L’addio di Frank Lampard, finale amaro fatto di calcio e console…

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

lampard
Con Frank Lampard dice addio al calcio l’ultimo baluardo di una schiera di fenomeni. Tutti parte di un favoloso dream team…

Sono sempre stato un grande appassionato di calcio. Di calcio e di console. Tante console su cui ho giocato a tanti, troppi giochi di calcio. E dico troppi non per qualche inutile senso di colpa nell’aver sprecato (che parola orribile) il mio tempo con le dita su un joypad. Lo dico perché tutti quei ragazzetti che ho utilizzato nei miei dream team, oltre 15 anni di dream team, stanno sparendo dalle ultime edizioni. No, un momento, che avete capito? Spariscono perché sti ragazzetti nel tempo sono diventati ragazzi, uomini, fino al ritiro dal mondo del calcio.

E se non ci sei più nel mondo del calcio, non sei più neanche nei giochi di calcio. Direi che non fa una piega. E così, dopo aver dovuto rinunciare allo strapotere fisico di Nesta e Maldini, ai “missili” di Gerrard e Roberto Carlos, alla classe di Del Piero e Raul, dall’anno prossimo dovrò rinunciare anche alle geometrie di Frank Lampard. A 38 anni infatti, e dopo 21 di onoratissima carriera, il centrocampista inglese ha detto basta. Un anno appena in Mls, negli Stati Uniti, dopo una vita nel Chelsea e una brevissima apparizione nel Manchester City. Non tanto breve da risparmiare lo sgarbo del gol dell’ex ai Blues.

Il guaio è che a differenza di dieci anni fa, queste console si connettono a internet, scaricano aggiornamenti, fanno il calciomercato praticamente sole. I tempi in cui passavo il mese di gennaio a segnarmi chi si trasferiva dove per poi spostarlo manualmente sono finiti da un pezzo. Cioè, al prossimo aggiornamento di rose Lampard sparirà dal mio gioco. No, non vi dirò quale. Sappiate che li ho giocati entrambi. Prima un sostenitore accanito di quello, poi fan sfegatato dell’altro.

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Cioè, Lampard era uno di quei giocatori che nelle prime edizioni aveva un nome diverso dal suo, per quella fastidiosa questione dei diritti (fastidiosa per noi gamers, ovviamente). Per quattro-cinque anni è stato un acquisto indiscusso del mio centrocampo. Da sempre tifoso del calcio inglese, come avrei potuto lasciarlo altrove? Lo prendevo quando bastavano dei semplici punti esperienza per avere qualsiasi tipo di calciatore all’interno della mia squadra, l’ho preso anche quando i programmatori hanno iniziato a farci sudare sette camicie con la storia delle sterline e il calciomercato, come se non bastasse già la tensione delle partite di Premier League.

Bello da vedere, pulito, con quell’intelligenza artificiale così simile alla realtà da fare paura. La punta aveva la palla e lui entrava da solo, come un treno. Segnava, mamma mia se segnava con quegli inserimenti. E poi punizioni, rigori, calci d’angolo. Per un paio d’anni si è meritato anche la fascia da capitano. Oh, parlo sempre del mio dream team, che sia chiaro. La dura battaglia era tra lui e Gerrard, capirete che non era cosa semplice. Già l’attribuzione del numero mi mandava in crisi! A chi dare l’8? A Stevie o a Franky? La fascia se la sono spartita, non c’era altra soluzione.

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Lampard è solo l’ultimo di una lunga serie di furti del tempo. E questo al di là delle mie manie da gamer. Esistono giocatori che non dovrebbero smettere mai, bisognerebbe fare qualcosa, che ne so?! tipo…  ibernarli! Quei giocatori che mi hanno fatto innamorare di questo sport avrebbero dovuto esserci sempre, sul campo da calcio o nello schermo manovrati da una manopola con pretese divine. Sempre.

Ho provato a ricordare il mio dream team più forte di sempre. Ci siete? Allora, in campo con il 4-5-1. In porta Peter Schmeichel, in difesa Cafu e Maldini sulle fasce, al centro Nesta e Hierro. A centrocampo, neanche a dirlo, Lampard e Gerrard. A completare il reparto Giggs e McManaman esterni, con Rui Costa a rifinire l’unica punta, l’indiscusso idolo di sempre: Fernando Morientes. Niente, Lampard mi era rimasto come ultimo baluardo. Non mi resta che ringraziarlo per tanti anni di onorato servizio. Thank you, Frank!

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