L’amichevole internazionale contro il “calcio moderno”

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui


No al calcio moderno!“: è uno di quegli slogan che si sentono molto spesso, sopratutto nell’ambito dei gruppi ultras e delle tifoserie organizzate, in Italia e non solo. E’ una frase che sostanzialmente simboleggia la forte contrapposizione, da parte di alcuni tifosi e appassionati, nei confronti di tutto ciò che, con il passare degli anni, sta svilendo e sta facendo perdere l’antico fascino allo sport più bello del mondo.
Una delle problematiche maggiormente messe in evidenza da chi, da anni, si batte contro questa evoluzione (o involuzione) del mondo del calcio è, senza dubbio, quella legata agli enormi interessi economici che girano intorno a questo sport. Il cosiddetto calcio business, con i suoi profitti da capogiro, provenienti dagli sponsor più disparati, dal merchandising, dagli ingaggi e dalla compravendita dei calciatori e dai proventi delle televisioni a pagamento, che, di fatto è  in antitesi con il calcio romantico (passatemi il termine) tanto caro ai più nostalgici.
Le risposte più concrete nei confronti del cosiddetto calcio moderno sono senza dubbio arrivate da quegli appassionati che, per reagire alle scelte societarie ed imprenditoriali della propria squadra del cuore, hanno deciso di opporsi fermamente alle logiche economiche e di mercato, accantonando il proprio club e dando vita a nuove realtà sportive e aggregative costituite essenzialmente da tifosi.
Esperimenti di questo tipo c’è ne sono moltissimi anche nel nostro paese. La maggior parte di queste squadre di calcio popolare, nate grazie all’impegno e all’autofinanziamento dei tifosi, militano nelle categorie dilettantistiche italiane e vengono seguite, in casa così come in trasferta, da numerosi sostenitori appassionati, che si sentono parte integrante, in tutto e per tutto, di un progetto senza fini di lucro, senza speculazioni, senza alcun tipo di ritorno economico, ma basato solo e unicamente sull’amore e sulla passione nei confronti di questo sport e di ciò che esso rappresenta.
Così come in Italia, però, realtà simili, create proprio in contrapposizione al dilagante calcio moderno e ai suoi conseguenti interessi economici, sono nate, numerose, anche all’estero.
Una di queste squadre, forse la più conosciuta a livello internazionale, è senza dubbio il Football Club United of Manchester, chiamato anche con l’appellativo di Red Rebels. Tale club nasce nel 2005, dopo l’acquisizione del Manchester United da parte dell’imprenditore statunitense Malcom Glazer, grazie all’impegno della parte più calda della tifoseria dei Red Devils in evidente contrapposizione alla nuova proprietà della celebre squadra calcistica inglese. Glazer, deceduto nel 2014, unitamente al suo impero economico ed imprenditoriale, rappresentava di fatto quel calcio moderno, basato unicamente sul “dio denaro” e lontano anni luce dalle radici popolari di questo sport. La scelta, quindi, di costituire una nuova squadra, fortemente legata alla propria comunità e ai propri tifosi, viene quasi naturale e si sviluppa rapidamente, grazie sopratutto all’autofinanziamento, dando vita ad una realtà molto ben radicata e con un seguito di tutto rispetto.
Una storia decisamente simile arriva poi dalla vicina Austria, e precisamente da Salisburgo. Qui, infatti, nel 2005, lo storico club dell’Austria Salisburgo, che nel 1994 aveva anche staccato un biglietto per la finale della Coppa UEFA, persa poi contro l’Inter, viene definitivamente acquisito dalla locale azienda di bevande Red Bull, che decide di cambiare il nome e i colori sociali della squadra in FC Red Bull Salzburg, scatenando, ovviamente, le proteste ed il malcontento della tifoseria organizzata (per altro, in Italia, gemellata con gli ultras del Barletta). Anche in questo caso la ferma ed incondizionata contrapposizione con la nuova proprietà da parte dei tifosi porta, inevitabilmente, i sostenitori viola ad allontanarsi e a creare una nuova realtà che li rappresentasse e onorasse la storia e la tradizione calcistica della loro comunità, di fatto cancellate a causa gli interessi economici dell’azienda della nota bevanda energetica sopra citata. Nasce quindi lo Sportverein Austria Salzburg, che riprende quindi il nome e i colori sociali dell’omonimo sodalizio fondato nel 1933.
Entrambe queste squadre sono riuscite, nel corso degli anni, pur partendo dalle serie dilettantistiche più basse dei rispettivi paesi, ad affermarsi e ad essere promosse a categorie sicuramente più importanti. La squadra inglese, ad esempio, al momento è iscritta nella National League North (conosciuta anche come Conference North), ovvero il campionato di sesta serie, e ha anche raggiunto il secondo turno della FA Cup nella stagione 2010-2011 e il quarto turno della FA Trophy nella stagione stagione 2014-2015. Il club austriaco, invece, milita attualmente in Erste Liga, cioè nella seconda divisione professionistica del paese.
Le similitudini tra queste due squadre si possono però trovare anche nelle recenti difficoltà di natura economica che entrambi i club hanno dovuto affrontare. Così come spiegato compiutamente da un interessantissimo articolo in merito pubblicato sulla piattaforma digitale “Io gioco pulito”, infatti, sia l’Fc United of Manchester e sia l’Sv Austria Salzburg, hanno dovuto far fronte a delle spese ingenti legate sopratutto alla ristrutturazione del proprio stadio.
Nel 2015, ad esempio, il debito contratto dalla squadra austriaca per adeguare il proprio impianto sportivo agli standard previsti dalla categoria porta addirittura il club vicino al baratro del fallimento, evitato solo grazie alla firma di un concordato per la rimodulazione del debito e che lo condanna comunque alla retrocessione a causa della conseguente penalizzazione comminata.
In Inghilterra invece, il progetto per il nuovo stadio parte già dal 2012, con un investimento di circa sei milioni di sterline, finanziato, per metà, dai tifosi del club, grazie ad un piano di azionariato popolare e con le classiche raccolta fondi. L’altra metà dell’investimento, invece, è stato effettuato grazie ad un prestito che il club sta rimborsando, anche se con molta fatica, visto che l’eliminazione nella fase preliminare della FA Cup non ha permesso loro di ottenere le risorse economiche necessarie per potersi garantire una stagione sostanzialmente tranquilla dal punto di vista finanziario.
Alla luce di questa difficile situazione, la squadra inglese ha quindi lanciato un appello ai propri tifosi e a tutti gli appassionati per aiutare ulteriormente il club di Manchester. All’appello ha risposto presente anche la compagine austriaca, con la quale è stato quindi deciso di organizzare una sfida amichevole con lo scopo di raccogliere fondi. L’incasso del match, previsto per il prossimo 4 febbraio con fischio d’inizio alle ore 17, sarà diviso a metà tra i due club e l’evento sarà anche accompagnato dal cosiddetto “Beer Festival“, che si terrà dal 3 al 5 febbraio e consentirà alle due società di raccogliere ulteriori fondi necessari a concludere, con tutta tranquillità, la propria stagione calcistica.
Una sfida importantissima, sopratutto dal punto di vista simbolico, tra due squadre nate grazie alla volontà dei propri tifosi e alla ferma contrapposizione degli stessi nei confronti di questo cosiddetto calcio moderno. Una sfida al calcio business che si rinnova anche in occasione di questo evento e che vedrà di fronte due realtà importantissime del panorama internazionale del calcio popolare. Quel calcio dal sapore antico, legato ancora alla propria tradizione e alla comunità di appartenenza, e, sopratutto, totalmente estraneo alle logiche economiche e di mercato che ormai da anni imperversano in questo sport, ad ogni livello ed in ogni categoria.

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