Il brutto momento del Verona

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui


Solitamente per antonomasia, si indicano come favorite per la risalita nella massima serie le squadre appena retrocesse. Per la stagione 2016-2017 i pronostici erano tutti per l’Hellas Verona, la cui guida era stata affidata a Fabio Pecchia. Toni nel direttivo, la conferma di Pazzini e Romulo, il lancio del giovane Ganz e di altri promettenti come Luppi avevano fatto ben sperare. Ma se il girone di andata ha visto i gialloblu primeggiare (seppur con distanze non siderali dalle inseguitrici) nonostante pesanti sconfitte (0-4 interno con il Novara, 5-1 con il Cittadella), il girone di ritorno ha visto un’involuzione quasi totale della squadra, con una serie di risultati negativi da lasciare a bocca aperta.
Il ko di ieri, seppur maturato su calcio di rigore, fa male e fa lasciare (si spera temporaneamente) agli scaligeri la piazza d’onore per ottenere la A diretta, giusto premio ai tifosi per l’enorme pazienza avuta dopo il negativo campionato precedente, con una retrocessione maturata tre giornate prima della fine, con nessuna vittoria nel girone di andata e un totale di 28 punti in 38 partite, forse l’annata peggiore dell’intera storia dell’Hellas Verona. Pazzini (in ombra da un pò di partite)afferma che la squadra ha i mezzi per rialzarsi ma intanto la classifica dice che la vetta dista cinque punti e capolista è proprio il Frosinone, guarda caso un’altra delle retrocesse (il Carpi naviga a metà classifica). Tempo per recuperare ce n’è, e la seconda dista due lunghezze, ma bisognerà darsi da fare immediatamente, altrimenti toccherà passare dalle forche caudine dei playoff, non necessariamente una passeggiata. Urge una inversione di rotta immediata e bisognerà iniziare da domenica prossima, quando la squadra di Pecchia affronterà in casa la Ternana, una squadra che ha un grande bisogno di punti. Poi si andrà a Brescia: vincere queste due gare vorrà dire prendere una significativa boccata d’ossigeno: altrimenti sarà notte fonda.

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