Da Bierhoff a Orsolini, i tanti talenti lanciati nel grande calcio dall’Ascoli

Pubblicato il autore: Giovanni Romagnoli Segui
Oliver Bierhoff ai tempi dell'Ascoli

Oliver Bierhoff ai tempi dell’Ascoli (1992) contrastato dallo juventino e connazionale Jürgen Kohler

Ascoli sempre più vetrina per giocatori in cerca di riscatto o di un trampolino di lancio, i tanti esempi degli ultimi anni

Quest’anno Riccardo Orsolini, la scorsa stagione Andrea Petagna, Simone Zaza pochi anni fa, e si scava nemmeno troppo indietro nel tempo anche Andrea Barzagli, Oliver Bierhoff e tanti altri.

Ascoli Piceno, Città del Travertino, Città delle cento torri, una città di meno di 50mila abitanti che però da sempre dà del tu al calcio. Una città che ha vissuto il grande palcoscenico della Serie A per 16 stagioni (l’ultima esattamente dieci anni fa). Adesso l’Ascoli Picchio è in Serie B, cadetteria riconquistata dopo la rifondazione avvenuta nel 2014 grazie all’imprenditore italo-canadese Francesco Bellini.

Una tra le più antiche squadre di Italia, nata nel 1898, che ha legato i suoi migliori risultati ai nomi di Costantino Rozzi, carismatico Presidente ricordato anche da Buffon come esempio di passione e simpatia, e Carlo Mazzone, bandiera bianconera da giocatore e da allenatore, in grado di portare l’Ascoli per la prima volta nella massima serie con 2 promozioni in 3 anni dalla Serie C negli anni 70.

Una squadra che ha visto vestire la sua maglia da giocatori già affermati, ma che ha sempre avuto una particolare propensione a lanciare nel grande calcio calciatori in cerca di riscatto o semplicemente di un trampolino di lancio. La cronaca delle ultime settimane lo testimonia bene con il passaggio di Riccardo Orsolini alla Juventus (poi tornato immediatamente in prestito all’Ascoli per terminare la stagione). Il talento classe ’97, nato ad Ascoli e da sempre bianconero, ha stregato tutti con prestazioni di livello assoluto lo scorso anno con la Primavera e questa stagione in prima squadra dove ha già segnato anche 6 reti.

Ma quello di Orsolini è solo l’ultimo di tanti esempi. E senza dover scavare nemmeno troppo a fondo, lo scorso anno fu Andrea Petagna a mettersi in luce con la maglia ascolana. Uscito dal settore giovanile del Milan ha cercato la sua dimensione tra Sampdoria, Latina, Vicenza prima di (ri)trovarsi ad Ascoli dove ha segnato 7 gol e dove si è guadagnato l’attenzione dell’Atalanta. Oggi con gli orobici incanta tutti con il suo fisico possente che gli permette di spaccare le difese.

E sempre nel reparto avanzato, appena quattro stagioni fa, prima della consacrazione in Serie A con il Sassuolo e poi con la Juventus, dove aveva segnato una caterva di gol Simone Zaza? Ovviamente all’Ascoli dove ha timbrato il cartellino ben 18 volte su 35 incontri.

Spostiamoci qualche metro (e anno) indietro, e arriviamo al reparto difensivo, stagione 2001. Dalla Rondinella, Serie C2, arriva all’Ascoli (all’epoca in C1) un giocatore che appena 5 anni dopo sarebbe diventato Campione del Mondo e che rispondeva al nome di Andrea Barzagli. Con la maglia dell’Ascoli conquista una promozione in Serie B, rimane un’altra stagione e poi spicca il volo nella massima serie approdando al Chievo. Il resto è storia.

Torniamo al reparto avanzato e ci viene subito in mente anche Fabio Quagliarella arrivato all’Ascoli nel 2005 dove contro il Treviso segna il suo primo di tanti in gol in Serie A. L’anno seguente ne farà ben 13 con la Sampdoria dove si consacrerà.

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Di esempi come detto in apertura ne potremmo fare tanti, oltretutto anche chi ha seduto sulla panchina del Del Duca spesso ha poi fatto ottime cose (Mazzone e Giampaolo giusto per citarne un paio), ma fermiamoci ai giocatori e chiudiamo con un altro giocatore che ad Ascoli ha legato il suo nome a suon di gol prima di farlo anche con la nazionale tedesca e con alcune big del nostro calcio, Udinese e Milan su tutte. Era l’estate del ’91 quando l’Inter acquista un 23enne dal Salisburgo, dove aveva segnato ben 23 reti, per poi girarlo direttamente in prestito all’Ascoli. L’impatto con la Serie A per il giovane attaccante non è dei migliori, i bianconeri retrocedono ma lui rimane nelle Marche. In serie B la musica cambia, tre anni dove segna 48 gol. Stava (ri)nascendo una stella, quella di Oliver Bierhoff. Dal ’95 al ’98 veste ancora il bianconero, quello dell’Udinese però, dove ottiene risultati eccezionali. Prestazioni che ripeterà poi anche al Milan nelle tre successive stagioni.

Chi sarà il prossimo? Un occhio su Andrea Favilli andrebbe buttato. Scuola Juventus, in constante crescita e già in rete anche lui 6 volte, potrebbe essere molto presto pronto al grande salto.

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