L’Inter non è affatto guarita

Pubblicato il autore: Beniamino Gentile Segui

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Se una persona si limitasse a vedere il risultato di Inter-Genoa, direbbe che la squadra nerazzurra sia guarita, uscita dalla crisi, etc. Insomma, le solite frasi che si gettano pur di riempire una pagina di giornale.
Invece no. Almeno dal mio punto di vista.
Si sa, sono un tifoso interista, e, vedendo la mia squadra giocare in quel modo, è un pugno al cuore.
Per carità, non pretendo che l’Inter domini il proprio avversario, un po’ come fa il Barcellona con i suoi avversari, anche perché sono a conoscenza dei problemi presenti, ma neanche essere soccombente ad un Genoa che, almeno sulla carta, è inferiore in ogni reparto.
Non voglio dare la croce a Pioli, catapultato in una realtà tanto difficile quanto surreale, non rientra nelle mie caratteristiche.
Perché dico surreale? Perché, se uno vedesse la rosa dell’Inter e la paragonasse a quelle di Roma e Napoli (la Juve fa un campionato a parte), direbbe che non ha nulla da invidiare.
Tuttavia, a causa di alcune scelte scellerate da parte della società, la quale ha ben pensato di licenziare un proprio allenatore (Mancini, nda), in quel famoso 8 di Agosto (quindi, in piena preparazione estiva), l’Inter si ritrova al nono posto, con il terzo allenatore della stagione (se si considera anche Vecchi, allenatore della primavera) in crisi di identità e di risultati.
Non mi faccio influenzare dalle due vittorie consecutive tra Europa League e Campionato. I problemi sono tanti, a partire da un modulo difficile da decifrare; nella partita di Domenica sera, Pioli ha rispolverato la difesa a 3, abbandonata da Mancini e De Boer, abbandonando la sua idea di gioco. Per quale motivo è stata effettuata detta scelta?
Nessuno lo sa, ma, vedendo la partita, mi sono accorto che il Genoa ha avuto almeno 4 palle goal davanti porta, segno che la squadra non è in grado di interpretare quel modulo, dimostrando poco equilibro tra i reparti. Davvero occorre cambiare modulo?
Io direi di no, sarebbe il caso di adottare un modulo in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Perché proporre un 3-4-3, privandoti di un Benega, e snaturare giocatori come Candreva e Perisic? Perché richiamare la difesa a 3, quando i problemi, oltre relativi al modulo, derivano dalla poca voglia dei giocatori di onorare la maglia? Ne sa qualcosa il povero De Boer, dove gran parte della rosa non accettava i metodi proposti dall’allenatore olandese, giocando in pratica contro di lui, pur di cacciarlo via. E sappiamo benissimo come funziona; quando i risultati vengono a mancare, il primo imputato è l’allenatore, visto che non si può far stravolgere un’intera rosa.
La speranza è che l’Inter, ora che ha a disposizione un solo impegno a settimana (escludendo la Coppa Italia), possa risalire la china, con l’auspicio che Pioli possa dare una sterzata, non solo alla rosa, ma anche alla stagione, cercando di ottenere due vittorie tra Sassuolo e Lazio, avversari temibili ma non impossibili da battere. Ma l’Inter, pazza nel DNA, ci ha abituato a tutto, non solo nelle vittorie, ma anche nelle sconfitte più impensabili. Basti pensare al Lugano o all’Hapoel Beer Sheva.

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