“Violazione dei diritti umani in Qatar”: nonostante la protesta dei tifosi, il Bayern Monaco è di nuovo a Doha

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

bayern monaco
Come di consueto, nel mese di gennaio la Bundesliga osserva una lunga pausa durante la quale i club tedeschi ne approfittano per svolgere il cosiddetto ritiro invernale, rifinendo ulteriormente la preparazione e giocando alcune amichevoli affinché i calciatori possano mantenere la propria condizione fisica e possano riprendere, nel migliore dei modi, la stagione calcistica. Da sette anni a questa parte il Bayern Monaco, capolista del campionato, in questo periodo si reca in Qatar, grazie anche al ricchissimo contratto di sponsorizzazione che lega la squadra bavarese all’aeroporto di Doha.
Questa collaborazione tra la squadra teutonica ed il Qatar, però, non viene assolutamente vista di buon occhio dalla parte più calda della tifoseria del Bayern Monaco e da alcuni partiti politici tedeschi. L’attacco rivolto al paese che ospiterà i campionati del mondo di calcio del 2022 è sopratutto quello relativo alle continue denunce internazionali per il mancato rispetto dei diritti umani.
Nel 2015, ad esempio, il gruppo S&D al Parlamento Europeo chiese ufficialmente alla società del Bayern Monaco di non effettuare il proprio ritiro in Qatar, tramite le parole di alcuni dei suoi principali esponenti: “Il Bayern Monaco, il più grande club di calcio europeo, sta organizzando il ritiro invernale in Qatar, sebbene organizzazioni internazionali come Amnesty International abbiamo indicato che il Paese è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. In Qatar le punizioni sono crudeli e inumane. Per la blasfemia e il consumo di alcolici le persone vengono frustate. Per l’omosessualità, sono previsti anni di prigione. Per i principali reati, il Qatar impone le peggiori pene di morte. Il Bayern Monaco, però, “chiuderà un’occhio” per non vedere la realtà in Qatar, solo perché “è conveniente”. Ma questo atteggiamento “rafforzerà solo la posizione del Paese” e non porterà nessun “onore, prestigio o maggior rispetto al club europeo”.
Dello stesso avviso sono anche i sostenitori appartenenti alla parte più calda del tifo del Bayern Monaco. L’anno scorso, infatti, gli ultras della curva biancorossa hanno fortemente protestato a seguito del sopracitato accordo di sponsorizzazione tra il club bavarese e l’aeroporto della capitale del Qatar.
“Da alcuni anni, diverse organizzazioni non governative del Qatar coinvolgono finanziariamente molte tra le più importanti società di calcio europee. Tra questi contratti, numerosi sono stati quelli identificati ed additati, anche da parte di alcuni dirigenti del Bayern Monaco, come una violazione delle regole imposte dal fair play finanziario dell’UEFA. Noi siamo convinti che anche il contratto recentemente sottoscritto dal Bayern Monaco rientri tra questi.”
Dopo aver assunto questa posizione, gli ultras biancorossi hanno quindi annunciato un evento pubblico per discutere di quanto evidenziato e per cercare di trovare una soluzione alla complessa problematica relativa al rapporto tra gli interessi economici e le questioni morali, sopratutto nell’ambito sportivo. Alla stessa manifestazione ha preso parte anche la stessa Amnesty International, che da anni, ormai, è impegnata nel cercare di portare all’attenzione dell’opinione pubblica le continue violazioni dei diritti umani in Qatar. Basti pensare, ad esempio, alla recente denuncia da parte dell’organizzazione non governativa internazionale fondata da Peter Benenson, in merito alla costruzione dello stadio Khalifa, dove, tra l’altro, si svolgerà una delle semifinali della Coppa del Mondo del 2022, realizzato “grazie allo sfruttamento dei lavoratori migranti, sottoposti a sistematici abusi che in alcuni casi corrispondono a lavori forzati.”. Tale questione è stata evidenziata grazie al rapporto, diramato dalla stessa Amnesty International, intitolato “Il lato oscuro del gioco più bello del mondo: lo sfruttamento del lavoro migrante per costruire un impianto dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar”, e volto a condannare, per l’appunto, l’indifferenza, in merito, da parte dei massimi organismi calcistici internazionali, come la FIFA.
Alla luce di tutto questo gli ultras bavaresi si erano detti fiduciosi sull’atteggiamento futuro della società del Bayern Monaco. Ma le loro speranze sono state disattese ed il club, anche quest’anno, è partito alla volta di Doha, dove sta svolgendo il ritiro invernale già da qualche giorno.
Il motivo? Puramente scaramantico, almeno a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dall’ex giocatore dell’Inter, Karl-Heinz Rummenigge, e attualmente uno dei massimi dirigenti del Bayern Monaco, che, incalzato da alcune domande proprio in merito alla scelta, per il settimo anno consecutivo, del Qatar come sede del ritiro invernale della squadra, ha risposto: “L’Aspire Academy di Doha è il miglior centro sportivo al mondo. Campi, centro di recupero, hotel, tutto nello stesso impianto che per il calcio è ideale. Doha a gennaio ha un clima ideale e il fuso orario è minimo. In vista del girone di ritorno andiamo lì da anni e, fatto importante, abbiamo vinto molti titoli. Il calcio è legato anche alla scaramanzia.”.

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