Filippo Raciti e quel pomeriggio di un giorno da cani

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
filippo raciti

Dieci anni dalla morte di Filippo Raciti (fonte Karda)

Era il pomeriggio del 2 Febbraio 2007 quando l’Ispettore Capo della Polizia di Catania Filippo Raciti rimase ucciso negli scontri che divamparono al termine del derby siciliano Catania-Palermo della Serie A 2006-2007.

Sono passati 10 anni da quel tragico venerdì, in campo, come dicevamo due squadre di calcio per un derby tutto siciliano. Fuori  intorno allo stadio l’inferno. Scontri tra opposte tifoserie e tra polizia e ultrà. In quell’inferno morì un servitore dello Stato, colpito al torace da un corpo contundente che causò una emorragia al fegato, lasciando nella disperazione, e nelle difficoltà economiche, la moglie e due figli piccolissimi.

La verità processuale afferma che i colpevoli furono l’allora minorenne Antonino Speziale che nel 2010 venne condannato alla pena di 14 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale e Daniele Natale Micale condannato sempre nel 2010 a 11 anni di reclusione (dieci anni per omicidio preterintenzionale, più un anno per resistenza a pubblico ufficiale).

la morte di Filippo Raciti, i fatti

Ripercorriamo con l’aiuto di wikipedia la successione dei fatti,  un vero e proprio crescendo di follia e violenza incontrollabile che scatenò nelle settimane e nei mesi successivi un’ondata di emozione e di rabbia e che determinò una serie di provvedimenti, alcuni peraltro controversi, tra cui l’ideazione della Tessera del Tifoso.

I fatti

Inizia tutto  durante il minuto di silenzio per ricordare la figura di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese, morto a gennaio 2007 dopo una rissa allo stadio di Luzzi, al termine della partita con la Cancellese (Terza categoria). In quel frangente partono i fuochi d’artificio predisposti in onore della contemporanea festa di Sant’Agata, patrona di Catania, nel contempo, scatta il  primo tragico errore organizzativo perché anziché accelerare le operazioni di ingresso dei tifosi ospiti, inspiegabilmente i supporter del Palermo vengono fatti entrare con clamoroso ritardo (alcuni addirittura al 55°).

La tensione che si genera si taglia con il coltello e una piccola scintilla crea il pandemonio. Fuori dallo stadio prendono il via gli scontri e alcuni tifosi locali tentano di entrare in contatto con la tifoseria ospite. A questo punto inizia uno scambio di lanci di petardi e fumogeni.

“La polizia tenta di disperdere l’assembramento  e vengono lanciati, in due riprese, all’interno della curva nord dei lacrimogeni, che mettono il panico tra gli spalti dove migliaia di tifosi assistevano all’incontro ignari degli scontri che avvenivano all’esterno. Migliaia di persone tentano quindi la fuga ma trovano gli ingressi sbarrati.

Si crea una calca pericolosissima.  La partita viene sospesa per quaranta minuti dall’arbitro Stefano Farina per l’aria irrespirabile. Durante la fuga, la parte più esaltata dei teppisti cerca di entrare in contatto con gli avversari: iniziano gli scontri veri e propri.

Intanto la partita termina (vince il Palermo per 2-1) e all’esterno dello stadio decine di persone dal volto coperto attaccano le forze dell’ordine. Le immagini vengono trasmesse in diretta da Sky. Si parla di 1.200 agenti. Alla fine, si contano 71 feriti tra le forze dell’ordine, più altrettanti civili”.

Filippo Raciti, la cerimonia in suo onore

Oggi Filippo Raciti verrà ricordato con una cerimonia proprio davanti a quello stadio dove fu ucciso, nel piazzale a lui intitolato. A presenziare il direttore centrale degli Affari generali della Polizia di Stato Filippo Dispenza, il questore della città di Catania Marcello Cardona e la vedova Marisa Grasso con i figli dell’ispettore assassinato. A ricordare il poliziotto, tantissimi colleghi della questura cittadina e del Reparto mobile. Dopo la deposizione della corona d’alloro allo stadio, nella chiesa di San Michele ai Minoriti, il cappellano della Polizia di Stato officerà una messa in suffragio del poliziotto

Filippo Raciti, il ricordo del Catania Calcio

Oggi ricorre il decimo anniversario della tragica scomparsa dell’ispettore capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, un uomo coraggioso caduto nell’esercizio di un dovere interpretato come una missione. Il Catania Calcio rende omaggio alla memoria del valoroso tutore dell’ordine e rivolge un affettuoso pensiero alla famiglia“. E’ quanto si legge in una nota del club etneo.

Filippo Raciti è un esempio che vive nel tempo: l’amore per la legalità che ha sempre affermato e difeso, spendendosi con generosità e valore, è un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire, perché nella legalità è la vera speranza“, dice l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco. “Questo sport, che piace così tanto, non genera violenza ma spesso è vittima della stessa il calcio chiede di essere protetto dalla delinquenza e dagli eccessi. La nostra gratitudine per la comprensione di questa esigenza, sempre mostrata da Filippo, accarezza il ricordo dell’uomo e, attraverso la sua luminosa figura, riconosce la fondamentale importanza di chi opera con coscienza per la pubblica sicurezza. A dieci anni di distanza dall’incubo del 2 febbraio 2007, siamo vicini alla famiglia di Filippo Raciti, con profondo rispetto“.

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