L’editoriale di Ugo Russo – La Juventus e la differenza con le altre

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

Gonzalo HiguainLo ha dimostrato anche l’ultima giornata di campionato: in Italia c’è una sola, vera, buona squadra, la Juventus, che quando decide di esprimersi al meglio, dal punto di vista tecnico e della continuità delle giocate ed é in grado fisicamente di farlo, pur dovendo quasi costantemente rinunciare a pedine fondamentali per infortunio, rimane l’unica capace di annichilire l’undici avversario.
Ma, come ho già scritto o detto, visto che ha qualche battuta a vuoto e la fluidità di gioco non appare ancora quella degli ultimi anni (abbiamo fatto riferimento in apertura all’infermeria che non vuole svuotarsi mai), io, amante del vero calcio, quello che si é fermato a qualche decennio fa, continuo a pensare che questo sia il più brutto campionato nella storia dell’italica pedata. Perché, oltre ai bianconeri (e i loro tifosi sono, a ragione, convinti che potranno soltanto migliorare) c’é veramente poco altro in giro.
E allora andiamo a vedere quali sono le differenze che appaiono più evidenti tra i campioni d’Italia in carica, in testa nonostante abbiano potuto esprimere non più del 50% della loro potenzialità, e quelle formazioni che pensano di poterli minacciare per la conquista dello scudetto e che, comunque, alcune di esse, sono tenute a ridosso più che altro da tante circostanze favorevoli.
Limitiamoci a tre di queste compagini, Milan, Roma e Napoli, perché la Lazio, pur a fronte di episodi tutti contrari (che ha pure voluto) nel derby di domenica scorsa, ha mostrato per l’ennesima volta di non avere il peso e la forza per vincere le battaglie che contano; e l’Atalanta resta pur sempre la più bella sorpresa di questa stagione ma in Italia i miracoli tipo Leicester non sono ancora ipotizzabili.
Il Milan non sembra avere né il piglio, né l’esperienza per potersi attestare ad assoluto protagonista di questo campionato, anche se gli ultimi risultati hanno dato segnali di confortante continuità in casa rossonera. I tanti giovani che ha in squadra gli potrebbero garantire un buon futuro, ma quest’anno pare quanto meno prematuro parlare di “massimo traguardo”. In attesa, poi, che a livello societario si materializzi definitivamente il closing, ancora spostato, la qual cosa non permetterà, probabilmente, un appagante mercato a gennaio.
Va dato atto alla compagine di Montella di aver espresso un gioco accettabile in diverse occasioni, pero’ scusate: i milanesi hanno quattro punti di distacco dalla capolista, hanno tre punti in più e la Juventus tre punti in meno dopo il “furto” di San Siro nello scontro diretto, ergo potrebbero essere dieci le lunghezze di differenza tra le due.
Alla causa della sopravvalutata Roma ha contribuito finora non un pizzico ma un vagone di buona sorte, manifestatasi soprattutto con clamorose inesattezze arbitrali in suo favore e difese avversarie molto, troppo sbadate. Giocava bene, l’undici capitolino, ma non certo in questo campionato dove non sembra riuscire ad appaiare, come intensità, due tempi di una stessa gara.
Eccola subito una differenza tra Roma e Juventus: ai giallorossi danno molti rigori (netti o fasulli, questi ultimi almeno la metà degli otto decretati finora e potevano essere nove se Banti avesse accordato quello incredibile contro la Lazio, come sembrava in un primo momento, fuori area, ammesso ci fosse fallo; sarebbero stati nove rigori in quindici partite, un record… mondiale! E otto é, in ogni caso, un numero da fine campionato…). Quanto ai tanti fasulli andatevi a rivedere quelli che gli hanno assegnato; guardate, ad esempio il primo dei due serviti a sbloccare il risultato con l’Udinese e quello con la Sampdoria. Ma non solo…).

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Alla Juventus, invece, i rigori non li danno, ne ha avuto finora uno soltanto “da squadra sempre sola al comando”!, eppure gliene hanno negati alcuni clamorosi (esempio, i due, il primo nettissimo, su Mandzukic a Genova contro i rossoblù) o gli hanno levato gol validi prima dati e poi annullati (nella citata Milan-Juventus) e altre nefandezze (ricordate l’arbitraggio a Verona con il Chievo?). Non si é trattato certamente di errori arbitrali dettati da malafede; per carità, non esiste malafede nelle decisioni dei direttori di gara e non ci crederò mai, neanche sotto tortura perché sarebbe la fine del calcio. Diciamo che anche le ex giacchette nere non sono state fortunate in tante occasioni.
Ci sono anche altre valutazioni giudicate in modo opposto all’accettabile. Nell’ultimo derby quanto é successo con le dichiarazioni di Lulic all’indirizzo di Rudiger mi fa scrivere che per me sarebbe giusto fargli finire la stagione qui al giocatore della Lazio; pochi, però, hanno rimarcato che alla vigilia lo stesso Rudiger era stato quanto meno inopportuno nel dire di non conoscere la Lazio e men che mai, quasi a sminuirne il valore, il suo tecnico. Va beh, son cose che possono scappare di bocca a poche ore da un incontro così sentito. Ma é inaccettabile che l’ex capitano di una nazionale per un lungo periodo tra le migliori del mondo, l’Olanda, e alludiamo a Strootman, dopo aver segnato il primo gol abbia schizzato l’acqua in faccia a Cataldi sotto gli occhi del quarto uomo, si sia poi buttato platealmente a terra per la reazione (una presa per la maglietta) del biancoceleste che era in panchina e l’arbitro abbia mandato fuori Cataldi e non pure lui che andava cacciato per primo. Strootman solo ammonito… eppure é uno che può e deve dare il buon esempio in campo e fuori.
Molte cose non vengono riportate nel giusto verso quando si tratta della Roma. Ed é un peccato perché si parla pur sempre di una squadra che negli ultimi 35 anni é stata quasi sempre nelle alte sfere delle classifiche che si sono succedute. Il fatto é che in certi posti occupati dai media (siano essi tv, radio e carta stampata) ci sono ex curvaioli che non possono e non vogliono dare un quadro preciso degli eventi. Questa non é giusta informazione. Ne consegue anche che chi non vede le partite dei giallorossi e legge, sente o vede filmati privati di fatti importanti, dove tutto viene edulcorato o addirittura esaltato anche quando non si dovrebbe, vede che la Roma ha vinto e pensa sempre che ci si riferisca a uno squadrone.

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Quanto poi a buona parte delle reti segnate in questa stagione dai giallorossi si tratta di graziosi regali delle difese avversarie. All’oratorio (in quei pochi e straordinari luoghi di sana aggregazione, ahime!, che sono rimasti) si vedono ragazzi in retroguardia indubbiamente migliori di parecchi che militano nella nostra serie A. Vi invito a guardare tutti i gol segnati dalla Roma e poi ne potremo riparlare. Quelli con la Lazio sono solo gli ultimi due in ordine di tempo, lo stesso Dzeko, pur in un gran momento, é stato molto aiutato nelle sue segnature. Un esempio per tutti le due reti segnate dal centravanti contro il Pescara che le avrebbe fatte anche mio nipote di due anni…
A proposito di Roma-Pescara, giocata poche ore dopo Genoa-Juventus, vi posso garantire, avendo visto entrambe le partite, che se i bianconeri sono stati inguardabili, i giallorossi hanno giocato addirittura peggio e non meritavano di vincere. Ma riferendoci sempre a quei fenomeni di giornalisti di cui sopra i titoli sono stati: “Juventus strapazzata dal Genoa” e “La Roma vola a quattro punti dalla Juventus”!!! Ecco, nelle vittorie della Roma manca l’effetto.
Il Napoli sembra andare a corrente alternata e nella quasi totalità delle volte, dopo l’infortunio di Milik, ha risentitro dell’assenza di un vero bomber. A volte le trame di gioco dei partenopei appaiono interessanti a vedersi, ma nulla di paragonabile a molti match visti lo scorso anno in cui tutto funzionava a meraviglia per gli uomini di Sarri, il cui terminale offensivo, Higuain, era talmente ben compenetrato col resto della squadra da avere una percentuale realizzativa straordinaria, tanto da battere, a fine stagione, il primato di marcature in un massimo campionato. Sono otto i punti di distacco dalla Juventus e, beffa delle beffe, la sconfitta di Torino é venuta proprio per mano (anzi, per piede) di Higuain.
Differenza: bianconeri più determinati quando vogliono raggiungere un obiettivo e con panchina (quando recupereranno tutti) più lunga, partenopei un pochino più lunatici e non sempre, come detto, efficaci in attacco.
Tornando alla Juventus, viene ora da sorridere pensando che Buffon avrebbe detto (frase, poi, categoricamente smentita): “vinciamo in Italia perché con noi si scansano, cosa che non fanno in Europa”. Se c’é una squadra con cui non si scansano affatto é proprio quella bianconera; spesso ci sono avversari che picchiano come fabbri ed azzoppano qualche giocatore, per cui non si riesce mai a svuotare l’infermeria. Sabato gli ultimi due “colpiti” sono stati Khedira e Mandzukic. A proposito di quest’ultimo, con l’Atalanta é stato eccezionale (lo diciamo noi che lo abbiamo spesso criticato in passato) per l’impegno, lo spirito di abnegazione al completo servizio della squadra e sarebbe un peccato se sorgessero complicazioni ora che é entrato in gran forma. Lo stesso Allegri si starà ancora chiedendo se non lo si doveva cambiare subito, senza lasciarlo in campo per ulteriori due minuti di indicibile sofferenza.
A proposito di Buffon continua ancora a voler iniziare sempre l’azione con passaggetti imprudenti ed azzardati per i suoi compagni di difesa; lo si poteva fare fino allo scorso anno e comunque con la BBC, ma ormai hanno capito tutti il giochetto, pressano alto e a volte riescono ad impossessarsi del pallone, rendendosi molto pericolosi. Bisognerebbe pensare in fretta di cambiare tattica.

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