Massimo Cellino, patron del Leeds United condannato a 18 mesi di squalifica

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui
Massimo Cellino patron del Leeds dal 2014

Massimo Cellino patron del Leeds dal 2014

Massimo Cellino condannato a 18 mesi di squalifica, ma per quale motivo?

Diciamo che Cellino non è nuovo a questo tipo di episodi. Già quando ha venduto il Cagliari nel 2014 a Giulini la procura l’ha indagato per evasione fiscale, non si sa se per aver omesso alcuni versamenti derivanti dalla vendita del club rossoblù.
Ma nel 2014 ha acquistato una squadra della Serie B inglese, il Leeds United. Il patron Cellino si è fatto conoscere subito per le sue decisioni affrettate, cosa che ha infastidito molto i tifosi della squadra.
Come prima cosa ha deciso di esonerare, dopo poche giornate, l’allenatore perchè incapace di guidare una squadra come quella, cosa che ha infastidito molto i tifosi che hanno fatto scudo intorno alla squadra.
Diciamo che Cellino è un personaggio che lo si ama e lo si odia contemporaneamente.
Da quando però ha cambiato residenza sta avendo comunque problemi di carattere burocratico.
Infatti già lo scorso maggio era stato deferito dalla Football Association per aver violato il regolamento sugli agenti in campo calcistico, perché ceduto McCormack ad un prezzo di 11 milioni di valutazione.
La stessa Football Association ha quindi stabilito la condanna per Cellino di 18 mesi di squalifica o sospensione come si preferisce, da tutte le attività collegate al calcio e alla sua squadra, condannandolo inoltre al pagamento di 250 mila sterline.
Tempo addietro Cellino aveva rilasciato una dichiarazione in cui si dichiarava non colpevole e pronto ad affrontare la controparte in tribunale per chiarire la faccenda.
Nel suo comunicato incoraggia inoltre la squadra, il tecnico e lo staff a continuare a lavorare per il Leeds tutti insieme, inoltre afferma di essere colpevole solo di difendere una squadra come il Leeds United, facendo così trasparire un’accusa velata di boicottaggio verso di lui ed il suo club.
Rivolge infine ai tifosi e alla stampa alcune parole di complicità in cui afferma che le persone e la stampa che non viene influenzata scopriranno presto al verità sull’accaduto.
La sentenza entrerà in atto dal 1° Febbraio 2017, mentre Cellino si prepara a fare ricorso.

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Massimo Cellino: i fantasmi del passato si ripresentano in Inghilterra.

Come dimenticare il 2013, in quell’anno Massimo Cellino finì in tribunale con l’accusa di peculato per la quastione Is Arenas insieme all’assessore ai lavori pubblici di Quartu di cui non faremo i nomi quì.
Ricordiamo che nel 2013 il Sant’Elia, campo del Cagliari, era stato reso inagibile. In questo caso l’allora presidente del Cagliari Massimo Cellino era stato costretto a trovare un’altra sistemazione in cui giocare in casa. Dopo Trieste arriva la disponibilità del comune di Quartu per far giocare il Cagliari a Is Arenas, ormai inutilizzato.
I giudici del Riesame affermarono che Cellino era una persona spregiudicata e con la “propensione a delinquere” e per questo non c’era dubbio che dovesse finire in carcere.
Nello specifico Cellino viene accusato di abuso d’ufficio o configuranti altri reati: autorizzazioni in luogo di concessioni edilizie; autorizzazioni straordinarie invece di licenze d’uso; falsificazione della contabilità di cantiere; ricorso a varianti per far apparire legittime attività penalmente rilevanti; ripetuto ricorso alla determinazione in errore di pubblici funzionari per indurli a firmare atti illegittimi.
Tutte queste accuse lo condanneranno agli arresti domiciliari per poi essere scarcerato.
Ed ecco 3 anni dopo ripresentarsi alla porta di Cellino un nuovo problema, questa volta si diversifica dalla res pubblica visto che si parla di regolamenti interni alla federazione inglese di calcio.
Con l’annuncio di un ricorso imminente vi lasciamo in attesa di altre news.

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