Auf Wiedersehen Prinz, ora siamo tutti più vecchi

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui


E ora siamo tutti più vecchi. Parlo della mia generazione, degli Anni ’90. Di tutti coloro che in Bundesliga hanno avuto il privilegio di ammirare la fioritura di uno splendido talento con la maglia bianca del Colonia. La ‘tua’ città, anche se sei nato a Gliwice. Come del resto Miro Klose, l’Irrangiungibile, che come te scappò dalla Polonia del Generale Jaruzelski per trovare rifugio in Germania.

Lukas Podolski, per tutti Poldi. Divenuto Principe di Colonia dopo quasi cinquanta gol in tre anni di prima squadra. Un tornado dagli occhi celesti. Poi il trasferimento al Bayern Monaco, passaggio che tocca a quasi tutti i predestinati tedeschi. Solo che a Prinz Poldi arrivò troppo presto. Nel 2009 una nuova emigrazione: c’è un aereo che parte per Londra, destinazione Arsenal.  Aria nuova nonostante la mancanza delle montagne bavaresi. Due trofei alzati con Wenger, un mezzo record alla luce della gestione alsaziana.Tralasciando il prestito all’Inter, Podolski ha trovato la felicità in Turchia, al Galatasaray. In mezzo una Coppa del Mondo a Rio, tanti terzi posti e 48 gol con l’amata Mannschaft, che non ha mai tradito. É vero, ha vinto poco pur disponendo di quel talento: ma Poldi è il terzo miglior marcatore con la maglia della Germania (dietro l’amico Klose e la leggenda Gerd Müller) e terzo per presenze (130).

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Nel fine carriera scrorreranno i titoli di coda scritti in giapponese: Poldi ha già firmato il contratto con il Vissel Kobe, la città rinomata nel mondo per la sua favolosa carne. Scelta in netta controtendenza rispetto ai flussi di calciatori verso la Cina. Ma Podolski è così. Prendere o lasciare. E noi tutti prendiamo. Danke Poldi, anche se noi tutti adesso ci sentiamo più vecchi.

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