Mondiale a 48 squadre e niente più pareggi. Ecco le ultime idee della FIFA

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

mondiale a 48 squadre
Un Mondiale a 48 squadre? Perché no? Questa l’ultima idea di Gianni Infantino, presidente della FIFA dallo scorso 26 febbraio, dopo che la Federazione internazionale è stata scossa dallo scandalo che ha portato alla destituzione, fra gli altri, dello storico numero uno Joseph Blatter. Il dirigente svizzero, di chiari origini italiane, sembra avere idee precise su come fare a cambiare il mondo del calcio.

Dopo la storica e rivoluzionaria giornata di ieri, in cui per la prima volta in assoluto è stato concesso un rigore tramite l’utilizzo della Var (moviola in campo) durante la partita del Mondiale per Club tra i giapponesi del Kashima Antlers e i colombiani dell’Atletico Nacional di Medellin, Infantino vuole portare il gioco del calcio al livello successivo. Il Mondiale a 48 squadre è la sua ultima idea.

Non ancora ufficializzata, ma già esposta. Questa nuova tipologia di torneo prenderebbe il via a partire dai campionati del mondo del 2026, e consisterebbe di 16 gironi da 3 squadre. Non più 4 per gruppo quindi, ma sempre le prime due a passare alla fase finale, che partirebbe non dagli ottavi, ma dai sedicesimi.

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Non potendo garantire la contemporaneità degli ultimi match, impossibile in un girone in cui una squadra si troverebbe a riposare in ogni giornata, è stata già studiata anche la mossa per evitare accordi a scapito della squadra non in campo. Infantino per il suo Mondiale a 48 squadre pensa al modo migliore per evitare la cottura in forno di quei “biscotti” che ogni volta fanno gridare allo scandalo, quantomeno morale, delle squadre in campo. Squadre che non vogliono farsi del male, perché magari un pareggio è ciò che sta bene a entrambe. E la terza, fra i due non litiganti, piange.

Come evitare taciti accordi in questo Mondiale a 48 squadre, quindi? Semplice. Eliminando la possibilità del pareggio. Qualora nei tempi regolamentari la partita dovesse concludersi con il segno x, si andrà a battere i rigori, senza passare per i supplementari. E potrebbe cambiare anche l’assegnazione dei punti in classifica, due invece di tre, in situazioni simili. Giusto per non rendere i calcoli troppo elementari. Quest’idea però è davvero nella fase iniziale, tanto che non è stata ancora presentata al Consiglio della Fifa, come si legge sul sito della Gazzetta dello Sport di oggi.

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Per quanto riguarda il Mondiale a 48 squadre invece, Infantino ha dichiarato di avere ottenuto un largo consenso da parte delle Federazioni. Ovvio che tutto resta da studiare per bene, da verificare, senza rischiare di effettuare il passo più lungo della gamba solo per la fame di innovazione.

Indimenticabile per noi italiani sarà il pareggio 2-2 in quel 22 giugno 2004 (la data sembrava profetica!) tra Svezia e Danimarca. Non si trattava di Mondiali, ma degli Europei in terra portoghese vinti dalla cenerentola Grecia di Dellas e Charisteas. Noi illusi dalla vittoria sulla Bulgaria nell’ultima giornata, loro a mangiare biscotti alle nostre spalle. Biscotti indigesti, soprattutto se si ripensa alle lacrime di Cassano, probabilmente il vero protagonista di quella breve esperienza portoghese con l’Italia del Trap.

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L’accordo non pattuito fu talmente evidente che addirittura alcuni giocatori in campo riprendevano i propri compagni a mantenere un atteggiamento corretto. Tomasson, all’epoca attaccante in forza al Milan, quasi strattonò Gravesen che non stava mettendo il massimo impegno in campo, per utilizzare un eufemismo. E per Gravesen, uno che chiamavano “il mastino” quando giocava, non era proprio atteggiamento abituale. Il resto è storia. La FIFA adesso vuole guardare avanti. Anche perché a guardarsi dietro, c’è poco da sorridere.

 

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