Fiorentina: frammenti di un disastro

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Se si chiudono gli occhi un istante e si pensa a quanto successo, si fa fatica a crederci. Anche se la Fiorentina non è nuova a queste imprese a rovescio (vedi lo 0-3 contro la Juventus di Coppa Italia nel 2015) si rimane sempre basiti. Il 2-4 rimediato, sempre a domicilio, contro il Borussia Monchengladbach, fotografa abilmente la stagione vissuta sin qui dalla squadra viola. Certo, la compagine di Sousa è sempre imbattuta tra le mura amiche come Juventus e Roma, ma alzi la mano la persona a cui questo può importare ora. Se nella passata stagione furono Tottenham e Carpi le squadre giustiziere dei gigliati in Europa League e Coppa Italia, oggi sono Borussia e Napoli e la differenza non è poi così troppa: in comune sta il fatto che a febbraio si doveva solo pensare al Campionato. Nella stagione 2015-2016 la Fiorentina riuscì, in un modo o nell’altro a classificarsi quinta: oggi questo traguardo è una chimera, se si pensa che l’Atalanta, quinta classificata, è distante ben otto punti. Il mercato, sia estivo che invernale, è stato deludente, con la solita ridda di giocatori che ha visto poco o niente il campo. Solo Sanchez si è salvato, ma non è ancora al top. E’ stato preso Sportiello, ma pare sia stato accantonato dopo il 3-3 interno con il Genoa. Le uniche note liete vengono da Chiesa e da Bernardeschi, anche se quest’ultimo pare destinato ad andarsene, destinazione Inter. Si è smarrito irrimediabilmente Gonzalo Rodriguez, Borja Valero va a sprazzi, così come Astori. Kalinic riesce a salvare la barca, ma a volte (vedi Milan) i suoi gol non bastano. Babacar non è proprio nei pensieri (eufemismo) del mister portoghese, e Tomovic è finito addirittura in panchina, ma pare, con molti sospiri di sollievo dei tifosi viola. Badelj pure pare l’ombra di sè stesso. La sensazione è che il mini-ciclo sia finito, e che la squadra non creda più in sè stessa. Alla fine della stagione mancano 13 partite e poi ognuno prenderà la propria strada. Addirittura se Sousa non dovesse far bottino pieno a domicilio contro un Toro assetato di punti (il che non è da escludere) potrebbe anche essere sollevato dall’incarico anzitempo. Molti hanno applaudito i suoi successi, ma molti anche son rimasti sorpresi ed arrabbiati per i cambi di modulo e le sostituzioni tardive, e sicuramente più di qualcuno avrà rimpianto Montella, oggi allenatore felice del Milan. Di certo, il mister portoghese ha capito che con questa proprietà difficilmente si potrà andare lontano: responsabilità da ambo le parti, certo: ma quanta delusione. Ora bisognerà rimboccarsi davvero le maniche e tentare fino all’ultimo una rimonta che sarebbe, questo si, clamorosa. Come sempre, la parola al campo, anche se per molti tifosi la stagione è già al capolinea. Già: a Firenze non ci si annoia proprio mai.

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