Favilli, Juventus andata e ritorno. Santacroce, vedi Napoli e riparti dalla Juve Stabia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Favilli, ecco il nuovo Vieri

20 anni ancora da compiere, 190 cm di altezza e un grande fiuto del gol , questo è Andrea Favilli, centravanti dell’Ascoli, sempre più tra i protagonisti del campionato di serie B. Professione bomber, Favilli è transitato due stagioni fa dalla primavera della Juventus, per poi trasferirsi al Livorno. Marotta e Paratici non hanno perso di vista il giovane attaccante pisano di nascita. Favilli è in prestito all’Ascoli dal Livorno, il diritto di riscatto è in favore dei marchigiani, qui entra in campo la Juventus. I bianconeri infatti aiuteranno l’Ascoli a riscattare il giovane attaccante per 3/4 milioni di euro dal Livorno, così da riportarlo in orbita Juve. Marotta per la prossima stagione, sempre dall’Ascoli, Orsolini, altro giovane molto interessante della squadra allenata da Alfredo Aglietti. Entrambi classe ’97, stanno trascinando a suon di gol l’Ascoli in questa stagione di serie B. Favilli ha già realizzato 7 reti in 19 partite, conquistano la maglia da titolare dei bianconeri marchigiani. Ascoli è stata sempre terra florida per i bomber, negli anni d’oro al Del Duca sono transitati grandi attaccanti, come Oliver Bierhoff. Per stazza e caratteristiche Favilli ricorda un po’ il centravanti tedesco, diventato poi grande con Udinese e Milan. Altro paragone eccellente per Favilli è quello con Bobo Vieri, anche lui centravanti della Juventus della stagione 1996/1997. Il giovane bomber non ha preso bene il mancato riscatto della Juventus dopo il prestito al Livorno:” E’ stato un dispiacere non rimanere alla Juventus e tutto quello che è successo dopo è stato pesante psicologicamente. Sono successe cose che non mi aspettavo da persone di cui mi fidavo, ma non credo che la porta delle Juve sia chiusa, ci può essere sempre un’altra possibilità”. Il fisico c’è, il fiuto del gol anche, il carattere da toscanaccio pure, resta da vedere se Favilli saprà emulare Vieri nel corso della sua, si spera, luminosa carriera.

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Favilli resta in orbita Juventus, Santacroce riparte ancora dalla Campania

Quando nell’estate 2008 arrivò a Napoli dal Brescia Fabiano Santacroce era considerato il nuovo Nesta, l’allora 22 enne italobrasiliano era uno dei difensori più promettenti del calcio italiano. Con Reja in panchina il ragazzo cresciuto nel Como indossa che la maglia numero 13, numero caro all’ex difensore di Lazio e Milan. L’inizio al Napoli è più che promettente, la squadra nelle prime giornate è nelle posizioni di altissima classifica. Poi però la stagione da azzurra diventa sempre più grigia, Reja viene esonerato, arriva Donadoni e niente sogni di gloria. La stagione successiva arriva Mazzarri in panchina, per Santacroce comincia una serie di infortuni che ne condizionano inevitabilmente il rendimento. Nell’estate del 2011 Santacroce tenta il rilancio a Parma, ma anche qui gli infortuni non lasciano in pace il difensore nato a Camacari, in Brasile. Negli anni successivi i trasferimenti a Padova, ritorno a Parma e Terni non rappresentano di una carriera ormai in fase calante. Il 30 giugno 2016 Santacroce si svincola dalla Ternana, poi un lungo stop prima delle firma con la Juve Stabia nel gennaio di quest’anno. Sicuramente l’etichetta di nuovo Nesta non ha portato fortuna a Santacroce, anche una vita non proprio da professionista esemplare, qualche infortunio hanno fatto il resto. A 31 anni però l’ex Napoli si è rimesso in gioco, in una squadra che ha voglia di tornare nel calcio dei grandi, in bocca al lupo Fabiano.

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