Coppa Italia, sarà ancora Milan-Juve

Pubblicato il autore: Bitto Alessandro Segui

Ieri sera è andato in scena l’ottavo di finale, probabilmente, più interessante di questa Coppa Italia 2016/2017. A San Siro il Milan contrapposto al Torino dell’ex tecnico Sinisa Mihajlovic. Entrambe le squadre scendono in campo con pressoché l’intero 11 titolare, sintomo che puntano forte sul trofeo nazionale. La sfida del giovedì sera ha visto un Torino migliore nel primo tempo. I ragazzi di Mihajlovic nei primi 45 minuti, sono stati i padroni del campo, gestendo la palla intelligentemente, imponendo il loro gioco e arrivando prima sul pallone. Sul piano difensivo Rossettini e Moretti, che per l’occasione sostituiva Castan, hanno eclissato Lapadula & co, i quali hanno avuto solo un’occasione per passare in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner la retroguardia rossonera, spazzando via il pallone, trova un Bonaventura che, sfruttando un errore di inesperienza di Barreca, si invola verso la porta, ma lo stesso terzino ex Cagliari gli strappa la palla, spostando regolarmente il milanista con la spalla. Sul piano offensivo il trio Ljajic, Belotti e Iturbe fa il bello e cattivo tempo. Ljajic, svariando su tutto il fronte d’attacco manda negli spogliatoi con il mal di testa il suo marcatore, Gustavo Gomez. Dall’altro lato Iturbe, sceso in campo dal primo minuto solo a causa dell’indisponibilità di Iago Falque, impressiona con strappi, dribbling ubriacanti e creazione di occasioni come non si vedeva fare da tempo. Tuttavia Paletta e Donnarumma riescono a sventare le varie occasioni granata finché sul finire del primo tempo il Toro colpisce in ripartenza con il gallo Belotti. I ragazzi di Mihajlovic scappano in contropiede con Benassi e il milanista, di fede, Belotti grazie ad un passaggio di uno scatenato Iturbe. Arrivati nei pressi dell’area di rigore il centrocampista serve su un piatto d’argento l’occasione al gallo che con la punta beffa Donnarumma. Un’azione provata e riprovata in allenamento quella che ha portato al gol, come ammesso da Baselli a fine primo tempo. Nel secondo tempo, come spesso accade, sul rettangolo verde scende un Milan totalmente differente. Grazie al letargo dei primi 45, i rossoneri sono più freschi dei granata e tengono il pallino del gioco, trovando poi la via del gol. Ciò che era mancato fino a quel momento erano gli inserimenti di Kucka. Proprio dal primo apporto offensivo dello slovacco arriva il gol dell’ 1-1 con
Bonaventura che, dopo un tiro sporcato dai granata, recupera palla e la serve dalla sinistra all’ex centrocampista del Genoa che deve solo appoggiare in porta. Passano pochi minuti e, con un Torino stanco e ancora frastornato, il Milan compie l’ 1-2 vincente. A segnare, neanche a dirlo, è Jack Bonaventura che, servito dalla destra con uno spiovente, colpisce al volo insaccando di un Hart bendato alla testa per un colpo involontario di Lapadula. Dopo il blackout Mihajlovic prova a cambiare e dare nuova linfa con gli inserimenti di Boyè, Maxi Lopez e, infine, Obi. A questo punto Montella si difende con Locatelli, Pasalic e, a causa della botta subita da Abate durante l’ultima di campionato contro il Cagliari, il giovane Calabria. Dopo sette minuti di recupero, decretati dall’arbitro per il tempo impiegato per medicare Hart e dopo l’espulsione di Barreca per doppia ammonizione, arriva il triplice fischio. Il Milan approda ai quarti di finale, in cui saranno ancora opposti alla Juventus. I campioni d’Italia in carica partono favoriti, ma in gara secca, come già accaduto in Supercoppa, il Milan ce la può fare, ancor più se gioca così.

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