Dani Alves: “Via da Barcellona? Ecco perchè”

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui
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Calciomercato Juventus, la Cina tenta Dani Alves

Vivace e diretto, con un futuro da promesso cantante. Daniel Alves, classe 1983 si racconta in un’intervista lunga 55 minuti sul portale ABC. L’esterno della Juventus è un tipo particolare, giocherellone, ma soprattutto felice, nonostante alcuni incidenti di percorso: “Nella vita ci saranno sempre cose non piacevoli, è inevitabile. Viviamo in una società vittimista, che ha degli alibi su tutto. Qualunque cosa accada, dobbiamo essere più felici“. E’ grazie al padre, se oggi il numero ventitré bianconero riesce a praticare questo stile di vita.

Una serenità che non trova nel calcio, definito un hobby che gli arreca non poche preoccupazioni. Un mondo, all’interno del quale, Dani Alves evidenza tutti i fattori negativi, che lo portano ad essere un calciatore con una fama non tanto apprezzata: “Il calcio è molto ipocrita: per questo sono molto deluso. La fama è una m***a. Da piccolo mi esercitavo a fare il mio autografo, perché sognavo di essere famoso. Ma questa è la mentalità che fa parte dell’innocenza di un bambino. la realtà è che non avevo idea di cosa significasse. Ora che sono famoso, mi rendo conto di quanto le persone famose siano mal viste. Il calcio porta ipocrisia, invidia e false amicizie”.

E’ un Dani Alves che spiazza, completamente diverso dal personaggio che espone in pubblico giacche leopardate, scarpe in pelle e occhiali da sole, degni soltanto della settimana della moda di Milano. Un personaggio distante anni luce dai video pubblicati sul social Instagram, in cui mostra tutto il suo talento canoro. Ed è proprio la musica al centro dei suoi pensieri, soprattutto dopo aver appeso le scarpe al chiodo: “Sicuramente. Amo la musica: sono convinto che in un’altra vita sarei stato un cantante. In Brasile, ho una casa di produzione, compongo e aiuto i gruppo che iniziano a farsi conoscere: quando smetterò con il calcio, mi dedicherò completamente alla musica, è la mia più grande passione“. Un’ugola d’oro mancata, quella di Dani Alves, ma non ancora svanita nel nulla, nonostante le molte critiche da parte del pubblico. “E’ vero che canto molto, e la gente mi critica per questo, ma come si dice in Brasile: chi canta allontana i mali“.

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Durante l’intervista rilasciata al giornale spagnolo, l’estero della Juventus motiva l’addio al Barcellona ed il successivo approdo a Torino, utilizzando frasi dirette e schiette, proprie del suo carattere. Nelle ultime tre stagioni, le voci su un suo probabile addio si susseguivano con frequenza, ma “i dirigenti non mi dicevano mai nulla in faccia. Erano molto falsi e non avevano alcun rispetto per me. Mi è stato offerto il rinnovo del contratto solo quando sono stati sanzionati dalla Fifa. Chi gestisce oggi il Barcellona non ha idea di come trattare i propri giocatori“.
Il brasiliano non ha sentito il giusto rispetto da parte della dirigenza blaugrana, tanto da lasciare la Catalona gratis  – “un gesto di classe” – per “poter competere in un club storico e vincente, perché io sono un vincente e la Juventus è altrettanto. E’ un’istituzione che ha sempre qualcosa da insegnarti, che compete sempre. Qui sono felice e ho nuove e belle sfide in questo gruppo“.

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Tra gli obiettivi da raggiungere, la vittoria della Champions League è sicuramente uno tra questi, ma guai a nominarla tra gli ambienti di Vinovo: “Qui sono tutti molto superstiziosi e lo dicono a voce bassa: facciamo passo dopo passo. Prima contro il Porto di Casillas, poi vedremo cosa succederà“.

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