Chapecoense: il ritorno in campo, tra lacrime e ricordi

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

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Dopo due mesi dalla tragedia area in Colombia, la Chapecoense è tornata per la prima volta in campo ed ha affrontato, in una sfida amichevole, il Palmeiras di Felipe Melo, l’ultima squadra con cui aveva giocato in campionato prima del disastro di Medellin.
“Vamos Chape” è l’urlo che si alza dagli spalti quando i calciatori biancoverdi fanno il loro ingresso in campo. Lo stadio è gremito in ogni ordine di posto. Insieme ai nuovi calciatori della Chapecoense ci sono anche i tre atleti miracolosamente sopravvissuti alla tragedia aerea: il difensore Helio Hermito Zampier Neto, il terzino Alan Ruschel ed il secondo portiere Jackson Follmann, costretto su una sedia a rotelle con la gamba destra amputata. E quando loro tre, prima dell’inizio della partita, sollevano la Copa Sudamericana al cielo, i ventimila tifosi assiepati nell’Arena Condà esplodono in un boato di applausi, mentre Follmann non riuscirà a trattenere le lacrime. Lui purtroppo non potrà tornare a giocare mai più, mentre invece l’attuale dirigenza del club biancoverde nutre ancora speranze nel poter rivedere in campo, un giorno, gli altri due calciatori, e per questo motivo ha deciso di non assegnare a nessuno dei giocatori attualmente tesserati per la Chapecoense i loro numeri di maglia.
Il ricordo di quanto accaduto il 29 novembre scorso, dove, a causa di un tragico disastro aereo, persero la vita ben settantuno persone, tra i quali i diciannove giocatori che si stavano recando in Colombia per disputare la finale della Copa Sudamericana contro l’Atletico Nacional, è ancora vivo negli occhi dei superstiti, dei parenti delle vittime e dei tifosi accorsi allo stadio. La squadra colombiana, a seguito della tragedia, ha poi deciso di offrire la vittoria a tavolino del trofeo al club brasiliano e ieri la Chapecoense è tornata per la prima volta in campo da quel triste giorno, per giocare un’amichevole, contro il Palmeiras, campione del Brasile in carica il cui incasso, unitamente a tutti i soldi raccolti dalle donazioni spontanee e dalle vendite del materiale, verrà destinato per metà ai familiari delle vittime e l’altra metà alla società biancoverde per ricostruire il club.
Per la cronaca, la sfida, raccontata ai microfoni dal radiocronista Rafael Henzel, anch’egli superstite del disastro aereo e tornato appositamente alla sua postazione in questa giornata nonostante non sia ancora del tutto guarito, è terminata in parità, con il risultato di due a due. Ma prima del triplice fischio c’è un altro momento dedicato al ricordo e alla commozione. La Chape è avanti per due a uno, dopo essere passata inizialmente in svantaggio. Uno dei gol della squadra biancoverde, il primo del nuovo corso della Chapecoense, per altro, è stato segnato da Douglas Grolli, difensore di ventisette anni in prestito dal Cruzeiro ma calcisticamente cresciuto in questo club, dove ha fortemente chiesto di ritornare per contribuire alla rinascita della squadra. Siamo al minuto 71′ (come le vittime della tragedia) e la partita si ferma: l’intero stadio esplode in un nuovo, scrosciante applauso, mentre il campanile della cattedrale suona in lontananza, in onore e nel ricordo delle persone tragicamente scomparse quel giorno.
Da ieri in avanti, accadrà ogni qualvolta la Chapecoense giocherà in casa.

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