Liga, allenatore Espanyol costretto a scusarsi per aver abbracciato Messi

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

Messi non rinnova con il Barcellona?

Non solo l’Italia è terra di campanilismi e rivalità. Anche in altre nazioni certe sfide vengono vissute con un trasporto anche più forte di quello che il buon senso consentirebbe, al punto di far diventare episodi in apparenza banali, o anche apprezzabili, ad un’esasperazione tale da farli passare quasi per sconvenienti. E’ l’incredibile storia che ha coinvolto Quique Sanchez Flores, tecnico dell’Espanyol, reo di aver, alla fine del derby col Barcellona, abbracciato Messi e poi anche elogiato nelle classiche interviste post gara. Si dirà, cosa c’è di strano? Chi non abbraccerebbe cotanto fenomeno e non lo elogerebbe se ne avesse l’opportunità dopo averlo sfidato? In effetti la risposta appare scontata, ma in realtà non lo è, soprattutto se sei l’allenatore dell’altra squadra di Barcellona e la tua tifoseria è divisa da quella avversaria da una forte rivalità. Aver abbracciato Messi, diventa quindi per Flores una macchia orrenda, della quale scusarsi immediatamente. I fatti risalgono alla scorsa domenica, quando l’Espanyol, ospite al Camp Nou è stato piegato proprio dalle prodezze della pulce, che ha contribuito in maniera determinante al sonoro 4-1 rifilato alla sua squadra dai più quotati rivali. A fine gara si è consumato “il fattaccio”: Quique Sanchez Flores ha abbracciato Messi elogiandolo pure pubblicamente. Da qui la reazione sdegnata dei suoi tifosi. Una reazione talmente forte da indurre il tecnico alle scuse: “Chiedo mille volte scusa – ha dichiarato – , non ho mai voluto ferire la sensibilità’ della gente dell’Espanyol. Mi sento legato alla causa, mi identifico con questo club. E’ evidente che non posso conoscere 116 anni di storia essendo qui da soli tre mesi ma voglio che la gente sia felice e mi dispiace. Faccio le cose con spontaneità, cerco di trattare nel miglior modo possibile tutti gli avversari ma ho massimo rispetto verso la gente dell’Espanyol”. Una storia quasi grottesca. Flores costretto a scusarsi per aver abbracciato Messi. Un esempio di quanto possa degenerare una sana passione sportiva, ma anche di come tutto il mondo è paese. In Spagna, come in Italia (ma anche in altre parti d’Europa e del mondo), certe rivalità possono sfociare in episodi poco edificanti come questo, in cui, anche quello che si potrebbe tranquillamente annoverare tra i lodevoli gesti di sportività che vedono protagonisti giocatori e allenatori delle squadre, diventano motivo di tensione. Quique Sanchez Flores non voleva certamente offendere i suoi tifosi. Ha abbracciato Messi in totale buona fede, rendendo il giusto omaggio ad un campione universale, apprezzato in tutto il mondo, senza distinzione di colore o di fede calcistica. Evidentemente, in terra catalana, anche l’oggettiva grandezza di un fuoriclasse assoluto può finire al centro di polemiche. Non sappiamo se il tecnico dell’Espanyol si sia già pentito di aver abbracciato Messi, nè se le sue scuse placheranno l’ira dei tifosi, di certo il suo comportamento sarà apprezzato da chi vive il calcio nella maniera più giusta, senza attribuirgli un significato più alto di quello che ha, o dovrebbe avere. A prescindere dai derby, a prescindere dalle rivalità, a prescindere dalla terra di appartenenza delle squadre coinvolte…

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