Da Roma e Inter fino al Palermo americano e al closing cinese del Milan. Un campionato di A sempre più straniero

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Anche se il calcio italiano non ha il fascino della Premier League, le squadre del Bel paese mantengono comunque un certo appeal, aprivano da tutto il mondo, i nuovi investitori del pallone. Perché ormai il nostro calcio non è più il nostro e basta, è di chi lo paga. Come la ricerca di un nuovo eldorado, anche se la serie A (e non solo quella) è terra di nuove speranze per chi arriva da un mondo lontano . Il primo club ad attirare l’attenzione fu il Vicenza, nel 1998 a rilevare i biancorossi fu la società inglese Epic, finanziaria del settore petrolifero. Nel 2004 tornò in mani italiane, la famiglia Cassingena insieme ad altri imprenditori che operano attorno ai supermercati Sisa, acquistano il pacchetto azionario, di cui Sergio Cassigena diviene primo azionista.
Il Pavia Calcio, invece, è il primo club italiano di livello professionistico che passa in mani cinesi. La società che ha centodue anni di vita e che giocava in Lega Pro. I Zanchi l’ha cedettero alla famiglia Pingy Shangai. Nel 2011, prima dell’avvento di Tacopina, arrivarono i russi a Venezia. Qui Jurij Korabin compra le quote del Football club Unione Venezia e fonda la Holding “Venice Football Academy” divenendo il primo presidente russo in Italia. Parallelamente al Venezia l’avvocato newyorchese Tacopina e il magnate italo-canadese Joe Saputo vanta un patrimonio personale che si aggira a 3,4 miliardi di dollari. In Brianza a Monza Anthony Armstrong, imprenditore inglese naturalizzato brasiliano che nel maggio 2013 acquista il Monza. In serie A i club in mano straniera sono la Roma (di James Pallotta), l’Inter di Zhang e Thohir e ultimamente stanno per diventare in mano straniera il Milan di Berlusconi. E il Palermo, proprio negli ultimi giorni Zamparini si è dimesso. Entro quindici giorni verrà nominato il nuovo presidente, che verrà presentato in conferenza stampa. Il nuovo presidente è membro e anche rappresentante di un fondo anglo-americano, che si è contrattualmente impegnato ad investire nei progetti del gruppo Zamparini con priorità iniziale negli investimenti. Del Palermo Calcio e negli impianti sportivi da realizzare a Palermo, ovvero lo stadio ed il centro sportivo. Obiettivo degli investitori sarà riportare il club nella posizione che la città merita, quella europea, con un programma di 3-5 anni.
Ormai il calcio  è diventato “core business”. Siamo entrati nel mondo della globalizzazione, dove tutte le squadre sono in una corsa frenetica all’arricchimento, senza guardare in faccia a nessuno. L’unica certezza che abbiamo è che l’Oriente è interessato al Milan è interessato al denaro che potrebbe arrivare dall’Oriente. Il Milan ha comunicato che l’assemblea dei soci si svolgerà proprio venerdì il 3 marzo 2017 alle ore 9:30. Sembra ormai tutto pronto per il closing definitivo che sancirà il passaggio della società da Berlusconi alle cordate cinesi della Sino Group. I cinesi hanno versato 200 milioni e quindi Berlusconi non può tifarsi indietro altrimenti pagherebbe una salatissima penale, ma se il problema è riconducibile all’acquirente gli scenari cambierebbero. L’architettura di questa operazione prevede che si incastrino una serie di tasselli, gli stessi advisor aspettano segnali della Cina, basta poco quindi per mettere in fibrillazione l’ambiente. L’attesa ormai durada questa estate e a 72 ore dall’ora X, l’unica cosa certa è che il Milan avrebbe meritato un clima più disteso.
Il calcio può essere paragonato ad una grande multinazionale che vende, compra, esporta piccoli talenti o grandi giocatori. Chissà se tutta la serie A prima o poi diventerà straniera.

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