Lei non sa chi ero io: il compleanno di Gary Lineker

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Quanto servirebbe all’Inghilterra un giocatore come Gary Lineker. Il grande attaccante della Nazionale inglese il 30 novembre ha compiuto 56 anni, ma sicuramente (con tutto il rispetto di chi gioca ora), lo ringiovanirebbero volentieri di almeno vent’anni per dare una mano alla squadra, che sembra essersi smarrita. Servirebbe sicuramente per il suo prestigioso curriculum, che lo ha portato ad essere considerato uno dei migliori calciatori britannici della storia. Lineker inoltre è il miglior realizzatore della nazionale inglese nella Coppa del Mondo con 10 centri e insieme il terzo miglior goleador della nazionale dietro a Wayne Rooney e Bobby Charlton. E’ nato a Leicester ed annovera un secondo nome prestigioso, datogli dalla famiglia perché coincise col medesimo giorno di nascita di Winston Churchill. Un predestinato? Forse. Dopo un settennato al Leicester City (1978-1985)corredato da 95 reti in 194 presenze, Lineker raggiunse la notorietà con la maglia dell’Everton, collezionando, nella stagione 1985-86, 41 centri in 30 partite. Questo gli valse l’interesse del Barcellona, che lo tesserò a Mondiale concluso: dal 1986 al 1989, realizzò 42 reti in 103 gare, prima del ritorno in Inghilterra, questa volta con la maglia del Tottenham, dove andò a segno 67 volte in 105 gare. Nel 1992 Lineker emigrò in Giappone, con la maglia del Nagoya Grampus: 9 reti in 23 presenze fino al ’94, quando decise di chiudere la carriera, anche a seguito di un infortunio. Gli appassionati ricordano soprattutto il Gary Lineker con la maglia bianca dei Leoni d’Inghilterra, nel Mondiale 1986: dopo un inizio stentato, complice anche un infortunio al polso, l’allora giocatore dell’Everton fu protagonista di una trasformazione, tanto da soffiare il posto al milanista Mark Hateley: tripletta col botto alla Polonia di Boniek, doppietta scoppiettante agli ottavi di finale contro il Paraguay e rete (purtroppo inutile)contro l’Argentina di Maradona, nella celebre partita della “mano di Dio ” e di quella che, unanimemente, è considerata la rete più bella della manifestazione. In tutto sei reti e il trono di capocannoniere, davanti a leggende come appunto ” il Pibe De Oro ” e a cannonieri come il danese Elkjaer e lo spagnolo Butragueño. Nel 1988 tenta di rifarsi agli Europei tedeschi, ma la sua nazionale naufraga, con tre sconfitte consecutive. A Italia ’90 la sua nazionale si ferma al quarto posto, perdendo la finale per il terzo posto contro l’Italia: Lineker segna una rete all’Eire nelle qualificazioni ed entrambi i due rigori (concessi piuttosto generosamente dall’arbitro messicano Codesal)che consentono all’Inghilterra di eliminare il Camerun ai quarti di finale del Mondiale. In semifinale va a segno contro la Germania ma la sua squadra esce ai calci di rigore, nonostante lui realizzi il proprio. Nel 1992 si annovera la sua ultima apparizione in Nazionale, per l’Europeo Svedese: è un congedo triste, dalle competizioni che contano: nessuna rete ed eliminazione repentina dell’Inghilterra, con due soli punti. Attualmente Lineker conduce un programma che presenta le sintesi delle partite di Premier League e cinque anni fa è stato ambasciatore della finale di Champions tenutasi a Wembley, Più di tutto però parla il suo palmares, che annovera cinque competizioni nazionali, una internazionale (la Coppa Coppe del 1989, conquistata a spese della Sampdoria,ndr) e ben otto premi a livello individuale. Inoltre, gemma delle gemme, mai alcuna ammonizione. Auguri in ritardo Gary!

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