Suso, il nuovo eroe milanista

Pubblicato il autore: Simone Segui

suso.milan.esulta.2016.17.750x450
Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, o semplicemente Suso, è il nuovo idolo del pubblico rossonero. L’esterno offensivo spagnolo, non ha avuto un avvio esaltante con la maglia del Milan: nel suo primo anno ha collezionato, infatti, soltanto 6 presenze. Ma ora si sta riscattando nei migliori dei modi entrando con tutto l’ anima negli schemi di gioco dell’aeroplanino Vincenzo Montella.

ESORDIO IN PREMIER LEAGUE

Acquistato dal Liverpool all’età di 17 anni, era il 2010, esordisce due anni più tardi con la prima squadra guidata da Kenny Dalglish. Lo spagnolo registra soltanto 14 presenze in campionato e 4 presenze in Europa League lasciando però a 0 il tabellino delle realizzazioni.

RITORNO IN SPAGNA

Nell’estate del 2013 viene ceduto in prestito all’Almeria di Vilchez dove trova una buonissima condizione fisica e continuità di gioco collezionando ben 33 partite. Con la squadra spagnola va a segno tre volte e regale 9 assist vincenti ai suoi compagni. Dopo il prestito in terra spagnola ritorna in Inghilterra, al Liverpool, dove però a causa di un infortunio non va oltre ad una sola presenza in League Cup.

ARRIVO IN ITALIA

La parentesi in Andalusia incuriosisce i dirigenti del Milan che dopo averlo osservato da vicino decidono di acquistare il cartellino dal Liverpool nel gennaio del 2015. Lo spagnolo, da sempre considerato un talento purissimo, però nel corso dei primi mesi in Italia non riesce ad incantare i tecnici rossoneri Filippo Inzaghi, prima, e Sinisa Mihajlovic poi pur facendo intravedere, a sprazzi, giocate molto interessanti e ad alto tasso tecnico. La rivincita, o la rinascita calcistica, per l’ex Liverpool inizia dal prestito al Genoa di Gianpiero Gasperini nel gennaio 2016 nel quale ritrova subito la titolarità, la continuità e soprattutto i gol, ben 6 in 19 presenze. Quelli nella città della lanterna son sei mesi fondamentali per lo spagnolo che riesce così a convincere il nuovo tecnico rossonero Vincenzo Montella a dargli piena fiducia. L’ex allenatore di Fiorentina e Sampdoria, appena atterrato sui campi di Milanello, disegna il nuovo Milan e Suso diventa una pedina essenziale del tridente offensivo, giovane e veloce, al fianco de El Peluca Carlos Bacca e M’baye Niang.

LEADERSHIP DA CAMPIONE

Suso viene posizionato nella sua zona preferita, a destra del tridente e si incastra fin da subito con il gioco dell’aeroplanino trovando un’intesa eccellente con i compagni d’attacco. Diventa sempre più importante, un leader che trascina tutta la squadra, che fa assist (12 occasioni da rete potenziali e 4 assist vincenti) e gol (5 in 18 presenze) tra cui la bellissima e fondamentale doppietta nel derby contro l’Inter del 20 novembre scorso terminato con il punteggio di 2-2. Tra gli assist più belli, invece, troviamo quello per il gol di Giacomo Jack Bonaventura nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus dell’ex Massimiliano Allegri. Un assist davvero importantissimo che ha consentito all’ex atalantino, con un grande colpo di testa, di trovare il pareggio e, dopo gli extra time, di portare i rossoneri a conquistare la Coppa nella lotteria dei calci di rigore. Per Suso, come per moltissimi giovani rossoneri, è il primo trofeo importante della carriera, un trionfo da mettere nel proprio palmares personale. Questo trofeo, Suso, lo ha vinto da protagonista, da talento puro e da nuovo eroe milanista.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Italia, partenza col botto, ma piedi per terra
Tags: ,