Intervista Sarri: “Un giorno potrò dire ho giocato al Bernabeu una partita di Champions”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

intervista sarriLunga intervista Sarri ai microfoni di Sky Sport con Paolo Condò. Il tecnico toscano si è lasciato andare in una lunga chiacchierata parlando di tanti argomenti, dai suoi inizia all’incontro con Maradona, passando per l’addio di Higuain. Un’intervista avvenuta tra i vicoli e i paesaggi mozzafiato che solo una città come Napoli sa regalare.

 

Intervista Sarri, il rapporto con ADL

Dopo aver parlato del grande Diego Armando Maradona, Sarri racconta il suo rapporto con il patron De Laurentiis:“Solitamente molto sereno, è un presidente che ha momenti di incazzatura improvvisi, ma brevi. Dopo pochi minuti torna quello di prima. Nelle riunioni o nelle telefonate con me è sempre tranquillo e contenuto. Accontentare? Io non ho chiesto nulla, non sono un tecnico di questo tipo, ma ormai in questo lavoro nessuno parla più di campo ma solo del mercato. Ci sono gli stadi vuoti, ma tutti parlano di mercato, significa s’è perso di vista la realtà. Secondo me si migliora col lavora ma per mentalità non sono uno che dice voglio questo o quello, anche perchè sono in un club in cui non è fattibile, altri in Europa hanno fatturati molto elevati. E’ giusto che ADL salvaguardi la società”.

 

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Intervista Sarri, Higuain core ‘n grato

“Non ha mai avuto diffidenza. E’ un ragazzo particolare, ha bisogno di certe cose per rendere al meglio. Ho sempre detto che è il centravanti tipico più forte del mondo, a lui poco, ma gli chiedevo tanto in allenamento. Deve pretendere tanto da se stesso, erano più rimproveri che elogi, ma pubblicamente lo elogiavo. L’abbandono è stato un momento brutto, mi potevo aspettare la Premier, non la Juventus. Questo ha reso più pesante l’abbandono. Per un po’ non l’ho sentito, non volevo neanche sentirlo. Come un figlio che ti fa arrabbiare, lo sbraneresti per qualche giorno, ma resta un figlio. Ha fatto una scelta discutibile, ma questo non significa che non sia una persona a posto”. 

Con Insigne rimproveri come un padre? “E’ un ragazzo solare, si sta bene con lui, ha sempre il sorriso. A volte va ricondotto al giusto modo di comportarsi e pensare, ma è uno a cui ti affezioni. Da lui pretendo molto, ha talento, ma può fare di più”.

 

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Intervista Sarri, la sfida al Real Madrid


La doppia sfida al real Madrid è quella delle grandi notti, andata al santiago Bernabeu e ritorno al San Paolo, Sarri è pronto: “Il Real Madrid è una squadra che ti può ribaltare una partita anche nel giro di pochi minuti. C’è la soddisfazione di andare a fare una partita importante, contro la squadra forse più importante del mondo in uno degli stadi più importanti del mondo. C’è il timore che prende tutti, è inevitabile, nessuno è un super uomo e ti chiedi ‘saremo all’altezza di questi?’, io credo di sì alla fine, potranno avere qualcosa in più, ma in partita possiamo starci. Un giorno potrò dire ho giocato al Bernabeu una partita di Champions. E’ stata dura, ma sono luoghi comuni. Si valuta una persona da piccoli particolari, non dalla persona. Io mi metto la tuta perchè faccio un lavoro da campo, mi sembra ridicolo andare sul campo col vestito da matrimonio. Poi se devo rappresentare la società metto la divisa sociale, in campo no. In questo il presidente non ha mai battuto ciglio. Ho fatto tutto a modo mio, qualcosa ho pagato perchè le etichette si pagano, ma su tanti aspetti ho avuto ragione”. 

 

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