Stadio della Roma a Tor di Valle: nè vincitori nè vinti

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Tutti contenti ma nessun vincitore. La questione dello stadio della Roma a Tor di Valle si è conclusa con uno pseudo lieto fine: l’impianto si farà con le dovute correzioni al progetto iniziale. Tutti si proclamano vincitori: la giunta capitolina del Movimento 5 Stelle capitanata dal sindaco Raggi, la Roma, i tifosi romanisti, i cittadini romani, i costruttori. In realtà è una vittoria di Pirro per ognuno degli attori della vicenda. Vediamo brevemente il motivo per ognuno di loro

Perchè la Raggi non ha stravinto sullo stadio della Roma

Il sindaco (la sindaca) della città capitolina è stata, senza dubbio vittima, della sua inesperienza negli ultimi mesi ma anche di una stampa prontissima ad affondare il colpo per ogni suo minimo errore. Se da una parte Virginia Raggi ha vinto la battaglia sulla cubatura eliminando i tre grattacieli (uno dei punti fermi del No dei 5 stelle), dall’altra ha dovuto cedere sull’area predisposta alla costruzione del nuovo stadio (una netta sconfitta). Fino a giovedì mattina erano in tanti a rimarcare come la zona di Tor di Valle fosse un’area a rischio esondazioni (a dire il vero oggi ipotesi piuttosto remota) e come le costruzioni lì attorno sarebbero letteralmente “sprofondate”. Ora magicamente il terreno di Tor di Valle sembra essere pronto a ospitare il nuovo stadio della Roma e tutti gli edifici commerciali che ne sorgeranno attorno.

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Va comunque messo nel tabellino dei marcatori di questa partita un gol per il sindaco che con determinazione ha voluto ridurre la cubatura del progetto commerciale eliminando i grattacieli, insistendo sulle infrastrutture di collegamento allo stadio. Sembra, però, più un gol della bandiera perchè l’aspetto su cui si doveva insistere di più era quella relativo agli investimenti per la costruzione di nuove vie di comunicazione e per l’ammodernamento di quelle esistenti (si pensi alla stazione di Tor di Valle del trenino Roma-Lido). Sarebbe stato meglio forse concedere qualcosa in più in termini di cubature e ottenere importanti garanzie sull’efficientamento di una linea fondamentale quale è la Freccia del Mare e non solo come ha scritto, in maniera vaga, il sindaco su Facebook “una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido”.

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Perchè i costruttori non possono esultare

In queste settimane si è letto di tutto sulla vicenda del nuovo stadio della Roma con numerose inchieste su tutti i giornali. Di certo, coloro che sono dietro la costruzione della prossima casa della Roma non possono esultare del tutto perchè non porteranno avanti lo stesso progetto presentato alla precedente amministrazione capitolina. La nuova variante, il progetto che la stessa Raggi ha definito “2.0” ha molto meno appeal dal punto di vista commerciale: meno spazi da vendere, minori attrazioni, minori entrate. Ma tutto questo può trasformarsi, però, in un’occasione, in una sfida per capire come ottimizzare a livello economico e attrattivo il nuovo progetto sull’area di Tor di Valle. Servono delle correzioni e l’obiettivo è quello di rendere l’attuale progetto decisamente migliore rispetto a quello precedente cercando una perfetta sinergia tra le componenti commerciali, turistiche e infrastrutturali. Costruire l’ennesimo centro commerciale fuori dal raccordo rappresenterebbe l’emblema della classica occasione mancata.

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Perchè i tifosi romanisti non possono essere contenti

Lo stadio della Roma non si farà di certo nell’immediato. Non pensate che la storia sia finita. Partiranno ricorsi, appelli, usciranno fuori vincoli, clausole e tanto altro che porteranno allo slittamento della posa della prima pietra. E va ricordata una cosa molto importante: si dice “stadio della Roma” per comodità giornalistica ma in realtà si dovrebbe sempre dire “stadio dove giocherà la Roma” perchè in realtà lo stadio non sarà mai di proprietà della società calcistica capitolina. Infine, la sensazione è che il desiderio di Francesco Totti di poter giocare da professionista con la maglia della Roma una partita nel nuovo stadio sia quasi utopia. A meno che Totti non decida di diventare il giocatore più longevo della storia della Serie A.

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