Juve Inter: soffrire per arrivare in fondo e vincere

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui

Soffrire è sinonimo di tenacia, con un gruppo che non molla la presa e ha in testa un unico obiettivo: arrivare in fondo e vincere. Nel derby d’Italia contro l’Inter, alla Juventus di Massimiliano Allegri basta un siluro del colombiano Cuadrado per portare a casa i tre punti, dopo una gara che lo stesso tecnico livornese avrebbe definito “sporca”. Si, i bianconeri hanno aggredito nella prima fase di gioco, per poi arretrare fin troppo il proprio baricentro, esponendosi alle pericolose ripartenze di Joao Mario e compagni. Dopo il vantaggio nel finale di tempo, la squadra padrone di casa è rientrata in campo agguerrita e ruggente, mettendo alle corde l’Inter, completamente inefficace nella seconda frazione di gioco, tanto che Buffon è risultato uno spettatore non pagante.

Il poker d’attacco bianconero ha mostrato una leggera flessione nell’arco del match, con un Mandzukic meno battagliero del solito. Se Allegri può schierare il 4-2-3-1 è proprio grazie al gladiatore croato, il quale dal canto suo dovrebbe essere in ogni gara una macchina da guerra, un fatto oggettivamente disumano. Ecco quindi che Allegri vara in corso d’opera un più coperto 4-4-2, nonostante Pjanic non abbia inciso pienamente nella manovra offensiva. Il bosniaco ha mostrato alcuni segni di sofferenza a causa di una marcatura ben stretta da parte del centrocampo interista, che spesso ha ben saputo chiudere gli spazi agli avversari.

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Sarà che gli avversari cominciano a studiare bene le tele di gioco dei campioni d’Italia, tanto da prendere le adeguate contromisure. Onestamente, se la gara fosse finita in parità nessuno avrebbe avuto da obiettare. E’ per questo motivo che i tre punti conquistati allo Stadium valgono oro, non solo perché le giornate di campionato iniziano a diminuire, ma soprattutto per il fatto che il grande appuntamento con la Champions si avvicina. Quando si parla di andare in fondo, il riferimento è proprio alla coppa dalle grandi orecchie, dove questo nuovo modulo offensivo dovrà superare la prova del nove con le big del calcio europeo, tentando di arrivare alla finale di Cardiff.
Nell’intervista post partita, lo stesso Allegri ha paragonato questa gara vinta ad un quarto di finale o semifinale di Champions: “I ragazzi hanno avuto l’atteggiamento giusto, gli avevo chiesto una prestazione del genere e l’hanno fatta. Nel primo tempo ci sono state occasioni da entrambe le parti, nella ripresa non siamo riusciti a chiuderla e abbiamo difeso molto bene“.

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Claudio Marchisio - JuventusIn attesa del 22 febbraio, quando ci sarà da affrontare il Porto allo stadio do Dragão, la Juventus sfrutta le giornate di campionato per allenarsi, cercando di mantenere solidamente la vetta, avvicinando quello che è l’altro obiettivo stagionale: vincere il sesto scudetto di fila ed entrare nella legenda.
Sarà un’importante settimana con il recupero infrasettimanale con il Crotone ed il posticipo di domenica prossima, quando ci sarà la delicata trasferta di Cagliari. In queste gare, Allegri è convinto che ritroverà la condizione un altro perno del centrocampo juventino: “Marchisio non è nel massimo della condizione per poter sostenere questo tipo di gare, ma nel giro di un mese tornerà in forma e tornerà a essere il vero Marchisio“. Parole di garanzia per il principino, che con questo sistema di gioco vede ridursi gli spazi, anche se lo stesso Allegri precisa: “Possiamo giocare anche con tre centrocampisti“. Tesi che conferma quanto detto in settimana che, con l’inserimento del numero otto, varierebbe il modulo nel classico albero di natale, oppure con tre in mezzo al campo e altrettanti tre in fase offensiva.

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Questa Juve può cambiare pelle in base alle caratteristiche dei suoi protagonisti, e a seconda delle situazioni che si verificano durante la gara. Quel che conta è farsi trovare pronti per il grande appuntamento di metà febbraio, quando conterà arrivare in fondo, e naturalmente vincere.

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