Milan Sampdoria, i rossoneri sprecano, la classifica piange. E la testa?

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

milan sampdoria
Non ci siamo. Il Milan continua a perdere punti e terreno. Come se non bastassero gli uomini persi per strada nell’ultima settimana, la fascia sinistra è stata letteralmente falcidiata dagli infortuni di De Sciglio e di Bonaventura, ci si è messa anche la buona sorte. Diciamoci la verità, Milan Sampdoria non è stata una gara che i rossoneri hanno meritato di perdere. Il problema è un altro. Il problema è che quella contro la squadra di Giampaolo, resta l’ultima di un filotto di partite che i rossoneri hanno buttato a mare.

Non solo Milan Sampdoria. C’è la partita contro l’Udinese di una settimana fa, quella contro il Napoli, la stessa gara disputata in Coppa Italia contro la Juventus. Non erano gare da perdere. Meglio, non sono state gare che il Milan ha meritato di terminare senza neanche un punto in saccoccia.

Quindi? Milan Sampdoria ha dimostrato qualcosa? È la classica storia a cui i tifosi rossoneri hanno assistito nelle ultime tre stagioni, partenza discreta e finale tragico dopo la sosta invernale? No, continuo a non credere sia questo. Nelle passate stagioni sono stati evidenti due fattori: il calo fisico, ma soprattutto quello psicologico di una squadra che non si trovava bene in campo, confusa.

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Milan Sampdoria invece ha mostrato altro: ha fatto vedere una squadra che conosce il suo gioco, che vuole a tutti i costi proporlo, pur con evidenti limiti tecnici. Una squadra che ha attaccato, ha creato, tirato in porta, preso un palo e creato un’occasione clamorosa che chissà per quale mistero non si è conclusa con la palla in rete.

Una squadra che ha pagato un’incertezza del singolo. Rigore. Gol. Tutto in malora. Certo, nello sport, come in tutto del resto, sono i dettagli a fare la differenza. È l’accortezza, la capacità di concentrazione, la tranquillità che rendono possibile il far bene le cose. E il Milan ultimamente sta pagando questa attenzione altalenante, sia in difesa che sotto la porta avversaria. Una lucidità affievolita, che comunque non ha gravato sul gioco proposto dagli uomini di Montella. Almeno per ora.

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Sì perché, senza voler fare torti a nessuno e senza fare l’uccello del malaugurio, il rischio più grande in questo sport è che i risultati mancanti possano influire sullo spirito della squadra, sull’umore. Una squadra giovane, molto giovane, non dimentichiamolo mai. È la classica storia del “vincere aiuta a vincere”, che vale anche per il suo contrario. In una competizione in cui contano i punti, e meno il bel gioco, in una classifica che ti ha fatto precipitare dal terzo all’ottavo posto in appena quattro partite, il fattore psicologico fa tutta la differenza del mondo.

Milan Sampdoria può essere uno spartiacque, tra la risalita e il baratro. Non sarà semplice gestire la patata che scotta fra le mani di Montella, che dal canto suo deve già fronteggiare un paio di assenze pesanti. Fino a questo momento il tecnico campano ha mostrato molta sensibilità, umana e di gestione dello spogliatoio. Dovrà garantire che piccole lesioni sulle fondamenta da lui poste in estate non diventino crepe.

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E un buon modo per lui e per il suo Milan sarebbe ritornare a vincere, magari cominciando da Bologna mercoledì sera, per il recupero della gara non disputatasi a dicembre per via della Supercoppa Italiana. Un Bologna annientato dal 7-1 casalingo inflitto dal Napoli, ma che da sempre, al Dall’Ara, resta una squadra ostica per i rossoneri. Sarà una sfida di nervi, tra due squadre indebolite nell’animo. Conteranno solo due cose: concentrazione e i tre punti.

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