Con la rivoluzione in tre giorni di Zeman ora il Pescara si può guardare

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

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Zeman ha diretto solo 3 allenamenti e già sembra aver portato felicità e armonia, ma soprattutto speranza al Pescara. Lo testimonia la vittoria in goleada contro il Genoa. Certo sembra un po’ presto per parlare di ritorno di Zemalandia, ma se per un momento non guardassimo la classifica degli abruzzesi, ancora da paura, qualche dubbio ci verrebbe eccome.  Zeman ha subito fatto centro e rivitalizzato i suoi, avanti dopo mezzora  3-0, giocando un calcio splendido fatti di tagli, verticalizzazioni improvvise, triangolazioni mortifere. Da qui alla fine servirà, comunque, un mezzo miracolo, e soprattutto non sempre ci sarà di fronte una squadra inesistente ma con questo spirito la stagione del Pescara non è finita. Anzi si è riaperta.

Il Pescara può quindi giocarsi ancora le sue chance in questo campionato con la consapevolezza ulteriore che il progetto tecnico del boemo può andare oltre questa stagione. Zeman infatti non sarà un semplice traghettatore ma il fulcro della possibile rinascita abruzzese. A prima vista, comunque, la rosa del Pescara non sembra adatta al credo tattico del nuovo tecnico che difficilmente si discosterà dal classico 4-3-3 nelle prossime partite. Difficile comunque fare delle previsioni concrete in merito al rendimento dei calciatori biancazzurri, soprattutto perché la stagione è dura da raddrizzare. Questo potrebbe significare una scarsa motivazione in molti interpreti, e risultati in linea con quelli pessimi della prima parte di campionato. Inoltre, la rosa abruzzese ha, comunque, grossi limiti, e in alcuni ruoli elementi piuttosto mediocri, sia dal punto di vista tecnico e sia sotto il profilo della tenuta fisica.

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Zeman è tornato sulla panchina biancoazzurra dopo la trionfale stagione 2011-12. Il tecnico boemo, infatti, riuscì a riportare la squadra abbruzzese nella massima serie dopo ben 19 anni. In quella stagione il Pescara conquistò 83 punti in 42 partite, terminando il campionato con il miglior attacco. Zeman fu abile nel lanciare quelli che allora erano solo giovani di talento ma che oggi sono elementi affermati del calcio internazionale: Immobile, Insigne e Verratti.

Zeman è uno che propone innanzitutto un calcio rispettoso delle regole e dell’avversario. Pone l’atleta in quanto uomo, al centro di ogni progetto sportivo. E non è un brand da vendere al miglior offerente. Il boemo, invece, diffonde la vera cultura del lavoro, che diversi addetti ai lavori tirano fuori quando vengono messi con le spalle al muro. Un modo di fare e di essere che certamente manca nel mondo dello sport e del calcio soprattutto.
Ecco perchè è ancora attuale parlare e scrivere rivoluzione zemaniana.

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