L’agente di Gabigol all’attacco dell’Inter

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

La telenovela Gabigol Inter sta per giungere al capitolo finale?

Non è contento del mancato impiego del suo assistito e non fa nulla per nasconderlo. L’agente di Gabigol, giovane attaccante brasiliano sbarcato quest’estate a Milano, torna a parlare e questa volta le sue parole sono autentici strali indirizzati alla società nerazzurra: “A gennaio – ha affermato Wagner Ribeiro – chiederò ad Ausilio qual è il progetto di Pioli per lui: gli daranno qualche chance o lo mandano via in prestito? Non voglio obbligare l’allenatore, ma se non ha opportunità nell’Inter allora che giochi in un’altra squadra: Adriano, per esempio, è andato al Parma ed è tornato Imperatore. Mentre ricordo che, quando Kakà arrivò al Milan, davanti a sé aveva Rui Costa. L’allenatore era Ancelotti e lo fece subito entrare nel secondo tempo: Kakà è stato il migliore in campo. Gabriel è giovane, ma non ha opportunità”. Cita esempi di grandi brasiliani che in passato hanno nobilitato il campionato italiano l’agente di Gabigol, l’accantonamento del suo assistito proprio non riesce a spiegarselo ed ora, dopo le parole di circostanza pronunciate in passato, davanti alle prime esclusioni, la sua pazienza si è completamente esaurita. “Alle Olimpiadi – prosegue l’agente di Gabigol – ho incontrato il presidente Thohir e mi ha detto che nell’Inter avrebbero fatto di Gabriel il giocatore migliore al mondo. Oltre ai nerazzurri, c’erano Juventus, Atletico Madrid e Leicester. L’aspetto decisivo è stato quello economico, perché la Juve è allo stesso livello dell’Inter. Arrivato in Italia, è stato accolto in aeroporto da più di mille persone e presentato in un auditorium come avevano fatto con Ronaldo. Fisicamente sta bene e si inserisce nella squadra, eppure in tre mesi ha giocato 19 minuti”. Ripercorre tutte le tappe della sua breve avventura nerazzurra, al chiaro scopo di metterne in risalto una presunta assurdità che però potrebbe avere anche spiegazioni tecniche difficilmente spiegabili da chi è tenuto a curarne gli interessi. L’agente di Gabigol infatti, non parla di una squadra affidata ad un nuovo tecnico, dopo il fallimento dell’esperimento De Boer, anch’egli poco propenso a concedergli delle opportunità. Possibile che ben due allenatori non si accorgano di avere un fenomeno in squadra al punto da preferirgli giocatori meno validi, sopratutto in un momento così delicato? Non solo, l’agente di Gabigol parla di presunte promesse ricevute in estate dai vertici societari, ma è anche vero che le scelte tecniche spettano esclusivamente all’allenatore, ed il suo mancato impiego non è certo additabile ad una precisa volontà di chi ha sborsato un’importante cifra (29 milioni) per acquistarlo e strapparlo alla concorrenza. “Quando ho parlato con Ausilio – racconta ancora l’agente di Gabigol – gli ho chiesto se l’allenatore sapesse dove e come fare giocare Gabriel o se avesse già in mente di non farlo giocare perché non lo riteneva pronto. Lui mi ha risposto che avrebbe giocato: è già passato metà campionato e ancora non ha giocato”. Ora, col mercato di gennaio alle porte, si apre nuovamente lo scenario del prestito, possibilmente ad una squadra di serie A. L’agente di Gabigol potrebbe accettare l’ipotesi. Vista la situazione in casa Inter, potrebbe essere la più opportuna…

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