Rosetti promuove la VAR: “Moviola dal 2018 sui campi della Serie A!”

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Foto da “La Repubblica”

Non si sono ancora placate le polemiche sull’arbitraggio di Nicola Rizzoli della partita Juventus – Inter di domenica sera, ed ecco il responsabile del progetto italiano della VAR (Video Assistant referee – traduzione letterale “Video assistente dell’arbitro”) Roberto Rosetti tramutarsi in docente e spiegare nella redazione della “Gazzetta dello Sport”, davanti ad una platea di primo piano, le motivazioni che porteranno la VAR sui campi di calcio della Serie A già a partire dal 2018.
E proprio sulle pagine del quotidiano sportivo di colore rosa oggi in edicola, Roberto Rosetti svela i segreti del progetto che sta portando avanti.
Tornare indietro è impossibile, la tecnologia in aiuto agli arbitri è una realtà”, esordisce così l’ex arbitro e poi continua con convinzione: “La sperimentazione ci serve per migliorare e trovare il giusto equilibrio. Sono stati fatti passi avanti, altri ne faremo. Ma la Var non sostituirà chi scende in campo. Così come le linee guida del protocollo Ifab: solo gli episodi chiari e decisivi per le sorti di un match entrano nel raggio d’azione della moviola”.

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VAR: quando si potrà usare

L’utilizzo della VAR sui campi di calcio non avverrà, quindi, per ogni episodio dubbio, ma solo per “episodi chiari e decisivi per le sorti di un match”.
E’ il protocollo Ifab a fissare le linee guida per l’uso della moviola. Essenzialmente è consentito l’utilizzo della nuova tecnologia per determinare se un’azione, che si è concretizzata con il gol, era viziata da fuorigioco o da un fallo o da una palla uscita fuori dal campo, nei casi di rigore dubbio, nei casi di rosso diretto o per evitare uno scambio di identità nell’attribuire una sanzione ad un giocatore.
Nei dettagli la procedura è questa: l’azione viene seguita su un monitor, all’interno della postazione Var, da due arbitri che, in caso di necessità di intervento, avvertono l’arbitro che dirige l’incontro, il quale ferma il gioco, applica immediatamente la decisione suggerita dagli arbitri della postazione VAR o può lui stesso rivedere le immagini attraverso un monitor posizionato a bordo campo e poi decidere.
Le operazioni dovrebbero nel complesso comportare una perdita di tempo tra i 22 e i 35 secondi.

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VAR: parla Rossetti “Quando ho capito che l’aiuto tecnologico può aiutare il calcio”

Alla domanda specifica dell’intervistatore della “Gazzetta dello Sport”, che gli ha chiesto quando avrebbe capito che l’aiuto tecnologico poteva migliorare il calcio, Rosetti ha risposto: “La scorsa estate, durante il raduno degli arbitri di A. Gli ho detto: “Ripensate ai 3 errori più importanti che avete commesso”. Poi gli ho chiesto se con la tecnologia quelle sviste sarebbero rimaste”, queste le parole di Rosetti che ha proseguito: “Sono 22 fischietti di ottimo livello. Solo 8 casi erano interpretabili e quindi la VAR non avrebbe cambiato nulla. In tutti gli altri casi la svista sarebbe stata tolta con grande beneficio per la regolarità della gara e pure dell’arbitro. Parlo per esperienza personale…”.
Rosetti ha pure fatto cenno ad un errore da lui commesso che sarebbe stato possibile evitare con la moviola, da qui l’accenno all’esperienza personale: “La mia carriera si è chiusa al Mondiale del 2010 per un netto fuorigioco di Tevez non visto nel quarto Argentina – Messico. Fummo rimandati giustamente a casa. Senza quello sbaglio probabilmente avremmo diretto la finale”.
Prepariamoci quindi ad utilizzare la tecnologia: dal quel momento sarà più difficile insultare l’arbitro!

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