Il campione egiziano Aboutrika inserito nella black list dei terroristi

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

aboutrika
E’ ritenuto, dalla maggior parte degli addetti ai lavori, come il miglior giocatore egiziano di tutti i tempi. Un’autentica leggenda in patria e un simbolo della nazionale dei faraoni, con la quale ha collezionato ben cento presenze e trentotto reti, oltre ad aver conquistato la Coppa d’Africa del 2006 e del 2008. Parliamo di Mohamed Aboutrika, ex attaccante egiziano, calcisticamente cresciuto nel Tersana e successivamente passato all‘al-Ahly, con il quale ha vinto ben sette campionati, due Coppe d’Egitto, sei Supercoppe egiziane, cinque Champions League d’Africa e quattro Supercoppe CAF. Ritiratosi ufficialmente dal calcio giocato nel dicembre del 2013, in questi ultimi giorni Aboutrika è balzato nuovamente agli onori della cronaca, ma non grazie alle sue eccellenti doti sul rettangolo di gioco. La notizia infatti, che è rimbalzata sui maggiori siti di informazione e sui giornali sportivi di tutto il mondo, vede l’ex calciatore inserito dal governo egiziano in una sorta di black list sul terrorismo. In compagnia di Mohamed Aboutrika, all’interno di questa lista di controllo anti-terrorismo stilata dal governo di al-Sisi, c’è anche l’ex presidente egiziano Mohamed Morsi insieme ad altri componenti del movimento dei “Fratelli Musulmani“. L’accusa, per l’ex calciatore della nazionale nordafricana, è relativa proprio alle sue simpatie e alle sue presunte sovvenzioni economiche nei confronti di questa organizzazione, che l’attuale governo egiziano considera terroristica a tutti gli effetti.
Aboutrika, che in questi giorni si trova in Gabon in qualità di commentatore della Coppa d’Africa, a causa di queste accuse nei suoi confronti, sarà sottoposto, così come tutte le altre persone inserite in questa lista nera, al divieto di espatrio e subirà il ritiro del passaporto e il congelamento dei propri beni.
Per altro (così come raccontato anche in questo recente articolo pubblicato su EastJournal.net), non è la prima volta che Aboutrika si trova in questo genere di situazione: nel 2012, infatti, aveva pubblicamente manifestato il suo appoggio alla candidatura di Morsi, alle presidenziali, membro, per l’appunto, dei “Fratelli Mussulmani”. E proprio per questo motivo, nel 2015, le autorità egiziane erano intervenute sequestrandogli le azioni in suo possesso e tutta una serie di attività. Tra queste , c’era anche l’agenzia di viaggi, di proprietà dell’ex calciatore, Ashab Tours, che venne accusata di aver finanziato alcuni attacchi terroristici. Ogni accusa mossa nei suoi confronti, però, cadde di li a poco, a seguito di una sentenza della Corte Amministrativa Egiziana emessa nel giugno del 2016.
Da sempre impegnato politicamente, Aboutrika non ha mai tentato di nascondere la sua fede islamica, così come il suo appoggio incondizionato alla causa palestinese. Il 26 gennaio del 2008 venne anche sanzionato dalla FIFA per aver mostrato, dopo un gol segnato con la sua nazionale durante la Coppa d’Africa, una maglietta con la scritta “Sympathize with Gaza” (Simpatizzo con Gaza). Tale gesto venne effettuato dall’ex attaccante in segno di protesta per il blocco di dieci giorni imposto in quel periodo ad Hamas nella Striscia di Gaza.
Senza dimenticare, infine, il suo incondizionato appoggio alla battaglia portata avanti dagli Ultras Ahlawy, il gruppo principale della tifoseria dell’al-Ahly, affinché fosse fatta giustizia per le settantaquattro vittime della tristemente famosa strage di Port Said, avvenuta l’1 febbraio del 2012, che comportò anche l’annullamento del campionato in  corso. Successivamente venne riconosciuta la responsabilità delle forze dell’ordine in quel giorno, che, di fatto, avrebbero armato la tifoseria avversaria e avrebbero poi chiuso le porte dello stadio per permettere la carneficina. E tutto questo per punire la curva dell’al-Ahly, in quanto parte attiva delle proteste della Primavera Araba. In quel tragico giorno Aboutrika era in campo, e quando si riparò, insieme ai suoi compagni, negli spogliatoi dello stadio, tentando di dare rifugio anche a numerosi tifosi che cercavano disperatamente una via di fuga, vide morire, tra le sue braccia, una delle vittime di quel massacro.
L’essersi schierato apertamente con gli Ultras Ahlawy ha assunto, ovviamente, anche una valenza politica vera e propria, perché significava parteggiare pubblicamente per la fazione del tifo organizzato nel perenne conflitto contro la restaurazione militare di al-Sisi.
Queste sue posizioni, però, gli hanno anche fatto guadagnare moltissimo rispetto ed immensa stima nel suo paese e nel mondo arabo in generale. Nei giorni scorsi, infatti, mentre l’avvocato di Aboutrika, Mohamed Osman, annunciava l’immediato ricorso nei confronti del provvedimento ai danni del suo assistito, sono giunti anche numerosi attestati di solidarietà e di vicinanza nei confronti dell’ex campione egiziano. Come ad esempio quello dell’attuale calciatore della Roma, Mohamed Salah, che, impegnato con la nazionale in Gabon per la Coppa d’Africa, ha voluto mandare un messaggio di vicinanza ad Aboutrika, tramite twitter, scrivendo la frase “Resterai nei cuori, Aboutrika. Ti basta l’amore della gente” e pubblicando una sua foto mentre abbraccia l’ex capitano della nazionale egiziana.
Sempre su twitter, inoltre, l’account Football Palestine, dedicato, per l’appunto, al calcio palestinese, ha cercato di ironizzare sull’accaduto, pubblicando il seguente messaggio: “Ho sentito che Aboutrika è stato messo sulla lista di controllo dopo che 53 nazioni africane si sono lamentate del fatto che lui abbia terrorizzato le loro difese per oltre dieci anni”.  E sempre dalla Palestina, infine, arriva la notizia di uno striscione esposto dalla tifoseria del Sadaqah, club calcistico nella Striscia di Gaza, riportante la scritta: “Stiamo con Aboutrika: se lui è un terrorista, viva il terrorista”.

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