Pescara sempre più nel caos: Sebastiani medita l’addio

Pubblicato il autore: Massimo Maglietta Segui

Sebastiani
Acque agitate in quel di Pescara. Il presidente Sebastiani dopo l’incendio della sua auto da parte di alcuni tifosi, starebbe meditando l’addio a fine stagione. Una decisione che metterebbe ancora più nei guai il Pescara. Se  dovesse essere confermata, i dirigenti della società abruzzese dovrebbero trovare anche degli acquirenti.  In questi casi,  la cosa più facile sarebbe esonerare Oddo. Di allenatori bravi ancora senza squadra in giro ce ne sono, ma vista l’aria che si respira tra il tifo organizzato, la cosa migliore forse è quella di lasciare tutto com’è e poi vederne a fine stagione l’evoluzione.

Meno di un’anno fa a Pescara la situazione era tutt’altra. La città stava festeggiando il ritorno in Serie A  dopo aver sconfitto il Trapani nella finale Playoff.  L’inizio di stagione con 4 punti nelle prime due giornate, anche se la vittoria contro il Sassuolo nella seconda giornata è arrivata a tavolino, aveva fatto sperare la tifoseria bianca azzurra  in una salvezza tranquilla. Poi il crollo. I tifosi pescaresi non possono neanche lamentarsi più di tanto del mercato visto che a gennaio sono arrivati Gilardino, Stendardo, Muntari, tre buoni acquisti che, tuttavia, non hanno permesso alla squadra di risollevarsi dal fondo alla classifica di Serie A, con un piede e mezzo in Serie B, visto che il distacco dall’Empoli che si trova al 17° posto è di 13 punti.  Una salvezza, quindi, quasi impossibile.

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Sebastiani il presidente che risollevò le sorti del calcio pescarese

Sebastiani prelevò il Pescara Calcio nel 2009 dopo che il tribunale della città ne aveva dichiarato il fallimento. Insieme a lui nella cordata, c’erano anche altri imprenditori pescaresi come Deborah Caldora, figlia dello storico ex presidente biancoazzurro Armando, e l’industriale De Cecco.  L’anno successivo la Delfino Pescara 1936, titolo riacquistato dalla scomparsa società sportiva, passa dalla Lega Pro alla Serie B.  Nella stagione 2011/2012 con Zeman in panchina e il duo Insigne- Immobile a guidare l’attacco il Pescara torna in Serie A, dopo un’attesa lunga quasi vent’anni.

Negli ultimi giorni, tuttavia, è accaduto un fatto che va al di là della fede calcistica. Nei pressi dello stadio Adriatico,  è stata incendiata l’auto del presidente Sebastiani. Un gesto condannato dalla Lega di Serie A.  Il sostegno verso il presidente Sebastiani è arrivato da tutto il mondo dello sport. Dopo questo gesto, è arrivata la decisione del patron del Pescara Calcio. Il tecnico Masssimo Oddo su Facebook ha commentato e condannato questo atto vandalico dicendo: “Quando i limiti dello sport vengono superati e sfocia nella tristezza più assoluta“. Alla fine del post ha anche aggiunto un hastag #pescaranonèquesta.

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Ad un giornalista dell’Ansa giunto sul luogo dell’atto vandalico Sebastiani ha dichiarato :”Questa è una città piena di chiacchiere e con una realtà in cui si spingono le folle all’odio, su falsità evidenti che  riguardano offerte per acquistare la società che io non ho mai ricevuto. Sono gesti che fanno pensare  e ti fanno rimanere veramente male“. Anche la figlia del Presidente del Pescara Michela Sebastiani ha voluto dire la sua in merito all’accaduto. In un post sulla sua pagina facebook ci è andata giù pesante, definendo chi ha compiuto questo atto vandalico come “esaltati” e  “imbecilli”. Parole forti che  testimoniano l’aria che si respira attorno al Pescara Calcio.

Soltanto in Italia succedono queste cose. Se andiamo a guardare gli altri campionati esteri tipo la Premier League, i tifosi della squadra ultima in classifica, vanno allo stadio per incitarla, darle il loro supporto e applaudirla comunque al fischio finale dell’arbitro. Forse in Italia non arriveremo mai a questi gesti da parte dei tifosi, ma qualcosa a livello culturale deve cambiare.

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