Empoli, l’iter per il nuovo Castellani ad un punto di svolta

Pubblicato il autore: Fausto Leone Segui


Vigilia della ventitreesima giornata di Serie A, quarta giornata del girone di ritorno, e la classifica sembra in parte già scritta, almeno per quanto riguarda le ultime della classe. Crotone (che ha disputato una partita in meno, ma contro la Juventus), Palermo e Pescara hanno raccolto finora rispettivamente 13, 11 e 9 punti. Gli abruzzesi addirittura non hai mai vinto sul campo dall’inizio della stagione: gli unici 3 punti conquistati sono stati comminati dal giudice sportivo, uno 0-3 a tavolino nella sfida contro il Sassuolo alla seconda giornata (dopo che sul campo i neroverdi di Di Francesco avevano vinto 2-1) per l’assenza di Ragusa dalla lista dei 25 presentata alla Lega. E se una rondine non fa primavera, il veemente 4-1 del Crotone contro l’Empoli di domenica scorsa appare ancora troppo poco per poter pensare ad una risalita dei calabresi, ora a otto punti di distanza proprio dall’Empoli quartultimo in classifica (21 punti).

Ecco allora che, in una classifica così cristallizzata – qualcuno si è azzardato anche a parlare degli scarsi stimoli per le squadre di metà classifica, che con buona parte del campionato ancora da giocare si trovano già prive di obiettivi concreti: un pronostico prontamente smentito dai risultati dell’ultima giornata, con la Samp vittoriosa a Marassi con la Roma e il Chievo che batte la Lazio all’Olimpico – gli argomenti di conversazione su alcune delle società di serie A si spostano sul versante extra-campo. A Empoli in questi giorni, ad esempio, si parla molto di più dell’affaire stadio che dell’acquisto di El Kaddouri dal Napoli o della cessione di Saponara agli odiati rivali della Fiorentina. Piccolo riepilogo: come la quasi totalità delle società italiane, l’Empoli disputa le partite casalinghe allo stadio Carlo Castellani, di proprietà del Comune, a cui la società presieduta da Fabrizio Corsi paga ogni anno un affitto per l’utilizzo non esclusivo. Il Castellani è spesso portato ad esempio negativo della condizione degli stadi italiani, un fattore che negli ultimi anni ha reso la Serie A il campionato con il numero medio di spettatori minore fra le quattro leghe europee più importanti (nelle prime nove giornate di questo campionato è stato di 21.400 spettatori a partita, quasi la metà dei 41.300 spettatori che registra ogni settimana la Bundesliga prima in classifica; se calcoliamo invece la percentuale di riempimento degli stadi, la Serie A  è addirittura sesta, dietro la 2. Bundesliga e la Ligue 1 francese).

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Castellani di Empoli, l’iter per il nuovo stadio

Due anni fa Corsi e l’ad della società empolese, Francesco Ghelfi, hanno presentato un ambizioso progetto di rinnovamento dell’impianto, la cui costruzione risale al 1965: con un aumento minimo dei posti a sedere (17500 contro i 16.300 odierni), copertura di tutti i settori dello stadio, sky-box, aree commerciali (si parlava di Conad e Euronics già pronti a investire) e soprattutto con una partnership già in fase di definizione con l’azienda energetica Enegan, disposta a investire una cospicua parte degli 11 milioni richiesti dai lavori per rinnovare il Castellani. Il progetto è stato però bloccato quasi subito dall’amministrazione comunale, contraria all’eliminazione della pista d’atletica. Il sindaco Brenda Barnini ringraziò l’Empoli per il progetto, dichiarando al contempo che per l’amministrazione era prioritario che il Castellani mantenesse al suo interno anche la pista di atletica.
Adesso Ghelfi ha dichiarato che il progetto del nuovo stadio, disegnato dall’architetto Roberto Puliti, potrebbe essere ad un punto di svolta. Il CONI e l’amministrazione comunale sembrano essere sempre più convinti a spostare l’atletica nell’impianto in zona Santa Maria, un cambiamento che potrebbe finalmente sbloccare l’iter dei lavori e permettere all’Empoli di avere una nuova casa nel giro di pochi anni. Nell’agosto 2015 Ghelfi sosteneva che i lavori sarebbero durati due anni; allo stato attuale, non è da escludere che la “Baby Allianz”, com’è stato soprannominato il nuovo Castellani – che con l’impianto bavarese condividerebbe una copertura a nido d’ape in policarbonato –  potrebbe essere pronta per il 2020, burocrazia permettendo.

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