Scompare la Steaua Bucarest, costretta a cambiare nome

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

steaua bucarest
Chi ama il calcio, anche a livello internazionale, non può non conoscere il Fotbal Club Steaua București, in Italia noto semplicemente come Steaua Bucarest, la storica squadra calcistica rumena che nella sua storia ha collezionato ben 26 titoli nazionali, 22 coppe nazionali e 6 supercoppe, risultando quindi il club più titolato della Romania, e conquistando anche una Coppa dei Campioni (in quel periodo si chiamava ancora così) nel 1986 ed una Supercoppa Europea nello stesso anno.
Ebbene, da alcuni giorni questa squadra, di fatto, non esiste più.
Il Ministero della Difesa della Romania ha infatti vinto una causa contro i dirigenti del club, ed in particolare contro il proprietario George Becali, e il tribunale ha quindi stabilito che la squadra attualmente in prima divisione non potrà più utilizzare questo nome.
La Steaua Bucarest venne fondata il 7 giugno 1947. Il nome iniziale della squadra era “Asociația Sportivă a Armatei“, cioè “Associazione Sportiva dell’Esercito”, visto che era stata creata su iniziativa di alcuni ufficiali della Casa Reale di Romania. L’istituzione avvenne a seguito di un decreto firmato dal generale Mihail Lascăr, alto comandante dell’Armata Reale rumena club L’ASA Bucarest era un sodalizio sportivo con ben sette sezioni sportive, tra le quali la squadra di calcio, allenata da Coloman Braun-Bogdan. La “ASA” fu rinominata “CSCA” nel 1948 e “CCA” nel 1950. Nel 1949, la CSCA alza al cielo il suo primo trofeo: battendo in finale il Cluj, infatti, si aggiudica la Coppa di Romania,
Col nome di “CCA” (Casa Centrală a Armatei), il club riuscì poi a vincere ben tre campionati di seguito, precisamente nel 1951, nel 1952 e nel 1953. Nel 1956, invece, la nazionale romena, composta esclusivamente da giocatori della CCA, affrontò e sconfisse per 1-0 la Jugoslavia a Belgrado.
Alla fine del 1960 la CCA cambiò il suo nome ancora una volta in “CSA” (Clubul Sportiv al Armatei). Il nome “Steaua” (stella in rumeno), le venne assegnato solo nel 1961.
Nel 1986 la squadra raggiunge l’apice della propria storia sportiva conquistando una storica Coppa dei Campioni in finale contro il Barcellona. La finale va in scena il 7 maggio di quell’anno allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia, in Spagna. La squadra catalana può quindi contare anche su una sorta di fattore campo e sull’apporto della maggiorparte del pubblico presente, visto che, tra l’altro, i rumeni allo stadio sono pochissimi, a causa delle restrizioni sull’espatrio imposte dalla dittatura di Ceaușescu. La Steaua Bucarest riesce comunque a difendersi in maniera impeccabile e arriva a giocarsi la finale ai calci di rigore, dove ha la meglio sui blaugrana, nonostante le eccellenti performance dei due estremi difensori impegnati quella sera. I rigori siglati, alla fine, saranno solo due, e sono entrambi della squadra rumena. Nello stesso anno la Steaua Bucarest, essendo campione europea, potrebbe anche vincere la Coppa Intercontinentale, ma viene battuta dagli argentini del River Plate nella finalissima di Tokio. Riesce però ad aggiudicarsi la Supercoppa Europea vincendo contro la Dinamo Kiev.
Intanto, nel 1990, la Steaua Bucarest venne, di fatto, privatizzata. In quell’anno, infatti, la squadra viene acquistata dal politico e uomo d’affari George Becali e nel 1998 la sezione calcistica venne scorporata dalla società polisportiva assumendo il nome di FC Steaua București, scatenando, ovviamente, molte reazioni negative, soprattutto nell’ambiente governativo del paese.
Nel corso della sua storia sportiva, molti giocatori considerati dei veri e propri campioni, soprattutto in Romania, hanno vestito la casacca rossoblu dello Steaua. Uno su tutti, il leggendario George Hagi, nominato recentemente quale giocatore rumeno del secolo ed inserito, nel 2004, nella FIFA 100, la lista dei 125 più grandi giocatori viventi, redatta da Pelé e dalla Federazione Internazionale del Calcio. Hagi è stato anche allenatore, nel 2007, della squadra di Bucarest, ma la sua permanenza sulla panchina dello Steaua durò pochissimo: a seguito di alcuni contrasti con la dirigenza, infatti, l’ex calciatore decise di rassegnare le proprie dimissioni. Sulla panchina dello Steaua Bucarest, tra gli altri, ebbero l’occasione di accomodarsi anche gli italiani Walter Zenga (nella stagione 2004-2005), Massimo Pedrazzini (nel 2007, in sostituzione proprio di George Hagi) e Cristiano Bergodi (nel 2009).
Tornando ai giorni nostri, e alla vicenda giudiziaria che vogliamo raccontare, c’è da specificare che già nel dicembre del 2014 la Corte Suprema si era espressa in merito, giudicando illegale la registrazione del suo nome e del suo simbolo da parte del proprietario Becali (in quel periodo in carcere per corruzione).
In quel contesto la squadra aveva, quindi, già dovuto rinunciare, seppur temporaneamente, al nome, al simbolo e ai colori societari. Addirittura, nella partita di campionato contro il Csms Iasi del 7 dicembre del 2014, la formazione di Bucarest è scesa in campo con il simbolo rimosso dai tabelloni, dallo stadio e dalle maglie dei calciatori in campo (sulle quali era stata apposta una vistosa toppa nera), mentre lo speaker dello stadio la identificava semplicemente come la “squadra padrone di casa”. Tuttavia, quattro giorni dopo, nella partita di Europa League contro la Dinamo Kiev, tutto era tornato normale, grazie ad una sorta di “tregua legale”, mentre la dirigenza societaria esprimeva la chiarissima volontà, di “continuare a combattere per recuperare tutto ciò che apparteneva alla vecchia Steaua e che le permetteva di essere riconosciuta in tutta Europa”.
Nei giorni scorsi, però, il Tribunale si è espresso nuovamente, sancendo, di fatto, l’impossibilità di utilizzare il nome storico della squadra dall’attuale compagine presente nella massima divisione rumena, in quanto la dirigenza societaria se ne sarebbe appropriata illegalmente.
Becali, che dovrà anche pagare una salatissima multa di circa 37 milioni di euro, ha presentato ricorso nella speranza che la sentenza dell’ultimo appello possa ribaltare tutto questo. Nel frattempo la sua squadra continuerà a sopravvivere con l’acronimo di FCSB, mentre la Steaua Bucarest rinascerà, nella prossima stagione, in quarta divisione e verrà allenata dall’ex calciatore della Fiorentina Marius Lacatus.
In attesa, ovviamente, di ulteriori sviluppi.

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