembrava ormai tutto fatto.
Tra le 23: 15 e le 23:45 gli sportivi nerazzurri vivono mezz’ora di panico assoluto prima dell’annuncio da parte di Giovanni Corrado intorno alle 23:50, che sancisce ufficialmente e con voce rotta dall’emozione, il tanto sospirato passaggio di consegne da Carrara Holding al Gruppo Ma.Gi.Co.
Dopo aver trovato faticosamente un accordo nella mattinata di ieri, anche attraverso le risoluzioni a tempo di record di 6 contratti, Lorenzo Giorgio Petroni e l’avvocato Vincenzo Taverniti, si recano a Milano per le firme dal notaio (tra l’altro presentandosi con un’ora e mezzo di ritardo rispetto alla parte acquirente). Un ritardo che non fa presagire nulla di buono. E infatti, poco dopo, i timori di molti tra giornalisti e tifosi pisani si rivelano più che fondati. Chiunque a quel punto poteva ragionevolmente pensare di veder filare tutto liscio e che il concretizzarsi dell’accordo raggiunto tra le parti sarebbe stata una semplice formalità. Ma non ieri, non quando si ha a che fare con la famiglia Petroni evidentemente. La trattativa rischia di saltare proprio sul più bello. In tanti, a chilometri di distanza, stanno già festeggiando l’imminente passaggio di proprietà quando, all’improvviso, dopo le 23 trapela l’indiscrezione di un estremo tentativo di rilancio da parte dei Petroni, prontamente declinato dalla famiglia Corrado, che di fronte allo stupore del notaio, inizia comprensibilmente a spazientirsi. A Pisa in quel momento cala il gelo e la rabbia di centinaia di tifosi si sprigiona attraverso le pagine social. Alle loro reazioni di sdegno si aggiungono anche quelle dei giornalisti Ivan Zazzaroni, Nicola Binda e Gianluca di Marzio, increduli per quanto sta accadendo durante quegli attimi drammaticamente concitati. Ma la parte venditrice ancora una volta non si smentisce e si spinge ancora oltre. L’avvocato Taverniti, forse ben consapevole del fatto che dopo poche ore ci sarà la sentenza per il processo che vede imputato Fabio Petroni, per prendere altro tempo, finge addirittura un malore di fronte allo sguardo atterrito di Lorenzo Petroni. Un gesto che sortisce un effetto controproducente. Il giovane infatti non regge più la pressione e spaventato scoppia in lacrime. Giuseppe Corrado esterrefatto, per ben due volte indossa il cappotto e si accinge a lasciare lo studio del notaio. Il figlio Giovanni però prontamente lo trattiene convincendolo a  tornare sui suoi passi. A quel punto perfino Abodi, anche lui convocato all’appuntamento, per una volta mette da parte il suo proverbiale aplomb e si scompone.  Nella stanza del notaio il confronto diventa sempre più acceso, scoppia la lite. Poi Taverniti, sentendosi ormai isolato, è costretto a cedere. L’atto di cessione viene firmato. Sui social esplode la festa.
L’incontro si concluderà tra la commozione di Corrado e Petroni Jr, entrambi stremati da una trattativa che sembrava interminabile, e con l’uscita di scena, lontano dai riflettori, dell’avvocato Taverniti, un personaggio discutibile e pericolosamente ambiguo tanto quanto il suo manovratore occulto Fabio Petroni, il quale senza il benché minimo scrupolo di coscienza ha voluto gettare un ragazzo di appena 19 anni in pasto all’indignazione dei giornalisti di tutta Italia, in un tritacarne mediatico che rischia di rovinare per sempre la sua reputazione prima ancora che diventi un uomo adulto.

 

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IL CALCIO ITALIANO SI LECCA LE FERITE

Se questa volta c’è stato il lieto fine, lo si deve soprattutto alla tenacia di un popolo irriducibile come quello pisano, che ha cambiato un destino forse in altri casi già segnato, meritandosi di tornare a vivere un sogno bruscamente interrotto lo scorso luglio. Il calcio italiano invece ancora una volta ha perso l’occasione per essere più credibile. Dopo calciopoli, il caso Parma e gli scandali legati al calcio scommesse, il nostro movimento calcistico ne esce nuovamente a pezzi. I vertici federali dovranno adesso riflettere approfonditamente su quali soluzioni mettere in campo senza più procrastinare ulteriormente l’attuazione di misure concrete ed efficaci per un calcio più pulito e amministrato da imprenditori capaci e affidabili.

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