Deulofeu e il Diavolo, uniti da un tocco divino

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

deulofeu
Deulofeu
. In catalano significa letteralmente “fatto da Dio” o “lo ha fatto Dio”. Non cambia granché il modo in cui volete leggerlo. Il senso resta lo stesso. Quel senso del divino che fa gridare alla predestinazione, che prende corpo in un dribbling, un passaggio, anche in un semplice stop. Lo ha fatto Dio! Verrebbe da urlare all’89esimo di Bologna Milan, recupero della 18esima giornata di campionato, non disputata a dicembre per via della Supercoppa Italiana. Dopo una partita incredibile, Deulofeu ha scelto il momento migliore per illuminarsi di un fascio di luce ultraterreno.

Una cosa da non crederci. Neanche Deulofeu ci ha creduto quando, appena ha realizzato che Pasalic (finalmente!) l’aveva messa dentro, si è portato le mani fra i capelli, come a dire “ma che abbiamo fatto?”. Già, ma che partita ha giocato il Milan? Prima in 10 per l’espulsione di Paletta, poi in 9 per quella di Kucka, e nel frattempo cambi obbligati per l’infortunio di Romagnoli. La difesa dei rossoneri ad un certo punto recitava Zapata, Gomez e Vangioni, come nel peggiore degli incubi dei tifosi. Poi Suso si è messo a fare il terzino, e Poli, elogiato in modo commovente da Vincenzo Montella a fine gara, ha corso per due, tre, quattro persone. Il dono dell’ubiquità di Poli doveva lasciar presagire qualcosa di divino al Dall’Ara. Addirittura con un ginocchio gonfio, momento in cui ogni milanista ha pensato che il Diavolo stesse giocando in 8 e mezzo, il centrocampista trevigiano ha continuato a inseguire ogni bolognese, come fa un toro con un fazzoletto rosso.

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Una gara difficile, lo sarebbe stata anche in 11 contro 11. Tanto difficile quanto epica per come è andata a finire. I rossoneri avevano già sfiorato il vantaggio in qualche occasione, Pasalic da solo ha avuto tre nette possibilità di portare in vantaggio il Milan, così come grazie al solito Donnarumma il risultato è rimasto sullo 0-0 fino all’ultimo respiro. 89esimo. Da un rinvio d’esterno destro di Gomez, Deulofeu si è lasciato guidare dal fascio di luce. Qui è nata la magia. Avrebbe potuto tenere quel pallone vicino alla bandierina del calcio d’angolo, avrebbe potuto temporeggiare, 0-0 in 8 e mezzo contro 11 sarebbe stato già un ottimo risultato.

E invece no. Il numero 7 fatto da Dio, ha deciso di rientrare sul lato corto dell’area di rigore, sfidando Maietta, prima da fermo. Poi lo scatto bruciante, all’89esimo di una partita passata a correre a destra e a sinistra. Di Maietta neanche più l’ombra. Deulofeu è entrato in area di rigore, ha alzato la testa e ha visto l’altro ragazzino in prestito dalla Premier League dare sfogo alle ultime risorse per buttarsi dentro. Un tocco dosato, fatto con una calma divina, con il pallone che, prima di arrivare sul mancino di Pasalic è passato sotto le gambe di Krafth. 1-0 per il Milan. Mani fra i capelli per Deulofeu, per la panchina incredula, per tutti quelli che su un divano non potevano minimamente pensare che 8 giocatori e mezzo avrebbero avuto la meglio su altri 11, fuori casa.

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Lo ha fatto Dio! Lo ha fatto Dio! Per il Diavolo…niente da dire, il calcio unisce proprio tutti!

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