Polemiche arbitrali, ma i calciatori non sbagliano mai?

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Polemiche arbitrali

Il classico accerchiamento dell’arbitro durante una protesta

Non sappiamo con certezza chi sia nato prima tra il calcio e le polemiche arbitrali, ma senza dubbio le loro strade procedono lungo un binario unico da parecchio tempo ormai, tanto da assistere ogni weekend alle stesse, futili, sceneggiate. Basta accendere la tv per notare come in ogni partita non manchino mai accese proteste nei confronti di una figura, quella dell’arbitro, sempre più accusata di favoritismi nei confronti di una o dell’altra squadra (in questo, ahiloro, la storia non li aiuta), tanto da essere considerata come l’uomo in più in grado di fare la differenza, addirittura ben oltre quei fuoriclasse che in realtà, a suon di milioni, dovrebbero veramente mettere tutti a tacere con le proprie giocate.

Il trend topic di questa settimana è stato senza dubbio il contestato arbitraggio di uno dei migliori fischietti mondiali, Nicola Rizzoli, in occasione del match dello Stadium tra Juventus ed Inter, reo di aver negato ai neroazzurri almeno un calcio di rigore. Ma questa è stata solamente la goccia versata in un vaso ormai pieno e che ogni lunedì mattina permette, davanti ad un cappuccino, una brioche ed un quotidiano, agli esperti osservatori di commentare da veri intenditori la giornata calcistica appena conclusasi.

Leggi anche:  Dove vedere Brasile-Colombia, streaming e diretta tv in chiaro Copa America?

Errori arbitrali, quando questi diventano un alibi

“Se l’arbitro ci avesse fischiato quel fallo, probabilmente la partita sarebbe finita diversamente”.
E’ questa la frase più ripetuta da parte di allenatori, giocatori e presidenti ai microfoni al termine di qualsiasi partita, come se il risultato finale dipendesse solo ed esclusivamente dalle decisioni di quell’uomo con il fischietto in bocca e dai suoi assistenti, piuttosto che dai 22 giocatori che ogni giorno si allenano per preparare al meglio la partita della domenica. Ogni pretesto è buono per giustificare un’eventuale brutta prestazione della squadra, perché ormai polemizzare nei confronti dell’arbitro è diventata consuetudine, un alibi dietro cui nascondere demeriti propri talvolta ben più evidenti ma tuttavia ignorati.
Ovviamente, non è corretto fare di tutta l’erba un fascio, ci sono anche allenatori che se ne escono a testa alta da queste situazioni, mettendo sopra tutto i limiti dei propri giocatori, spesso protagonisti di errori ben più gravi di quelli del fischietto (perché diciamocelo, lo “stop e passaggio” te lo insegnano nei Piccoli Amici), senza quindi avventurarsi in ipotetiche situazioni che, per quanto ci si sforzi, difficilmente diventeranno realtà. Perché la storia non si scrive con i se e con i ma, per questo il modo migliore per portare a casa i tre punti è allenarsi duramente e preparare al meglio la partita, di modo che gli errori arbitrali, alla fine dei 90′, siano superflui.

Leggi anche:  Italia-Austria: quella volta che...i precedenti

Polemiche arbitrali, quando manca la conoscenza del regolamento

Tra i professionisti, si spera, il regolamento è conosciuto (anche se a volte qualche dubbio viene), ma le lacune più marcate sono quelle presenti nelle categorie dilettantistiche, dove ogni domenica si assiste a mischie furibonde ed accerchiamenti nei riguardi del direttore di gara, spesso un giovane con non troppa esperienza, che al pari dei giocatori cerca di svolgere il proprio compito al meglio, divertendosi e racimolando qualche spiccio, seppur mai abbastanza se rapportato ai plurimi insulti ricevuti solo per aver applicato quelle regole che non tutti sanno, ma che invece si rivelano essenziali al fine di evitare sterili polemiche tanto assurde quanto incivili.

Molti tifosi è chiaro che appartengono a quella categoria Über alles dalla quale difficilmente si può pretendere ed ottenere maggior contegno o educazione nei confronti dell’arbitro, ma dai veri protagonisti in campo, vale a dire i giocatori, spesso ci si aspetterebbe qualcosa di diverso, anche perché, come detto, ogni partita assistiamo ad errori tanto clamorosi quanto banali, che vanno da un semplice contro fallo ad un goal sbagliato a porta vuota, che tuttavia non assumono rilievo al pari di un fallo non fischiato o di una rimessa laterale non sbandierata.
Per non parlare di situazioni paradossali, dove una squadra è in grado di protestare (consapevolmente ma furbescamente, a parer loro) con veemenza per un fallo inesistente non fischiato, per poi non accorgersi di un fuorigioco più che dubbio non segnalato che ha portato al goal avversario; tutto questo, probabilmente, a causa di una scarsa conoscenza del regolamento, perché è chiaro che non molti, nelle categorie minori, hanno tempo di leggerlo e studiarlo per filo e per segno, sebbene alla fine siano proprio questi soggetti i primi a lamentarsi per apparenti torti arbitrali.

Leggi anche:  SerieA, sottosegretario Costa: "Ad agosto la Serie A ripartirà col 25% del pubblico"

Errori arbitrali, come cambiano le classifiche

A questo punto, pare ovvio che le classifiche costruite con i se siano più che altro un dilettevole gioco matematico fine a se stesso, che prende atto di quelli che sono gli errori arbitrali ma non gli errori dei giocatori, sebbene a conti fatti proprio questi ultimi sono quelli che puntualmente si verificano con maggior frequenza.
Quindi, molto sinceramente, perché non pensiamo a quanto sarebbe ben più diversa la classifica se si considerassero i goal sbagliati a porta vuota?

Errori arbitrali

Campionato di Promozione Umbria, un fuorigioco molto dubbio (il pallone viene calciato dal n.10 per poi essere raccolto dal suo compagno a sinistra) non fischiato ma che tuttavia non ha scatenato polemiche arbitrali, nonostante l’azione abbia portato al goal. Scarsa conoscenza del regolamento da parte dei giocatori? (fonte eccellenzacalcio.it)

  •   
  •  
  •  
  •