Calcio e Mafia, Agnelli e la Juve a rischio deferimento. Si muove la Commissione Antimafia

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Calcio e Mafia: Andrea Agnelli e la Juve respingono ogni illazione riguardo i presunti rapporti con la ‘ndrangheta

 

Calcio e Mafia, un (presunto, siamo garantisti e rispettiamo il lavoro degli inquirenti) intreccio forse sottovalutato ma che torna prepotentemente di attualità. E’ di questa settimana la notizia bomba che sta facendo tremare il mondo del pallone, ovvero dei presunti rapporti tra la Juventus, tramite anche il suo massimo dirigente Andrea Agnelli ed un parte della tifoseria organizzata con la mediazione di presunti esponenti dell’ndrangheta. Lo scopo della liaison dangereuse era quello di garantire l’assenza di incidenti allo stadio e favorire il giro del bagarinaggio.

Calcio e Mafia: la Commissione Antimafia al lavoro

Su questa storiaccia di presunti rapporti tra calcio e mafia sono puntati i fari della magistratura di Torino e del procuratore federale Figc (il quale potrebbe chiedere il deferimento di Agnelli e di alcuni dirigenti e funzionari della Juventus nonché la stessa società per responsabilità diretta ed oggettiva) ma – notizia di queste ore – si sta muovendo anche la politica: in quest’ottica i presidenti e quadri dirigenti di Figc, Aic, Lega di Serie A, Lega B, Lega Pro nonché la procura della Federcalcio tramite Pecoraro e di Catania, Napoli e Torino sfileranno nei prossimi giorni davanti ai parlamentari della Commissione Antimafia.
Uno dei suoi componenti, il deputato Angelo Attaguile della Lega Nord, ha affermato di voler cominciare a sentire proprio il club torinese e a seguire le società che in precedenza sono finite sotto i riflettori degli inquirenti nell’ambito di inchieste sul calcio e mafia come il Latina, il Crotone, il Catania ed altre di Lega Pro, ma è stato parzialmente smentito dal segretario di commissione e presidente del comitato Mafia e Sport, l’onorevole Marco Di Lello del Pd, per cui la decisione di convocare i vertici della Juventus sarà presa solo tra qualche settimana, anche se pare sia data per certa la convocazione dell’ad Marotta in qualità di persona informata sui fatti.
Pur quindi non volendo entrare per il momento nel merito dell’inchiesta su calcio e mafia e che riguarda la società bianconera, dalla Commissione Antimafia filtra la volontà di fare sul serio: “Non è possibile che la montagna partorisca sempre un topolino e che passi tutto in cavalleria“, filtra tra i componenti secondo quanto riporta oggi il Messaggero. Pare infatti che questa volta non ci sarà spazio per provvedimenti blandi e simili ad un pannicello caldo, perché si fa strada con forza la volontà di utilizzare “uno strumento normativo ad hoc” (si legge sempre sul Messaggero) che colpisca in profondità le connivenze tra calcio e mafia e non il solito Daspo per i tifosi o una multa alle società.

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Calcio e Mafia: i sospetti contestati alla Juventus

Ma su cosa si basa l’inchiesta sulla Juventus? E perché si parla di intreccio tra calcio e mafia? Tutto è partito l’estate scorsa con il giallo del suicidio di un capo ultrà dei Drughi legati ai colori bianconeri, Raffaello Bucci detto Ciccio, precedentemente sentito il giorno prima della scomparsa dalla pm Monica Abbatecola come persona informata sui fatti riguardo l’inchiesta sui rapporti tra il club bianconero e Rocco Dominello, figlio di un presunto boss della ‘ndrangheta (ritenuto affiliato al clan dei Pesce Bellocco), nell’ambito dell’indagine sull’infiltrazione di associazioni malavitose nella provincia di Torino.
Il Bucci, che svolgeva un ruolo di consulenza per la Juventus, poteva essere a conoscenza anche della gestione dei biglietti nelle curve, altro filone delle inchieste di questi giorni come quella svolta dalla Procura di Torino e denominata Alto Piemonte che, nell’ambito delle indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Nord-Ovest ha acceso un faro sugli affari opachi nel mondo del bagarinaggio.
Il meccanismo dei presunti rapporti criminali prevedeva, in estrema sintesi e secondo le ipotesi al vaglio delle procure, il mantenimento della pace nelle curve tramite un referente del clan che svolgeva il ruolo di portavoce di alcuni gruppi della tifoseria organizzata; in cambio avrebbe ottenuto dalla società delle quote di biglietti che poteva destinare al bagarinaggio oppure distribuire ai vari componenti delle curve. E nelle carte dell’inchiesta spunta così il nome di Agnelli: “mi vidi con lui e parlammo della gestione di biglietti e abbonamenti”. dice un capo ultras intercettato.
Chiariamo che a carico della Juve non sono emersi tutt’oggi reati penali a proprio carico e specifichiamo che nell’ambito dell’inchiesta Alto Piemonte non sono emerse neppure prove di frequentazioni o rapporti diretti della società bianconera con i malavitosi, ma solo sospetti partiti dalle intercettazioni.
Da qui l’inchiesta del prefetto della Federcalcio Pecoraro, che ipotizza un ruolo del dirigente bianconero nell’utilizzo di esponenti malavitosi come intermediari con i gruppi ultras. La Juventus respinge però ogni accusa mossa con una nota: “Nessun dirigente indagato, la Juve non è ritenuta neanche parte offesa“, ribadendo il fatto che da Corso Galileo Ferraris c’è sempre stata piena collaborazione con la giustizia, sia penale che sportiva.

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Il vicepresidente della Commissione Antimafia, Fava, ha dichiarato che il lavoro dei parlamentari dell’antimafia “è solo all’inizio“: “La giustizia sportiva deve avere lo stesso peso di quella ordinaria” prosegue il deputato,  “il tifo nel nostro Paese sottolinea spesso è considerato come una dimensione a parte, come una terra di mezzo. Ci sono curve che sono capaci di ricattare le squadre e nessuno dice nulla. Nel mondo del calcio la pretesa di legalità è troppo alta, quando si parla di sport c’è sempre un gioco di distinguo, si abbassa il livello di tolleranza e invece è sbagliato muoversi in questo modo“.
Alla finestra il presidente del Coni Malagò che riguardo i presunti intrecci calcio e mafia ha dichiarato oggi: “Rischio di infiltrazioni mafiose nel calcio? Ho letto, so dire poco: è un tema particolare e non posso aggiungere altro, ma seguiremo gli sviluppi“.

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